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L'Imprinting di Athena: La Toscana

Nel momento in cui si salta in sella ad una moto nuova solitamente occorre quel periodo di apprendistato che a noi piace chiamare imprinting; quel breve lasso di tempo in cui il motociclista capisce quali sono le caratteristiche del mezzo appena preso e se esse siano in sintonia con le proprie sensazioni ed esigenze; razionali ma anche e sopratutto istintive.

In maniera più fantasiosa, immaginiamo che anche il mezzo vada ad analizzare le nostre velleità per poi cercare di adattarsi il più possibile ad esse per regalarci la maggiore soddisfazione ottenibile.

Fantasia... forse.

Un momento di "studio" che è meglio affrontare in solitaria, per far si che tutto sia nella migliore condizione e niente possa interagire in modo non consono al momento dell'imprinting.

Ed è per questo motivo che dopo un po’ di tempo durante il quale non ho avuto occasione di poterlo fare mi concedo 3 giorni di vacanza in solitaria, durante i quali cercherò di capire quali siano le sensazioni, le emozioni e gli stimoli che Athena può regalarmi.

Un viaggio in cui la parte razionale sarà relegata ad una piccola parte del quotidiano, ovviamente legata alla sicurezza e alla sopravvivenza, mentre tutto il resto sarà solo ed esclusivamente puro istinto.

Il Chianti

Si parte da qui, in maniera quasi scontata ed ovvia; dalle mie terre Toscane, dove sono nato e cresciuto ed evoluto il sella da sempre alle due ruote.

Si parte dalle verdi Colline del Chianti per andare dove? questo non possiamo in nessun modo saperlo in maniera preventiva, andremo dove ci porta il cuore o meglio ancora dove ci porta l’istinto.

Ed è subito Chianti con le curve infinite che ci portano fino a Gaiole in Chianti e al primo bivio preso d'istinto che porta a Montelupo, in una delle strade meno conosciute e più belle e divertenti della zona;

Una serie di divertenti curve in mezzo ai cipressi che portano in cima ad uno dei rilievi più alti della zona e che poi ci riportano, scortati da verdi colli dove si rincorrono i geometrici filari, verso valle.

Un percorso che regala scorci panoramici assolutamente straordinari e ci permette di apprezzare la agilità della possente KTM precisa nelle curve e perfettamente gestibile anche sullo stretto grazie alla ciclistica, ma anche al suo motore pronto alla risposta fin dai bassi regimi.

In progressione, ma senza mai esagerare, fino al piccolo borgo di San Gusmè dove salutiamo obbligatoriamente Luca Cava per poi perdersi nella ammirazione delle ondulazioni collinari sulle quali corrono geometrici i filari delle viti che hanno reso famoso in tutto il mondo il regno del Gallo Nero.

Imprescindibili le soste per catturare con le nostre reflex questi istanti magici, assaporando la dolce carezza del tiepido sole primaverile e respirando avidi il profumo della Toscana in fiore.


Le Crete Senesi

Di nuovo in sella tocca alla direzione di Castelnuovo Berardenga il compito di attirare la nostra attenzione; abbandoneremo quindi il contesto chiantigiano per buttarci anima e corpo in quello delle Crete Senesi e dei rinomati sterrati che le percorrono.

Affrontiamo subito un tratto dell’Eroica (in senso inverso), quello che passando da Monte Sante Marie arriva fino ad Asciano lungo una suggestiva e, oggi, deserta strada bianca.

Qui inizieremo anche a saggiare le doti fuoristradistiche della grigia Atena che fino a questo momento ha interpretato in maniera emozionante i tortuosi asfaltati percorsi del Chianti agile e precisa in maniera quasi inaspettata.


Le strade bianche e ben compatte dell’eroica non costituiscono un test particolarmente significativo del Off-road, sono strade che, onestamente, si percorrono tranquillamente con qualsiasi tipo di mezzo a due ruote; possiamo comunque apprezzare l'efficienza del comparto sospensioni, in un contesto comunque sconnesso, elettronicamente regolabili in funzione del carico e del tipo di terreno da affrontare. 

Raggiunta Asciano percorriamo in divertente toboga che porta fino a Chiusure dove pensavamo di effettuare una sosta enogastronomica, anticipando l'orario più critico, illusione subito svanita a causa di una manifestazione che rende il piccolo borgo praticamente inavvicinabile.

 

Lucignano d'Asso

Breve trasferimento e nella ben più tranquilla Lucignano D'Asso ci regaliamo un bel piatto di affettati e formaggi innaffiati da del buon vino godendo del caldo sole che illumina antichi  muri e colline. Silenzio e pace. 

Almeno fino alle 13.30 quando il locale tutto prenotato di riempirà di affamati avventori; ma noi saremo già lontani.

Valdorcia

Pienza che, immaginavamo, oggi conta più abitanti di Milano, rappresenta solo un punto di passaggio; impossibile quanto inutile fermarsi dato che la meravigliosa perla della Valdorcia abbiamo potuto ammirarla in ogni tipo di momento, anche in notturna, praticamente deserta.

