Atene: Acropoli e Partenone


Siamo abituati, nel visitare le città, a vedere quella che comunemente viene denominata Skyline, ovvero quel profilo disegnato dai grattacieli che ormai contraddistinguono le capitali di ogni nazione occidentale o comunque economicamente sviluppate.

Ma Atene, nel bene e nel male, è una città diversa dalle altre ed ha uno Skyline molto particolare che non è disegnato dai grattacieli (se non in minima parte) ma da una serie di colline di alture sotto le quali si stende la tentacolare ed infinita metropoli.

Una di queste colline possiamo sicuramente evidenziarla come la collina più famosa del mondo ed è lei che stagliandosi contro il cielo contraddistingue il profilo di una delle città più antche del mondo rendendolo unico.

Questa è infatti la collina sulla quale si erge l’Acropoli, parte alta e fortificata della antica Atene, risalente al VII sec. a.C. contraddistinta dal celebre Partenone eretto successivamente, in occasione della ricostruzione della stessa Acropoli nel V sec a.C. periodo di massimo splendore della città sotto la guida di Pericle; 

Atene è una città caotica, ma è un caos quello di Atene che progressivamente si attenua nell’avvicinarsi alla collina del Partenone, per lasciare poi spazio alla parte più antica e anche turisticamente commerciale della città in quello che potrebbe essere una sorta di segnale di rispetto verso un simbolo così storicamente importante 


Risalendo verso l'Acropoli sono poche le persone che incontriamo, così come quasi deserto appare il piazzale antistante la biglietteria che comunque ha l'aria di conoscere ben altri assembramenti; visitare Atene approfittando del ponte del 8 dicembre risulta sempre più una scelta azzeccata. Grazie anche e sopratutto a giornate limpide e soleggiate con temperature decisamente miti; l' unica nota negativa è quella legata alla durata delle giornate, il sole infatti sparisce presto all'orizzonte, ma questo di contro ci permette di godere della suggestione di una Atene magicamente illuminata. 

Odeo di Erode Attico

E' la prima attrattiva che si osserva una volta superata la biglietteria; situato sulla parte meridionale dell'Acropoli risale alla metà del II sec. a.C.

Restaurato intorno agli anni '50 del secolo scorso viene ancora oggi utilizzato per vari eventi e rappresentazioni teatrali; per questo motivo non è direttamente visitabile.

Suggestiva la sua osservazione dall'alto, complice lo stridente contrasto con la infinita distesa metropolitana che si perde all'orizzonte.

 

Nelle immediate vicinanza i resti del grande Teatro di Dioniso risalente al V sec. a.C. ed utilizzato fino in epoca Romana per poi cadere in disuso e scomparire letteralmente sotto la vegetazione. Quasi completamente distrutto in epoca Bizantina verrà riportato alla luce solo verso la fine dell '800

Propilei e Tempio di Atena Nike


I Propilei (parola che identificava il porticato d'ingresso di un tempio o di un palazzo) sarebbero dovuti essere il monumentale ingresso all'Acrpoli voluta da Pericle, ma purtroppo l'imponente opera non verrà mai compiuta. 

L'elevato costo richiesto per la loro realizzazione e l'inizio della Guerra del Peoloponneso nel 431 a.C. determineranno la fine dei lavori, iniziati nel 437 a.C.; nel corso della dominazione Turca verranno utilizzati come deposito munizioni e per questo parzialmente distrutti da una esplosione nel 1640. Numerosi restauri nei secoli successivi hanno permesso la ricostruzione dell'imponente ingresso all'Acropoli ma solo a partire dal 1990 questi lavori saranno condotti con vera cognizione di causa iniziando con il riparare i danni causati dai precedenti restauri.

Unaattività quella del restauro che continua ancora oggi, permettendoci di osservare con crescente meraviglia questa straordinaria opera antica tramite la quale si entra al cospetto del Partenone e dell' Eretteo, sotto il "vigile sguardo" della dea Atena


Il tempio dedicato ad Atena Nike sorge a fianco dei Propilei e risale al 449 a.C., suggestivo nonostante le sue ridotte dimensioni anche grazie alla collocazione sul margine estremo dello strapiombo.

Tanto estremo da rendere necessaria la costruzione successiva di una balaustra, sulla quale erano scolpite varie attività della dea Nike, per proteggere gli adoratori della dea da accidentali e fatali cadute.

