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Anfiteatro glaciale di Ivrea - I 5 laghi

Prosegue l'esplorazione dell'Anfiteatro Morenico di Ivrea, dopo la parte dedicata alla SERRA MORENICA DI IVREA ci dedichiamo alla scoperta dei piccoli laghi che si trovano a pochi chilometri dalla cittadina Piemontese.

5 i laghi principali (Sirio, il più grande, Pistono, Nero, Montresco e Campagna) uniti da un anello percorribile essenzialmente a piedi o in bicicletta ma che possono comunque essere raggiunti anche in moto, decisamente meglio se si affrontano le strade sterrate in periodo asciutto e non subito dopo un nubifragio...

Questi laghi sono una eredità lasciata dalla lingua glaciale che in tempi remoti formò l'Anfiteatro Morenico e che ritirandosi lasciò le acque di scioglimento nelle depressioni sul terreno prima ricoperte dal ghiaccio stesso..

A causa di minacciose nuvole nere allunghiamo il nostro percorso per tentare di evitare il temporale; una fortunata decisione che ci permetterà di arrivare nei pressi di Ivrea asciutti e al termine del violento nubifragio, con annessa grandine, che in pochi minuti ne ha allagato le strade trasformandola in una piemontese copia di Venezia.


Lago Sirio

Lago Campagna

Lago Pistono

Il Castello di Montalto Dora

Verso il Lago Nero...

É il mio incubo motociclistico, percorrere una strada in salita che diventa sempre più impervia e stretta da non poter tornare più indietro fino alla inesorabile fine... lo so non sono normale

Ed ecco che oggi l'incubo sembra improvvisamente materializzarsi, il solito bivio che "dovrebbe" portare alla meta lassù in alto, imboccato con decisione e lo sterrato compatto che si inerpica sempre di più e si restringe.

Poi diventa franoso e con ampi tratti erbosi completamente bagnati dal rovescio estivo di mezz'ora fa.

E poi dietro la stretta curva, un cancello!

Mi fermo, con un brivido.

So che la forza di gravità chiederà subito il conto ad una moto possente ma pesante, ma spero che i freni possano efficacemente contrastarla. Ma il brivido risale anche perché so benissimo che le condizioni di aderenza sono al limite..

E Athena comincia a scivolare verso il basso in una scivolata che io non riesco a contrastare efficacemente. Mi sento già in terra.

Riesco a non farla inclinare, non la terrei più, ma continua a scivolare indietro, lentamente ma inesorabilmente; poi trova improvvisamente grip e si ferma.

Sono in una posizione del cavolo ma sono fermo, riesco a farla partire e a iniziare le manovre per girarla, non è ipotizzabile in tornare giù in retromarcia.

 

Ma cazzo quanto pesa.

 

 

Intanto pensi che se ti dovesse servire aiuto non ti troverebbero che tra qualche secolo visto lo stato di abbandono della strada e del cancello, ma se hai tempo di pensare ad altro allora forse.. 

Athena si gira con un po' di manovre brevi e delicate, non devo farla coricare sul fianco, e alla fine esco dall'incubo.

La KTM si raddrizza e si lancia per la discesa finalmente in sicura aderenza.

Fino alla fine dello sterrato, fino alla fine dell'incubo.

Prendo la strada del ritorno, ma una indicazione per una nuova irresistibile meta mi distoglie dalla retta via e lo sterrato fangoso mi accoglie sornione con le sue profonde pozze...

 

Lo so, non sono normale 

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