Classico Greco: Dal canale di Corinto a Micene, Nauplia ed Epidauro


Inizia da uno dei (pochi) simboli moderni della Grecia questo nostro "Viaggio nel Classico"; quello che stiamo per intraprendere è infatti un percorso che ci porterà a visitare alcune tra le attrazioni più famose e scontate della Grecia antica ma non solo, e che prende il suo via da questa incredibile opera di ingegneria che collega il Golfo di Corinto con il mar Egeo.

Un risparmio di tempo per i naviganti una vertiginosa attrazione da selfie per i turisti. 

Una grande opera di ingegneria che oggi però trova i suoi limiti nelle dimensioni delle moderne navi impossibilitate nell'utilizzo del Canale a causa della sua ridotta larghezza; Corinto infatti è largo poco più di 25 mt e profondo 8, contro per esempio i 225 mt di larghezza e 25 di profondità del Canale di Suez ben più trafficato.

Una visita questa che non ci porta via molto tempo, la passeggiata sui due lati della strada che supera il canale è breve e la presenza di alcune comitive di turisti vomitate da un paio di autobus non ci rallenta più di tanto.


Micene

Quanto conta la "promozione" di un monumento storico rispetto alla sua effettiva validità turistica?

Conta di più la sua "fama" oppure il suo stato di conservazione e di visibilità?

Sono questi alcuni dei punti interrogativi che salgono alla mente subito dopo avere superato la celebre Porta dei Leoni, varco di ingresso alla mitica città di Micene; semplicemente perché al di la della porta, della città di Agammenone resta solo.. il ricordo


Ovviamente resta intensa la suggestione passeggiando lungo i percorsi di una delle città più mitiche dell'antichità e dei nostri studi scolastici mitigata però da una latente delusione indotta da quanto poco si riesce ad osservare.

Qualche emozione visiva in più riesce a darla il cosiddetto "Tesoro di Atreo" o "Tomba di Agamennone", impressionante sepolcro situato fuori dalle due cerchie di mura di Micene dove si ipotizza sia stato sepolto il leggendario Re anche se di certo non vi è nulla dato che la tomba sembra fosse stata da tempo svuotata dei suoi tesori.

Erroneamente viene associata anche al ritrovamento della celebre Maschera di Agamennone, conservata al Museo Archeologico di Atene, avvenuto invece all'interno della città, questo ovviamente deriva dalla ipotesi che questo sia il sepolcro di Agamennone.


Tesoro di Atreo o Tomba di Agamennone

Nauplia - Nafplio

Terminata la visita di Micene ci dirigiamo verso la costa del Golfo dell'Argolide alla volta di Nauplia, una rilassante cittadina dell'Argolide nel Peloponneso, che vanta una intensa e movimentata storia durante la quale conoscerà diverse dominazioni.

Una di queste, quella Veneziana, è quella che maggiormente  ha caratterizzato la città, grazie alle testimonianze storiche risalenti a quel periodo.

Le più importanti nonché visibili  sono la Fortezza Palamidi, imponente ma inefficace opera difensiva che verrà ultimata nel 1714 per poi cadere nelle mani Turchi l'anno successivo;  ed il fortino Bourtzi edificato in mezzo al mare che la proteggeva dalla scorribande dei pirati.

Anche il piacevole centro storico è di Veneziana fattura, tranquillo e rilassante dedalo si stradine sulle quali si affacciano diversi negozi,che sfoggia una insospettata tranquillità legata sicuramente al periodo non critico. 

Dall'offerta turistica che mostra si comprende come ben altri siano i flussi turistici  cui deve essere abituata, moltitudine questa che in massa calpesterà gli antichi percorsi nei mesi di luglio e agosto; adesso però ci godiamo la pace e la possibilità di scegliere dove degustare le specialità del luogo senza dover aspettare o rinunciare.

La sosta gastronomica risulterà davvero piacevole grazie alla degustazione di prodotti tipici, ma involontariamente causerà un "perdita di tempo" che ci precluderà la visita alla Fortezza Palamidi che troveremo chiusa; sarebbe stato difficile comunque anche solo ipotizzare che l'orario di chiusura al pubblico dell'imponente maniero fosse le ore 15.00!!

Epidauro

Il Teatro di Epidauro E' sicuramente una delle più suggestive attrazioni arrivate fino a giorni nostri dell'antica Grecia, costruito nel 360 a.C. può contenere quasi 15.000 spettatori.

Ancora oggi utilizzato per le rappresentazioni  teatrali vanta una acustica perfetta che si può spesso apprezzare grazie alle improvvisazioni di singoli e gruppi che danno sfogo alle loro passioni musicali cantando al centro esatto del teatro; la loro voce si può udire distintamente in tutti i posti a sedere.

Quello che sicuramente impressiona di più il visitatore, così come ha impressionato noi,  è di certo la sua maestosità suffragata da un perfetto stato di conservazione; una vista che appare improvvisa davanti ai nostri occhi e che non può che suscitare esclamazioni di stupore e meravilglia.

Terminiamo il nostro percorso all'interno del parco archeologico con la visita allo stadio e al Tempio di Asclepio, dio della medicina al quale era dedicato questo complesso dedito alla cura rituale dei malati.

Nato semidio mortale (nella mitologia Greca accade spesso che gli dei generino figli da compagne/i mortali) Asclepio figlio di Apollo diverrà infine immortale dio grazie all'intervento di Zeus che prima lo fulmina e poi lo tramuta nella costellazione di Ofiuco, di recente tornata alla ribalta in quanto unica costellazione eliminata dall'astrologia che comprende il periodo tra il 30 novembre ed il 18 dicembre.

Soddisfatti da questa escursione in terra ellenica ritorniamo sui nostri passi attraversando di nuovo Corinto e raggiungendo Atene che si stà illuminando sotto il cielo sempre più scuro, preparandosi ad una suggestiva serata primaverile che risulta mite anche in questa prima metà di marzo.


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