Atene: Exarchia, le diverse facce dell'anarchia


Quello relativo al come siamo finiti ad Exarchia è un discorso abbastanza complesso,  complessità che possiamo per certi versi riferire alla contraddittoria percezione che si ha di questa zona; sono pochi Infatti le risorse della rete che parlano in maniera negativa di questa particolarissima zona di Atene, esistono anzi alcuni siti che mettono Exarchia fra i quartieri da non perdere vistando Atene.

Difficile leggere tra le righe quella “particolarità” che distingue questo quartiere da tutti gli altri componenti la disordinata megalopoli che è diventata nel corso degli anni quella che fù la capitale delle Arti e della Democrazia.

Allo stesso tempo, tutti gli abitanti della città, ad iniziare dai tassisti, ci hanno messo in guardia dalla pericolosità di questo controverso quartiere cittadino.

L’impatto che abbiamo ricevuto arrivando non è stato sicuramente dei migliori oltre che poco incoraggiante, per nostra “fortuna” siamo arrivati qua alla vigilia di una ricorrenza molto particolare che avrebbe scatenato violente manifestazioni, con il conseguente impiego delle forze di polizia in assetto antisommossa.

Ed è proprio Infatti sotto il nostro albergo, nel quale siamo cautamente rientrati prima del calare della sera, che si sono scontrate le due rappresentanze, con conseguenze lancio di bottiglie Molotov e lacrimogeni.

Una serata bollente che si è placata solo a tarda notte..Per poi tornare tutto incredibilmente tranquillo la mattina successiva, addirittura con la presenza del colorato ed animato mercato rionale, vero come non ne vedevamo più da tempo immemorabile.

Anche l’albergo, nel quale abbiamo piacevolmente soggiornato, prontamente cancella le tracce della notte e una mano di fresca vernice copre le anarchiche scritte che nella notte erano apparse sulle immacolate pareti. 

Segnali questi che vanno in netta contraddizione alla percezione di quartiere pericoloso e decadente che molti Ateniesi hanno di Exarchia; eppure questa presunta pericolosità non la si ritrova nemmeno percorrendo le strade del quartiere...

Onestamente sì, è vero, tutti i muri della zona sono adornati murales di diversa qualità artistica, in una colorata composizione che non sempre trova il plauso del nostro gusto, e le strade sono fatiscenti oltre che vecchie;  ma è anche vero che la zona stessa pullula di locali di qualsiasi tipo dove si mangia si beve e si canta, anche con tavolini all’aperto che la sera sono affollati di avventori; e le stesse strade, nonostante tutto, risultano pulite (secondo gli standard cittadini).

Difficile quindi inquadrare questo particolare quartiere come una zona pericolosa e degradata, esso dimostra connotazioni ben più complesse ma allo stesso tempo facilmente comprensibili.

Exarchia è il quartiere degli studenti, degli anarchici, un crogiolo culturale da dove sono nate tutte le varie manifestazioni di protesta dovute soprattutto alla crisi che ha colpito la nazione; il cuore pulsante di un movimento Studentesco che ad iniziare dal 1973 avrebbe portato alla caduta del regime dei Colonnelli e alla nascita della democrazia, e che da allora non avrebbe più mollato la presa evidenziando in modo più o meno violento le mancanze di una democrazia che purtroppo, fatica a ritrovare gli antichi fasti.


Quello che onestamente possiamo dire di questo quartiere, anche se di fatto lo abbiamo vissuto per pochi giorni e questo lo diciamo ovviamente a livello esclusivamente personale, è che non ci è sembrato un quartiere particolarmente pericoloso è invivibile, escludendo ovviamente il giorno della manifestazione che a quanto abbiamo capito si ripete annualmente con gli stessi criteri.

Anzi abbiamo avuto la sensazione e percezione di un quartiere vitale, movimentato, più vero probabilmente di tanti altri, più sintetici e dedicati al turismo. Dove l’arte e la cultura sono inequivocabilmente presenti ed esprimono attraverso i murales un disagio profondo e tangibile; dove lo stesso mercato che abbiamo potuto osservare ci ha regalato immagini e suggestioni di un tempo che fu, quando il mercato era effettivamente quello che doveva essere e non, come ormai quasi ovunque succede in occidente, un’accozzaglia di proposte sconclusionate e di dubbia qualità uguali una all’altra.

 

Un quartiere vero quello di Exarchia, nel bene e nel male, una sincerità che probabilmente oggi non paga…


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