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Inverno...Sibillino

Ho perso ormai il conto delle volte che ho visitato questi straordinari luoghi, in ogni stagione in ogni condizione climatica e in ogni parte rilevante di essi.

Mi sono emozionato, la prima volta, alla vista del Piano Grande ammirandolo dopo la risalita, protetto dalla cinta dei Monti, e ho visitato tutti i paesi che un tempo meravigliosamente popolavano le pendici montare; dico un tempo perché per molti di loro il terremoto di 2 anni fa è stato fatale ed è difficile se non impossibile pensare ad una rinascita.

Ma ho visitato anche e soprattutto tutti i contesti naturali straordinari che la generosa natura qui ha creato, dalle Lame Rosse alla Gola dell’Infernaccio, fino ad arrivare faticosamente a poter ammirare quella meraviglia chiamata Lago di Pilato. 

Sfavillante gemma preziosa incastonata lassù, in alto in mezzo alle montagne, raggiungibile solamente attraverso lunghi ed impervi sentieri.

Nonostante tutto questo, è l’emozione la prima cosa che sento e che provo mentre risalgo da una Norcia ferita verso il passaggio che mi condurrà ancora una volta alla vista del Piano Grande; una vista ancora una volta meravigliosa e suggestiva grazie anche alla recente nevicata che ha reso la pianura un lago ghiacciato di candide vesti ricoperto.

PANORAMA SUL PIANO GRANDE DALLA TERRAZZA DELLA SELLA DI MONTE VENTOSOLA
PANORAMA SUL PIANO GRANDE DALLA TERRAZZA DELLA SELLA DI MONTE VENTOSOLA

Ed è così che sotto un cielo profondamente azzurro che fa da contraltare al bianco delle nevi che ci apprestiamo ad attraversare questo magico territorio per raggiungere quel piccolo borgo arroccato sulla collina che divide il Piano Grande dal Piano Perduto e che da secoli sorveglia l’interno dei monti Sibillini, un paese che purtroppo nel 2016 è stato profondamente, e forse irrimediabilmente ferito, con ferite che non sappiamo se mai si potranno rimarginare.


Meraviglioso. Non ci sono altre parole per descrivere lo spettacolo e la suggestione mentre dall’alto del passo ammiriamo la Piana di Castelluccio insieme ad altre persone che hanno deciso di trascorrere in questi luoghi questa giornata post natalizia; ed è quindi difficile, in un contesto del genere, riuscire a  non fermarsi continuamente percorrendo il lungo rettilineo che attraversa il piano grande, per scattare foto e per ammirare il panorama. Impossibile non rimanere incantati dall'atmosfera quasi aliena che oggi i monti Sibillini ci regalano. 

PAESAGGI ALIENI SUL PIANO GRANDE
PAESAGGI ALIENI SUL PIANO GRANDE

Abbagliati dal forte sole che si riflette sul bianco manto ghiacciato percorriamo a piccoli tratti il lungo rettilineo per arrivare fino alla piccola Castelluccio, della quale però riusciamo a scorgere già da lontano le drammatiche cicatrici e comprendere appieno, e di persona, la vera portata di questa tragedia, di questo dramma che ha colpito un’ampia parte di questa martoriata Italia centrale.

Territorio più volte colpito nei decenni da movimenti sismici importanti e che hanno provocato disastri e morti nei numerosi centri dell’Umbria, delle Marche e del Lazio ad iniziare dalla meravigliosa città de L’Aquila.



Amarcord  2006/2018

21 Gennaio 2006
21 Gennaio 2006

Quasi 13 anni intercorrono tra le due foto, quello del 2006 non è il primo contatto con il Piano Grande, ma è quello in cui ho scoperto la infinita suggestione di questi luoghi che, negli anni successivi, ho visitato innumerevoli volte in ogni stagione e in ogni angolo. 

Probabilmente la stagione invernale è quella che offre maggiore suggestione...

27 Dicembre 2018
27 Dicembre 2018

Per la cronaca, nel 2006 affrontavo per la prima volta i Sibillini in moto. In Inverno, e nacque un amore.


