Nella denominazione turistico territoriale Langhe Monferrato il territorio che sicuramente risulta più penalizzato è il Monferrato; nella logica scaletta di visite previste infatti esso viene successivamente a quella delle probabilmente ben più famose Langhe; ma il territorio del Monferrato, estesa regione collinare situata in Piemonte al confine con Lombardia e Liguria, è in grado di regalare molto di più di quanto si possa apparentemente pensare....

CASALE MONFERRATO


Questa regione infatti inizia la sua ascesa collinare nella parte della Valle Padana scavata dal fiume Po ed è infatti proprio dalle rive del grande fiume che iniziano i primi accenni collinari che si elevano progressivamente fino ad arrivare a trasformarsi in quegli Appennini che poi degradano velocemente verso il mare della Liguria

I rilievi del Monferrato Si presentano più dolci rispetto a quelli delle Langhe, meno ripidi e molto più ondulati assomigliano molto al territorio interno delle Marche, una somiglianza che trova ancora maggior conforto nei borghi e nei castelli che adornano praticamente ogni rilievo collinare visibile intorno a noi in un contesto suggestivo ed ammaliante.

IL CASTELLO DI UVIGLIE


Probabilmente il periodo migliore in assoluto per visitare il Monferrato non è quello primaverile, i territori collinari dediti alla coltivazione della vite danno sicuramente il meglio di sé nel periodo di fine estate inizio autunno quando i vigneti sono al loro massimo splendore e le luci autunnali ne esaltano i colori.

Ma anche la primavera sa regalare infinite emozioni, ai classici colori legati alle coltivazioni contrastati da un cielo azzurro intenso come quello di oggi si aggiungono i colori delle fioriture primaverili i relativi profumi che riempiono i nostri polmoni.

E’ quindi con infinita emozione e gioia che ci accingiamo ad esplorare questo magico territorio in questo assolato lunedì di primavera, mentoniera del casco modulare rigorosamente aperta per assaporare il massimo dai profumi che oggi il Monferrato ci può regalare e via alla scoperta degli infiniti castelli e borghi che una sapiente mano ha sparso come sementi sulle dolci colline.

CERESETO


Quello che a prima vista si presenta come un imponente castello lasciato all'incuria e al degrado in realtà è un "falso storico"; esso infatti è stato edificato ad inizio del XX secolo da un imprenditore Biellese; attraverso varie vicissitudini (non ultima quella legata alla droga, quando negli anni ottanta i suoi sotterranei ospitarono una importante raffineria) arriva fino ai giorni nostri in attesa di qualcuno che ne rilevi la proprietà dal curatore fallimentare e lo riporti ai passati splendori................



SACRO MONTE DI CREA


Situato su una delle colline più alte del Monferrato, il santuario di Crea è immerso in un vasto parco naturale; dal 2003 è stato dichiarato Patrimonio dell'Umanità dall' UNESCO insieme ai Sacri Monti del Piemonte. Suggestivo il panorama che è possibile osservare dalle terrazze situate intorno al santuario e dai vari percorsi  che si addentrano nel parco.



Il Monferrato ha un unico neo probabilmente, anzi forse anche due…. il primo è legato alle strade che seguono gli andamenti collinari senza mai veramente emozionare (parlando dal punto di vista della guida e della piacevole tortuosità) come invece avviene in altri contesti come il Chianti o i già menzionati colli marchigiani, e spesso con un asfalto molto irregolare per non dire disastrato.

Inutile dire che a causa di queste condizioni la parte legata alla guida mototuristica risulta particolarmente penalizzata, occorre fare anche molta attenzione, in alcuni casi l'asfalto era così irregolare ed ondulato da mettere a dura prova competenza e sospensioni........

Meglio quindi concentrarsi sul panorama ma con un occhio attento alla strada ricordandosi di non esagerare con il gas.

IL CASTELLO DI GABIANO



L'altra negatività se così possiamo chiamarla è legata a quello che a noi sembra uno scarso utilizzo turistico del territorio: sicuramente il lunedì non è la giornata adatta per visitare certi luoghi, o meglio lo è dal punto di vista dell'affollamento turistico, ma Il Monferrato oggi è praticamente una terra deserta dove incontrare una macchina o un'altra persona in giro è praticamente impossibile..... di fatto è anche impossibile per noi trovare un bar per un minimo di ristoro o un caffè.... non parliamo poi di osterie o trattorie tutte irrimediabilmente chiuse. 


Possiamo comunque affermare, in finale, che l'esperienza vissuta percorrendo le dolci ondulazioni del Monferrato è stata sicuramente positiva,  come positive sono state le sensazioni e le intense emozioni che questo viaggio ci ha stimolato. Una terra intensa, ordinata, rilassante che merita una visita, e che merita sicuramente molto di più di quanto sta attualmente ottenendo dal punto di vista turistico. Un territorio questo che nulla ha da invidiare ad altri ben più famosi sparsi sull'Italico suolo

L'ultima emozione ce la regala la giornata particolarmente tersa, all'orizzonte imponenti si stagliano le sagome delle vette dell'arco alpino, tra di loro si riconoscono il Massiccio del Monte Bianco e la  inconfondibile cima del Monte Cervino o Matterhorn che dir si voglia.

Una ultima intensa emozione prima di iniziare il viaggio di ritorno


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