La costruzione tempio, avversata da Pericle, avviene solo dopo la sua morte e successivamente a quella del Partenone e di quelli che avrebbero dovuto essere i Propilei in versione definitiva costringendo gli architetti ad edificare il tempio in una zona con ristrette caratteristiche; adotteranno inoltre particolari accortezze prospettiche in funzione della visualizzazione del tempio che avviene dal basso salendo le scale che portano ai Propilei.

Al suo interno era collocata una statua della Dea Atena senza le ali che invece adornano statue similari a lei dedicate; la Dea della Vittoria infatti secondo l'auspicio degli Ateniesi non avrebbe più dovuto abbandonare Atene.

Purtroppo tale auspicio sarà presto disatteso, nel 401 Atene si arrende a Sparta ponendo fine alla guerra del Peloponneso.

Il tempio fu completamente smontato dai Turchi nel 1687 nell'intento di utilizzare il materiale per la costruzione di baluardi difensivi dei Propilei, solo nel 1837 il tempio sarà ricostruito utilizzando tecniche miste; per lavori di restauro più approfonditi sarà completamente smontato altre due volte prima di arrivare all'aspetto originale; privo di parti del fregio oggi visibile al museo dell'Acropoli.

Il Partenone

E' il monumento più celebre dell'Acropoli, tanto da essere spesso erroneamente utilizzato come termine che  identifica la stessa area archeologica; il suo nome riconduce alla dea Atena intesa come vergine e nubile (una delle fissazioni delle religioni che si trascinerà nei secoli e nei millenni..).

Voluto da Pericle sarà realizzato sotto la supervisione del celebre Fidia e resterà magnificamente intatto almeno per mille anni!

Fino al V sec d.C. quando l'imperatore dell'Impero Romano d'Oriente decretò l'inzio della sua decadenza asportando alcune delle imponenti statue erette sull' Acropoli.

Profondamente rimaneggiato ed offeso in epoca cristiana verrà in parte rispettato in epoca Ottomana, per poi cadere a pezzi sotto le bombarde veneziane.

Il progressivo saccheggio che ne deriva troverà il suo apice nel 1801 quando l'ambasciatore Britannico interpreterà in maniera assolutamente arbitraria l'autorizzazione ottenuta trafugando alcune metope che oggi insieme ad altri importanti reperti sono visibili al British Museum di Londra. 

Ad oggi le rimostranze del governo Greco non hanno ottenuto (ovviamente) nessuna soddisfazione, il museo londinese non è intenzionato a restituire quanto ottenuto in maniera poco ortodossa; probabilmente cosciente che se dovesse mettere in atto le procedure di restituzione di quanto visibile al suo interno non sia legalmente di proprietà, il British diventerebbe il museo più insignificante al mondo...


Eretteo

Anche una delle Cariatidi che adornano questo tempio, costruito in periodo immediatamente successivo alla morte di Pericle, è stata portata al British Museum, le altre sono state invece messe al sicuro dall'azione del tempo all'interno del moderno museo dell'Acropoli; quelle che si osservano sono delle copie.

L'edificio edificato in luogo sacro simboleggia la lotta tra Atena e Poseidone per il controllo dell'Acropoli

L'Eretteo segna la fine del nostro suggestivo percorso all'interno dell'Acropoli, millenario monumento di una città che tanto ha significato per la storia antica ma anche moderna.

Le ombre della precoce sera inverale si allungano sempre più sull'acropoli creando suggestivi giochi di luce mentre ci avviamo verso la monumentale uscita, soddisfatti ma non senza rimpianto.

Panoramica dall' acropoli

La collina di Filopappo ed il monumento omonimo; sullo sfondo il Pireo
La collina di Filopappo ed il monumento omonimo; sullo sfondo il Pireo
Tempio di Zeus Olimpio
Tempio di Zeus Olimpio
Arco di Adriano
Arco di Adriano
Collina del Licabetto
Collina del Licabetto

Prima di abbandonare del tutto la vista dell'Acropoli (anche se di fatto essa non ti abbandona praticamente mai data la sua collocazione) gettiamo un ultimo sguardo alle antiche vestigia dorate dal sole morente.

Una ulteriore suggestione tra le tante ispirate da questa controversa città dove tanto tempo fa nasceva la moderna democrazia.



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