CASTELLUCCIO DI NORCIA.. QUELLO CHE NE RESTA
CASTELLUCCIO DI NORCIA.. QUELLO CHE NE RESTA
PANORAMA SUL PIANO GRANDE DA CASTELLUCCIO
PANORAMA SUL PIANO GRANDE DA CASTELLUCCIO

Arriviamo a Castelluccio ma non riusciamo a trovare un parcheggio nel centro cittadino, dobbiamo tornare indietro, l'affluenza turistica in questa giornata di sole è abbastanza elevata e i pochi parcheggi di Castelluccio risultano ampiamente occupati; dalla parte opposta un cumulo di neve impedisce di proseguire il viaggio sula strada che attraversa il piano perduto per poi ridiscendere verso una Castelsantangelo sul Nera che praticamente non esiste più.

Parcheggiamo quindi in basso poco prima che la strada inizi a risalire e visitiamo una Castelluccio comunque animata ma chiusa, nel suo centro storico, da transenne con i cartelli riportati la dicitura "Zona Rossa"; alcune attività hanno riaperto in container provvisori e soddisfano le esigenze enogastronomiche dei turisti presenti.

Poco più in basso il contestato "Deltaplano", una struttura commerciale destinata ad ospitare tutte le attività che un tempo si trovavano in Castelluccio, appare ormai completato, ma al momento soltanto una delle attività risulta aperta, ed è quella in cui decidiamo oggi di pranzare a base di prodotti tipici locali, iniziando da un ottimo piatto di affettati per poi proseguire con una gustosa zuppa di lenticchie.

30 Ottobre 2016 -  Ore 7.40...

Rinascere è possibile.

Ma realisticamente è possibile una rinascita di Castelluccio e dei territori colpiti dal sisma del 2016?

Domanda alla quale è sicuramente difficile dare una risposta, data l'appartenenza di queste terre all'italica nazione che mai ha dimostrato amore per i figli colpiti dalle naturali avversità.

Quello che posso, e possiamo, sicuramente fare è dare una mano affinchè questo possa un giorno avvenire, ma non con "donazioni" di varia tipologia che poche volte hanno mantenuto quanto promesso, ma con metodi ben più efficaci e sicuri.

Quali? E' molto semplice: portando loro "ricchezza" mediante la frequentazione del territorio e delle attività che qui ancora sopravvivono.


Castelluccio e il Piano Perduto

Grazie al Valico di Gualdo (oggi ancora chiuso per i danni del terremoto) è possibile, risalendo da Castelsantangelo sul Nera (che praticamente non esiste più..), presentarsi da nord al cospetto del primo dei quattro piani  che deve il suo nome ad un episodio cruento sospeso tra storia e leggenda.

Il 22 luglio 1522 Visso e le sue alleate Guaita Montanea (Castelsantangelo) e Guaita Uxitae (Ussita) diedero luogo ad una battaglia destinata ad entrare nella leggenda, saranno infatti 600 eroi a sconfiggere gli oltre 6000 soldati messi in campo dalla rivale Norcia dominante la conca sibillina dal suo avamposto a Castelluccio.

Verità e fantasia si intrecciano nella descrizione di questo fatto certamente avvenuto, probabilmente con altre forze in campo, che mise fine (almeno temporaneamente) a secolari scaramucce tra confinanti.

Cronista dello scontro il poeta pastore Berrettaccia di Vallinfante con il suo poema parimenti leggendario scritto nel XVII sec e cosi cominciante: “Giorno gualdese da bisogno mosso Di Cànetra nel bosco taglia un legno: Di Norcia il guardian gli corre addosso, Ma il bravo Giorro lo fa stare a segno: Ogni norcin da questo fatto scosso D' armarsi contro Visso fa disegno: Norcia che ha più di forze vincer crede, Ma vince Visso che nei santi ha fede” e del quale non è semplice trovare ulteriori tracce se non in loco.

Arriva infine il tempo dei saluti, dobbiamo riprendere la strada che ci riporterà verso casa, la breve giornata invernale volge ormai al termine e le ombre della sera calano inesorabili sui Monti Sibillini nascondendo sempre di più il prezioso contenuto.

Inesorabili intorno a noi si manifestano i segni lasciati dal terribile sisma, drammatici come potremo tra poco osservare anche nella splendida Norcia, alla quale non possiamo mancare di fare.

Ma vogliamo anche lasciare un nostro piccolo contributo alla rinascita; acquistando presso i negozi che hanno ripreso l'attività, dei prodotti tipici della zona: quei gustosi salumi Norcini che poco ben tempo rimarranno nella nostra dispensa...

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