Siamo in Toscana, nel Valdarno superiore tra le province di Arezzo e Firenze; in quel tratto che vede il fiume Dantesco risalire verso la città del Giglio, dopo avere accuratamente evitato i “botoli ringhiosi” aretini (Dantesca citazione) girando intorno al massiccio del Pratomagno una volta uscito dal Casentino.
Territorio che nel Pliocene era occupato da un profondo lago delimitato dal Pratomagno e dalle colline del Chianti; in seguito alla sua estinzione i sedimenti presenti vengono progressivamente erosi dagli agenti atmosferici creando quelle suggestive formazioni rocciose che oggi possiamo ammirare nella nostra escursione.
Leonardo da Vinci, osservando queste balze fu tra i primi a comprendere il fenomeno dell’erosione, come possiamo leggere da questi passi tratti dal Codice Leicester:
La Via dei Setteponti è un antico percorso storico che attraversa il Valdarno Superiore, collegando Arezzo a Firenze; di Etrusca origine venne successivamente ristrutturata e modificata dai Romani come parte della Cassia Vetus (strada consolare Romana che collegava Roma a Fiesole e successivamente con la crescita di Firenze alla stessa futura signoria) e che fu prolungata oltre Pistoia e Lucca fino a ricongiungersi con la via Aurelia.
Realizzata con l’intento di evitare la piana alluvionale dell’Arno e il tratto finale dei torrenti deve il suo nome ai ponti che consentivano di superare i torrenti, anche se il numero non precisato è comunque superiore a sette; il nome potrebbe essere riferito alle sette arcate del Ponte romanico di Ponte a Buriano (identificato come quello alle spalle della Gioconda) o a quello di loro Ciuffenna non più esistente.
Un percorso ciclabile di 360 km che segue il fiume Arno, dalla sorgente del Monte Falterona alla foce di Marina di Pisa, che unisce paesaggi naturali, città d'arte e mobilità green, questo il progetto della ciclovia dell’Arno; realizzata grazie alla collaborazione tra Regione Toscana, 57 comuni e altri enti, la rete è già completata al 68%, con il resto in costruzione o progettazione.
Estendendosi a 510 km includendo collegamenti ferroviari e centri urbani, la ciclovia si interseca con la Ciclovia del Sole e la EuroVelo 7, itinerario europeo da Capo Nord a Malta.
Un modo ecologico ed emozionante di scoprire la Toscana.
L’itinerario ad anello odierno di circa 50 chilometri con partenza nella Toscana cittadina di Arezzo, si snoda su strade sterrate compatte in alcuni tratti riservate alle bici e asfaltate con scarso traffico veicolare; poche le difficoltà che si incontrano durante la percorrenza tranne quelle relative al dislivello che risulta comunque relativamente impegnativo (per chi è allenato) anche senza l’ausilio della batteria.
La prima frazione del tracciato si snoda prevalentemente su strada bianca compatta, anche dopo qualche giorno di pioggia come in questo caso, ci porta al cospetto del ponte medievale di Ponte a Buriano; Il ponte ristrutturato in epoca medievale e miracolosamente sopravvissuto alla distruzione nazista, risulta celebre anche per la possibilità che sia il ponte che Leonardo da Vinci ha utilizzato come sfondo della Gioconda.
Siamo in Toscana, in quella parte del Valdarno dove il fiume Arno, più volte citato da Dante nella Divina Commedia, si sposta verso le Coline del Chianti allontanandosi dalle cime del Pratomagno, attorno alle quali ha girato dopo aver percorso il Casentino.
Si trovano qui, tra il fiume Toscano e il monte Pratomagno queste spettacolari erosioni naturali (poco) conosciute con il nome di Balze del Valdarno.
Formatesi nel corso dei millenni si raccolgono principalmente intorno a paesi come Castelfranco di Sopra e Pian di Scò, e a piccoli borghi, oggi ripopolati, come Montemarciano e Piantravigne.
Le Balze, ed i vari punti di osservazione, sono raggiungibili seguendo le evoluzioni della strada provinciale “Setteponti” che corre lungo le pendici del Pratomagno;
A.D. 1296; Firenze non ancora Signoria decide di espandere il suo controllo anche sulle terre del Valdarno Superiore tramite la costruzione di alcuni presidi militari; tra questi uno dei più importanti diverrà Castel San Giovanni.
Il castello resta importante opera difensiva (tra alterne fortune) fino all'inizio del 1500 quando lo stabilizzarsi della situazione politica e militare porta ad un lungo periodo di pace che renderà inutili le mura e le fortificazioni che da questo momento saranno oggetto di semplici interventi di manutenzione.
Il paese diverrà sempre più economicamente importante con il passare dei secoli, fino all'"affronto" del 1848 quando passerà alla provincia di Arezzo tra le proteste (inutili) della popolazione.
Ma il Marzocco indomito, sorregge il Giglio e guarda a Firenze...
Il Pratomagno è un massiccio montuoso che si separa dalla costola appenninica grazie alla valle del Casentino e che scorta la valle dell'Arno da Pontassieve fino ad arrivare ad intravedere Arezzo.
Nel gennaio del 1933 il trasvolatore australiano Herbert Hinkler si schiantò nei pressi della croce durante un tentativo di trasvolata dall'Inghilterra all'Australia, perdendo la vita.
La Croce del Pratomagno fu eretta qualche anno prima, nel 1928 come omaggio a san Francesco e a protezione dei territori circostanti nel punto più alto del massiccio,a 1592 metri di altezza.
