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Castello di Crevole

La sagoma diroccata ci osserva silente ogni volta che passiamo da questa divertente strada situata nei pressi di Murlo, sulla direttrice che dalle zone della Valdorcia e Montalcino conduce danzando verso la val di Merse e San Galgano ed oltre fin sulle colline metallifere. Siamo nella Toscana più vera.

Ogni volta però la nostra voglia di cedere alla curiosità e fermarsi per osservare meglio la rocca e conoscerne la storia aveva sempre dovuto arrendersi alla emozionate danza che l'ondulante nastro di asfalto imponeva alle nostre cavalcature trascinandoci oltre, fino alla chiesa dove si trova la spada nella roccia. Arriva infine il momento in cui ci si deve fermare e conoscere ciò che da troppo tempo attendeva una nostra visita per raccontarci la sua storia.

E la sua leggenda.

La Fortezza di Crevole è un monumento importante nonostante la posizione defilata rispetto alle rotte turistiche più battute e nonostante i pochi ruderi rimasti a testimonianza del suo cruento passato; passeggiare tra queste antiche mura trasmette particolari emozioni, come se le mura stesse tentassero di raccontare la loro storia a quei pochi avventori che si prendono la briga di risalire la collina. 

Ma come spesso succede ai Castelli Toscani, insieme alla storia si raccontano anche le leggende.

Al Castello si accede attraversando il piccolo borgo sottostante in parte adibito a casa vacanze, una facile risalita che ci consente di respirare l'aria del luogo ed a concentrarsi sul periodo storico e sugli eventi che condizionarono la sorte del Castello di Crevole.

La rocca medievale era una importante roccaforte di questo feudo sul quale regnavano i Vescovi di Siena anche se con l'obbligo di mantenervi una guarnigione Senese.

La massima fortificazione della Rocca si deve al vescovo Donosdeo Malavolti che successivamente  morirà in battaglia in uno scontro con i Piccolomini a causa di dispute territoriali; tenete a mente questo breve accenno alla vita di Donosdeo che non finisce qui, o meglio la sua vita si, ma..

La fortificazione di Crevole avvenne intorno al 1325 ma la sua imponenza trovò pochi anni dopo la  profanazione da parte delle truppe Ghibelline fuoriuscite da Siena, questo fu il primo segnale di un avverso destino che avrebbe segnato la Rocca di Crevole.

La sua importanza strategica e la sua imponenza saranno la principale causa della sua distruzione; durante la lunga guerra che porterà alla definitiva resa della Repubblica di Siena sconfitta dalla odiata Firenze e dagli alleati Spagnoli che si contendevano il dominio in Italia ed in Europa con i Francesi, Crevole si troverà più volte sotto assedio, aspramente contesa tra le due fazioni rivali. 


L'importanza militare di Crevole si dissolve definitivamente nel 1554 quando le truppe Spagnole dopo l'ennesima conquista del Castello decidono di porre fine alla sua pericolosità strategica distruggendola quasi completamente.

Quel "quasi" che oggi ci consente di osservare i pochi resti in parte restaurati e consolidati ed ascoltare la storia che i ruderi cercano di tramandare nei secoli, una suggestione incredibilmente amplificata dalla solitudine in cui si trova il maniero e dal silenzio logicamente conseguenziale.

Purtroppo Crevole, a differenza di altri manieri distrutti dalla furia militare, non vedrà mai una rinascita data dalla ricostruzione, la pacificazione Fiorentina e la successiva nascita del Granducato di Toscana renderanno definitivamente inutile quello che un tempo era il suo maggior pregio.

Ma è quando la storia esaurisce tutto il suo razionale racconto e sembra consegnare la Rocca di Crevole all'oblio del solo ricordo, che la leggenda arriva in soccorso. 


Se la Storia ufficiale vede infatti le truppe Spagnole saccheggiare e distruggere l'antico castello ponendo fine per sempre alla sua "vita" ed al racconto che lo riguarda, la leggenda caparbia continua la narrazione ridestando l'interesse e consegnando i poveri resti alla memoria futura.

Vi ricordate il Vescovo Donosdeo?

Secondo la leggenda sarà lui, o meglio il suo fantasma a mettere in fuga le truppe Spagnole, infuriato per lo scempio commesso a quello che un tempo era il suo castello.

E da allora, si narra, che Donosdeo periodicamente si mette ad ululare alla luna, in uno straziante lamento che sottolinea il suo profondo dolore per la perdita dell'amata Rocca; ma si narra anche che il suo urlo abbia ben altro scopo.

Sembra infatti che serva a tenere lontani curiosi e malintenzionati, per impedire loro di trovare il tesoro che qui sotto è nascosto; un tesoro che potrebbe essere una importante biblioteca contente testi rarissimo, oppure chissà quali altri ricchezze... chissà.

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