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L'Imprinting di Athena: I Monti Sibillini

È un giorno di quelli che si definiscono brutti dal punto di vista atmosferico, una giornata dove è prevista pioggia, di quelle in cui sarebbe sconsigliato partire soprattutto in moto; ma da quello che possiamo capire la condizione e temporanea e soprattutto non uniforme, non  riguarda tutto il territorio italiano.

Purtroppo la meta che ci abbiamo ipotizzato non è fra quelle che oggi vedranno apparire un seppur pallido sole.

Ma una riflessione è d’obbligo riguardo alla definizione stessa di “Brutta Giornata” con la quale si tende ad identificare un giorno di pioggia; siamo una specie animale che è costituita al 90% di acqua e che trae linfa vitale e sostentamento da questo prezioso elemento del quale non possiamo fare a meno che per poche ore.

 

 Eppure nella nostra mentalità, che dimostra ancora di più l’inconcepibile frattura che spesso addirittura ci contrappone in maniera devastante alla natura, il giorno in cui il ciclo vitale del pianeta Terra ci restituisce questo unico liquido lo definiamo un brutto giorno.

 Disquisizioni filosofiche a parte siamo pronti comunque alla partenza dal nostro campo base in Toscana, e  non abbiamo la benché minima voglia di modificare la meta prevista nonostante il progressivo annuvolamento che già in mattinata cela gli ultimi sprazzi di azzurro presenti.

Il percorso odierno ci porterà fino a Castelluccio di Norcia, al centro di quei Monti Sibillini che per tante volte ci hanno visti percorrere la strada che attraversa il piano grande; è questa l’unica tappa prevista per la giornata, tutto il resto sarà improvvisazione, come del resto abbiamo fatto ieri in Toscana.


Partiamo, con le prime gocce di pioggia che iniziano ad accompagnarci già da Arezzo; una piccola sosta alla cittadina di Castiglion Fibocchi per omaggiare la statua di un grande campione di un grande uomo: Fabrizio Meoni e riprendiamo il viaggio; La pioggia intanto si fa sempre più insistente mentre costeggiamo le sponde del Lago Trasimeno, imperturbabile e implacabile scaturisce da un cielo uniformemente grigio che da adito a ben poche speranze; anche se un motociclista, soprattutto in questi casi, delle speranze si nutre, e basta un piccolo chiarore all’orizzonte che risalta sul pannello grigio che ricopre il cielo per far nascere nella mente la fatidica frase “si sta aprendo”


 Ed è qui, in questo contesto quasi estremo e in queste riflessioni che si può ancora di più comprendere, capire quella che è l’attitudine, l’anima di colui che privilegia per i suoi spostamenti per le sue emozioni l’utilizzo del mezzo a due ruote, a prescindere da quelle che sono le condizioni atmosferiche; perché come abbiamo più volte ribadito la meraviglia del viaggiare in moto è legata anche alla interazione col mondo che ci circonda, con la parte esterna, con la natura che può regalarci cieli azzurri, prati verdi  e profumi intensi, ma ci regala anche pioggia, vento e freddo. Perché la natura è questa,  è alternanza, è ciclo, è vita, ed è vita anche e soprattutto grazie alla pioggia… che tenta insistentemente di oltrepassare la cerata indossata sopra al nostro giubbotto e ai nostri pantaloni da moto!!

Il Piano Grande

Una guida attenta per l’asfalto viscido ci fa percorrere la poco trafficata Valnerina per arrivare finalmente a Norcia dove per qualche minuto Giove pluvio ci concede una tregua; alla cittadina ferita che abbiamo anche recentemente visitato non dedichiamo molta attenzione data anche la notevole presenza turistica, preferiamo quindi riprendere subito il nostro cammino affrontando la risalita verso il Piano Grande e la straordinaria terrazza che si apre su di esso prima tappa obbligata una volta superata la forca che la separa dal resto del mondo.

La pioggia continua a scendere leggera mentre insieme ad un gruppo di motociclisti ci godiamo il panorama del Piano Grande dove si riconoscono le geometriche coltivazioni che fra qualche mese regaleranno lo spettacolo della fioritura; e continua a piovere anche mentre attraversiamo il lungo e suggestivo rettilineo che ci porterà fino a Castelluccio di Norcia.

Non prima però di avere immortalato Athena, con lo sfondo del piccolo gruppo di cipressi che raffigura l’Italia, prima foto ufficiale della nostra KTM sui Monti Sibillini che infinite volte abbiamo visitato in ogni stagione e che quasi sicuramente tante altre volte visiteremo.

