Le Fortezze del Trentino Alto Adige: Castel Beseno


La sua imponente sagoma ci ha più volte sovrastato durante l'inizio o la fine delle nostre escursioni in Trentino Alto Adige; più volte fotografato da lontano ma mai visitato al suo interno.  Almeno fino ad oggi!

Oggi infatti quello che è conosciuto come la "più grande struttura fortificata del Trentino Alto Adige" è designata come meta principale della perfetta giornata estiva contraddistinta da un profondo cielo azzurro.

Iniziamo la visita nell'ora meno indicata per le escursioni estive; il sole alto nel cielo è al suo massimo splendore ma per fortuna l'aria risulta sgombra dalla tipica afa estiva.

Nonostante la giornata pre-festiva le persone che si muovono all’interno del castello non sono molte, consentendo così una visita tranquilla senza nulla togliere alla suggestione che le antiche mura sono in grado di stimolare; anche se da una località così eccezionale ci si potrebbe aspettare, soprattutto in questo periodo, un affluenza turistica decisamente maggiore, ma come ben sappiamo la "Promozione Turistica" in questo paese non è quello che si può definire una priorità....



Oltre alla sua eccezionale integrità strutturale il Castello offre, grazie alla sua posizione, una impareggiabile vista sulla sottostante valle dove scorre il fiume Adige.

All'interno del castello oltre alle manifestazioni di cui trovate resoconto più avanti; è possibile anche osservare e provare le armature indossate dai cavalieri del tempo offrendo così anche ai più piccoli (ma non solo) occasione di divertimento.

Si possono inoltre percorrere i camminamenti di ronda ed ammirare la varie sale che lo compongono; alcune in parte affrescate, per meglio comprendere lo stile di vita tipico del medioevo.

La Rievocazione Storica

Assolutamente apprezzabile la possibilità, durante la visita al castello, di assistere ad una rievocazione storica condotta da un gruppo di appassionati del Medioevo che in maniera molto coinvolgente ci ha spiegato quello che era il contesto storico medievale relativo al castello ma anche e sopratutto ad usi e costumi del periodo; sopratutto quelli relativi all'arte della guerra.

Armamenti e armature analizzate nella evoluzione dei secoli e nella grande innovazione portata dalla nascita delle armi da fuoco che rivoluzionano radicalmente battaglie, armature e costruzione delle fortezze prima attaccate con frecce e catapulte poi da schioppi e bombarde.


Un plauso va a questa associazione di appassionati, anche soprattutto in funzione della calda giornata di luglio assolutamente non consona al loro pesante abbigliamento, che ci ha permesso di conoscere usi e costumi di un periodo storicamente importante all'interno di una imponente fortezza testimone del suo tempo.   Infinitamente Emozionante.

Le rievocazioni storiche che si possono osservare durante il periodo estivo trovano il loro culmine durante i primi giorni di agosto, quando al grido di "All'Armi All'Armi" il castello si popola di numerosi gruppi di appassionati in costume provenienti da tutta europa che danno vita a combattimenti, duelli, assalti ed esibizioni di vario genere.

Un breve cenno storico per questa maestosa fortezza di medievale nascita ma che subisce una profonda ristrutturazione in epoca rinascimentale a causa dell'avvento delle armi da fuoco e alle radicalmente mutate esigenze difensive.

Ricca di episodi la storia di Castel Beseno (e non poteva essere altrimenti) le cui prime citazioni risalgono al XII sec. si districa attraverso i secoli grazie ai non sempre indolori passaggi di proprietà evidenziandosi in numerosi fatti d'arme.

 


I più eclatanti sono sicuramente quelli legati alla Battaglia di Calliano del 1487 dove le truppe Venete vengono clamorosamente sconfitte dalle meno numerose truppe Trentino/Tirolesi e all'assedio posto dalla truppe Napoleoniche nel 1796 al quale Castel Beseno indomito resistette.

 

Venuta meno la sua funzione si assiste, come per tanti altri manieri, ad una progressiva decadenza con episodi anche assurdi (come l'abbattimento di una torre nel 1957 perché ritenuta pericolosa per il traffico sottostante) fino alla donazione del 1973 alla provincia Autonoma di trento che da allora ne cura restauro e mantenimento. 


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