Un paio di tornanti verso la sottostante Cassia e l'istinto ci devia verso una strada bianca, che ci permette di godere di paesaggi diversi da quelli classici, oltre che di allontanaci dal traffico che risale verso Pienza.


Castiglioncello del Trinoro

Il breve tratto di asfalto che percorriamo successivamente non toglie nemmeno la polvere alle gomme della KTM, pochi chilometri e l'istinto ci devia a sinistra attratti da un cartello che avverte della presenza di una "pericolosa" strada di montagna, ovviamente sterrata.

Una serie di curve suggestivamente immersi in fitta boscaglia ci portano fino a quasi 800 mt di altitudine, al cospetto del borgo medievale di Castiglioncello del Trinoro.

Un tempo noto come il "Castello dei tre ladroni", dato che all'epoca taglieggiare i pellegrini che percorrevano la Francigena era uno sport molto praticato, oggi è stato restaurato ed è rinato come lussuoso albergo diffuso.

Sotto di noi un panorama suggestivo che ondeggia sinuoso fino alle pendici del Monte Amiata.

Radicofani

Alternando asfalto a sterrati senza apparente logica arriviamo al cospetto della familiare sagoma del castello di Radicofani.

Secolarmente conteso il maniero è noto sopratutto per le gesta dell'ambiguo Ghino di Tacco, personaggio del quale si narra in chiave quasi eroica in quanto buon brigante (come descritto dal Boccaccio nel Decamerone) o in modalità criminale come invece fa Dante della Divina Commedia; citando due episodi chiave della sua esistenza come il sequestro e la guarigione di un abate da parte del Boccaccio: 

"Ghino di Tacco piglia l'abate di Clignì e medicalo del male dello stomaco e poi il lascia quale, tornato in corte di Roma, lui riconcilia con Bonifazio papa e fallo friere dello Spedale."

o della feroce uccisione del giudice Benincasa da Laterina narrata da  Dante: «Quiv'era l'Aretin che da le braccia fiere di Ghin di Tacco ebbe la morte»

Oltre ai fatti storici sicuramente interessanti è la visita alla fortezza con risalita fin sulla alta torre ad offrire le maggiori suggestioni; nonostante la velatura causata da un breve peggioramento atmosferico il panorama circostante è incredibilmente suggestivo.

SS2 Cassia

Inizia il momento in cui dobbiamo pensare al rientro verso casa; razionalmente ma non troppo, dato che comunque non abbiamo orari da rispettare ci dirigiamo verso la Cassia che ci riporterà verso Siena; ben consapevoli delle infinite tentazioni che la suddetta arteria ci presenterà.

Castiglion d'Orcia

Nei pressi di Castiglione d'Orcia si sterra ancora, il tratto inizialmente facile diventa particolarmente sconnesso e difficoltoso, ma, guado compreso, lo affrontiamo divertiti fino a raggiungere il borgo dal quale poi ridiscendiamo alla volta della affollata localtà termale di Bagno Vignoni.

Bagno Vignoni

I Cipressi di San Quirico d'Orcia

Avete presente il celebre dipinto denominato "L'origine del Mondo"?

Ecco, a me questo scatto viene voglia di intitolarlo "L'origine della Toscana", chissà come mai...

Scherzi a parte questo ammaliante gruppo di cipressi situato nei pressi di san Quirico è probabilmente il punto più fotografato della Valdorcia, se non addirittura della Toscana; impossibile quindi fermarsi nel piccolo parcheggio se non in sella ad una moto.

Scatto qualche foto prima di avventurarmi in inutili divagazioni sterrate nel'intento di raggiungere un ponto di vista privilegiato dei cipressi. Purtroppo la strada che porta oltre i cipressi è stata (per fortuna) chiusa e solo a piedi è possibile percorrerla.

Desisto quindi dal tentativo per riprendere il vaabondare che prima o o poi mi riporterà a casa...

Le Crete Senesi al Tramonto

Le giornate si sono decisamente allungate in questa fine di aprile e giunge così tardi il momento in cui calano le ombre della sera e la magia della notte si prepara ad avvolgere le verdi colline; tra poco solo le luci dei borghi saranno visibili come vascelli che navigano questo immobile mare.

C'è tempo comunque per scattare ancora delle foto, mentre allunghiamo per l'ennesima volta il percorso verso casa deviando verso uno dei tratti più suggestivi delle Crete Senesi, quello che da Asciano porta a Arbia. 

La giornata è finita.. quasi; perchè mai sazi, da Siena imbocchiamo le tortuosità Chiantigiane per rientrare nel Valdarno.

Arriviamo infine a casa a notte inoltrata, stanchi ma soddisfatti, e domani... si riparte!!


Mappa


Il Viaggio è iniziato qui, in Terra di Toscana

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