Castelluccio di Norcia

Castelluccio è quasi deserta, pochi i turisti che si sono avventurati fino quassù in questa inclemente giornata;  una parte delle macerie è stata rimossa e (dopo 3 anni!!) si cominciano a costruire alcune unità abitative, la zona rossa è stata ridotta notevolmente e parte del paese è di nuovo agibile, ma questo non significa che i problemi siano stati risolti, anzi.

Non è certo possibile essere soddisfatti se dopo tutto questo tempo si devono ancora montare 6 unità abitative prefabbricate, le prime,  per montare le quali mi dice il gestore del locale che mi ha appena preparato un buonissimo panino con prosciutto, sono stati dati ben 60 giorni di tempo.  Un assemblaggio che una ditta specializzata sarebbe in grado di fare un meno di una settimana, se il committente non è pubblico…

Il contesto nostrano è sempre questo, nella gestione incapace se non addirittura truffaldina di chi getta dalla finestra i soldi pubblici per ottenere prestazioni sbagliate ed enormemente costose;  spendere cifre esorbitanti per una ricostruzione che non avverrà o che avverrà in malo modo e in tempi lunghissimi quando paradossalmente sarebbe bastato dare direttamente dei soldi a chi aveva perso la casa (qui, o in qualsiasi altro paese colpito dal sisma) per ottenere di più e spendere meno.

Al contrario la zona terremotata viene dichiarata off-limits, niente nessuno può fare o costruire niente; a causa del container privatamente sistemato poco dopo il terremoto per offrire supporto e conforto ai contadini che devono continuare a coltivare il Piano ,chi lo ha fatto installare si è beccato una denuncia penale ed è in attesa di processo.  Semplicemente per aver portato un container a Castelluccio a proprie spese.

Il Piano Perduto

Forca di Presta

E’ tempo di riprendere il viaggio, abbandonare Castelluccio e puntare verso la Forca di Presta per poi ridiscendere sul versante est dei monti Sibillini, un’altra zona colpita duramente dal terremoto, per iniziare a cercare rifugio per la notte visto che la giornata ormai volge al termine e la pioggia non sembra avere nessuna voglia di cessare di cadere. La poca animazione che abbiamo rilevato a Castelluccio cessa immediatamente una volta superato il valico, questa zona è praticamente deserta, oltre i confini della corona dei monti Sibillini si spegne l’attrazione turistica e sono pochi quelli che si dirigono verso ciò che resta delle piccole perle di Montegallo, Montemonaco, Sarnano, Amandola; con molta attenzione percorriamo le strade rese viscide dalla pioggia, è tardi e non abbiamo voglia di  rischiare più del dovuto.

Montegallo

 Arriviamo infine all’alloggio previsto per la notte in una deserta Montemonaco conosciuta come la perla dei monti Sibillini, la simpatia del gestore che ci accoglie e che ci consegna le chiavi di una rilassante e bella camera dove ci adagiamo mentre fuori si scatena il finimondo, l’ultimo colpo di coda di una giornata perturbata con vento forte e rovesci,  dichiara chiusa l’attività motociclistica odierna.

Poi come spesso meravigliosamente succede, torna improvviso il sereno; il cielo si squarcia ed il tramonto si tinge di azzurro regalando scorci panoramici davvero emozionanti sia sui Monti Sibillini illuminati dagli ultimi sprazzi del sole al tramonto, sia dalla terrazza a est del paese da dove si può seguire il degradare delle Colline sulle quali brillano piccoli arcibaleni, verso il mare Adriatico e scorgere in lontananza il solido profilo del monte Conero.

Montemonaco

Ci godiamo così in una magica Montemonaco quasi spettrale, le ultime luci della sera scattando qualche foto e cercando di catturare le emozioni e le sensazioni che questo deserto borgo ci sta regalando, in attesa di rientrare e di degustare un’ottima cena a base di prodotti tipici ed infine lasciarsi andare al meritato sonno. 


Cullati  dalle emozioni che la giornata ci ha regalato anche se meteorologicamente avversa ci prepariamo ad affrontare quella di domani che si preannuncia decisamente più intensa, confortati dalle delle previsioni meteo decisamente migliori e nella speranza che i  pantaloni nella notte si asciughino, dato che la cerata ha visto bene di far saltare tutte le nastrature a 5 km dall’albergo bagnandoci completamente.

 

Buonanotte…

Il viaggio è iniziato qui:

 

L'Imprinting di Athena: La Toscana

continua qui, sui suggestivi ed umidi Monti Sibillini

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