Matera ed i Sassi


Matera è una delle città più belle d'Italia, e lo è perché esistono i Sassi, uno straordinario agglomerato urbano la cui storia scavalca i secoli ed i millenni iniziando nella preistoria per arrivare fino ai giorni nostri; perfettamente custodita nel cuore della città stessa.

Sono i due quartieri denominati Sasso Barisano e Sasso Caveoso ad avere dato origine, con il loro plurale, al nome "Sassi di Matera" con il quale questo contesto è universalmente conosciuto e al quale a partire dal 1993 l'UNESCO ha riconosciuto la sua protezione. 

La storia di Matera inizia lontano nel tempo, in epoca preistorica; per poi svilupparsi nel corso dei secoli dotandosi progressivamente di un contesto architettonico unico al mondo.

Una crescita però che porterà infine la città al collasso, a causa di una insostenibile crescita demografica in un contesto urbano non in grado di sostenerne il peso. 

Le condizioni igieniche assolutamente precarie in cui vivano oltre 15.000 persone porteranno nel 1952 alla presa di coscienza da parte della politica di questa insostenibile situazione, grazie anche a libri come quello di Carlo Levi: "Cristo si è fermato a Eboli" dove si evidenziavano le drammatiche condizioni di vita della popolazione Lucana.



Ed è quindi ad iniziare dal 1952 che i Sassi vengono progressivamente abbandonati ed i cittadini trasferiti negli alloggi appositamente realizzati nella nuova città di Matera.  Inizialmente abbandonati i Sassi torneranno a vivere a partire dal 1980 quando si autorizzerà il recupero della città "fantasma" che a poco a poco risorgerà fino a divenire patrimonio dell'umanita UNESCO



“Dentro quei buchi neri dalle pareti di terra vedevo i letti, le misere suppellettili, i cenci stesi. Sul pavimento erano sdraiati i cani, le pecore, le capre, i maiali. Ogni famiglia ha in genere una sola di quelle grotte per abitazione e ci dormono tutti insieme, uomini, donne, bambini, bestie. Di bambini ce n’era un’infinità. nudi o coperti di stracci. Ho visto dei bambini seduti sull’uscio delle case, nella sporcizia, al sole che scottava, con gli occhi semichiusi e le palpebre rosse e gonfie. Era il tracoma. Sapevo che ce n’era quaggiù: ma vederlo così nel sudiciume e nella miseria è un’altra cosa. E le mosche si posavano sugli occhi e quelli pareva che non le sentissero coi visini grinzosi come dei vecchi e scheletrici per la fame: i capelli pieni di pidocchi e di croste. Le donne magre con dei lattanti denutriti e sporchi attaccati a dei seni vizzi, sembrava di essere in mezzo ad una città colpita dalla peste.” (Carlo Levi; Cristo si è Fermato a Eboli)

Visitare Matera oggi, nel 2017, non restituisce appieno le sensazioni che questa straordinaria città dovrebbe suscitare. da un contesto da inferno Dantesco si è arrivati oggi alla situazione opposta, che restituisce l'immagine di una cittadina esageratamente perfetta e ordinata che poco o nulla ha a che vedere con quella originale ed alla storia che ne ha visto la crescita e lo sviluppo. 

Nonostante questa "deriva" turistica, l'eccessivo affollamento nei periodi critici dell'anno e all'esagerato fiorire di attività legate alla presenza turistica, I Sassi di Matera restano inequivocabilmente una emozionante testimonianza del nostro passato e di come la società umana posso conoscere diverse modalità di agglomerazione e di sviluppo anche e sopratutto legate al contesto dove si evolvono.

In altre parole, una visita emozionante che deve fare assolutamente parte della cultura di qualsiasi viaggiatore, sopratutto se Italiano.


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