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L'Imprinting di Athena: Il Gran Sasso

Sveglia decisamente mattiniera; prima di fare colazione ci concediamo un breve passeggiata per le deserte vie di Montemonaco; la piovosa giornata di ieri sui MONTI SIBILLINI è solo un umido ricordo, oggi il sole splende raggiante in un cielo profondamente azzurro. 

Meravigliosi i panorami offerti da questa "terrazza" sul mondo; lo sguardo spazia emozionato dalle vette dei Sibillini fino al mare, dove si riconosce il profilo del Monte Conero; un brivido ci corre lungo la schiena, oggi sarà una giornata intensa ed emozionante e non aspettiamo altro che di sentire  il borbottio di Athena che dichiara ufficialmente l'inizio di un nuovo Viaggio.

L'abbondante e ottima colazione raddoppia il piacere provato ieri sera per la cena; l'Hotel ristorante Monti Azzurri è promosso a pieni voti.

 

Il Lago di Gerosa

Un percorso nuovo ideato per raggiungere il Lago di Campotosto senza percorre strade già fatte ci fa conoscere le acque blu del Lago di Gerosa, separate dall'azzurro del cielo solo dal verde intenso delle colline, magnificato dalla pioggia ieri copiosamente scesa. Sono queste le giornate migliori per la fotografia, aria tersa e colori saturi, meraviglia. Il tutto ovviamente sempre sotto il vigile sguardo dei Monti Sibillini che ci accompagnano per un lungo tratto prima di scomparire dietro di noi; tra poco vette ben più solenni ci saluteranno.


Il Lago di Campotosto

Quello di oggi però, sarà anche un viaggio complicato dal punto di vista psicologico, le immagini delle devastazioni provocate dal terremoto di tre anni fa (non eravamo ancora tornati in queste zone) ci accompagneranno per quasi tutta la giornata.

I felici ricordi legati alle tante escursioni effettuate in questi territori; ai raduni motociclistici qui organizzati, ai tanti volti sorridenti che ci hanno accompagnato su queste strade, si scontrano amaramente con la vista di quanto è rimasto; una visione dolorosa di luoghi a malapena riconoscibili, come il piccolo borgo di Campotosto, completamente raso al suolo...

Tutto questo lascerà un segno profondo dentro di noi, più di quanto abbia fatto L'Aquila 10 anni fa, e turberà per giorni i nostri pensieri.

Amatrice

I pranzi all'Hotel Roma piacevolmente consumati in ottima compagnia sono il primo ricordo di una bella cittadina che non esiste più, le moto tutte in fila lungo la strada principale, il campanile che ci osserva, solenne, passare; continui e dolorosi flashback di un passato che non trova difficile riscontro in un campanile che oggi sorveglia solo un cumulo di macerie.

Al di la delle barriere insormontabili per noi in sella ad una moto (solo le auto possono passare per il centro di Amatrice) si lavora per rimuovere le macerie di un immane disastro; ma il dolore della perdita si annacqua presto nella consapevolezza della rinascita.

Perché comunque bisogna andare avanti, e l'affollamento del piccolo centro commerciale prefabbricato, dove si muovono turisti e indigeni, sorto a poche centinaia di metri ci riporta il sorriso in volto.

Passo delle Capannelle

Onestamente dovevo fare benzina, ero praticamente a secco,e quindi sono dovuto obbligatoriamente scendere a valle; ma è anche vero che comunque sarebbe stato difficile resistere alla tentazione di risalire la strada che porta al Passo delle Capannelle. 

Come si può ben evincere dal video la strada merita di essere percorsa sia per la sua tortuosità sia per il paesaggio che la contorna; occorre solo fare attenzione agli "smanettoni" che in alta stagione affollano queste strade e alla conseguente presenza sporadica delle forze dell'ordine  in modalità repressiva.

 


Superato il passo delle Capannelle deviamo verso destra sulla sp86 che punta verso Assergi e attraversa il Parco del Gran Sasso da dove tenteremo di arrivare a Campo Imperatore al rifugio Duca degli Abruzzi;

La strada che si snoda lungo le pendici del Gran Sasso è decisamente suggestiva ed i panorami offerti sono straordinari, più volte non resistiamo alla tentazione di imboccare le stradine sterrate laterali che sui pendii montani si  perdono per poi tornare indietro ricondotti alla ragione dalla voglia di arrivare lassù sulla vetta più alta.

Le soste fotografiche comunque non si sprecano e ad ogni curva ci fermiamo per immortalare il paeseggi, il traffico su questa strada oggi è praticamente inesistente, nessun essere vivente incontriamo durante la sua percorrenza e niente può turbare la magia…

Campo Imperatore

Procediamo infine  verso la vetta del Gran Sasso e qui la presenza umana si fa decisamente più intensa, soprattutto alla base di partenza della funivia che porta sulle pendici più alte del massiccio, dove a causa dell’orario si cominciano a vedere le prime soste per arrosticini.

Superata la funivia il paesaggio da boschivo diventa progressivamente più aperto e permette allo sguardo di spaziare sui monti e sulle pendici circostanti dove una rigogliosa primavera esplode nei colori dei fiori;

 Il giallo e il viola in mille sfumature punteggiano il tappeto verde dei prati e si specchiano nell’azzurro del cielo con le montagne solenni in guardinga protezione;  raggiunta Campo Imperatore scopriamo con disappunto che la strada che porta al rifugio non è percorribile.

E’ ancora la neve a farla da padrone anche se crediamo non manchi molto alla sua apertura vista la situazione generale intorno a noi, ovviamente condizioni meteo dei prossimi giorni permettendo.

Prendiamo quindi la direzione per  Santo Stefano di Sessanio e Rocca Calascio lungo una incantevole strada che attraversa l’altopiano scortata da prati in fiore, sulla quale veglia solenne il maestoso Gran Sasso; anche qui risulta poco rilevante la presenza umana e sono poche le auto e le motoi che incontriamo durante il tragitto;  numerose invece sono le foto che scattiamo per immortalare queste zone meravigliosamente adornate di colorata primavera.

Da una Santo Stefano di Sessanio in ricostruzione ci dirigiamo verso Rocca Calascio, con la precisa intenzione di visitare la sovrastante celebre rocca dove sono state ambientate tante pellicole cinematografiche, come la romantica storia di Lady Hawke o la oscura vicenda del Nome della Rosa. 

Sulla strada stretta che si inerpica verso il piccolo borgo, oggi in progressivo recupero turistico, il traffico si fa relativamente intenso, in un tratto addirittura temporaneamente bloccato, a causa di mezzi troppo larghi e troppo ingombranti per affrontare un sentiero così stretto; situazione questa troppo spesso riscontrabile a causa della poca civiltà dimostrata da parte dei conducenti  di veicoli più adatti alle tangenziali milanesi che alle strette vie dell’Abruzzo.

O di tante altre parti della meravigliosa penisola. 

Rocca Calascio

Abbandoniamo Athena nel parcheggio all’ingresso del borgo, e tolti i pesanti indumenti da viaggio affrontiamo la risalita attraverso il borgo per arrivare fino alla rocca; ammaliati da un paesaggio davvero spettacolare che diventa ancora più straordinario se visto dall’alto della rocca stessa.

Prima della rocca spetta alla solitaria chiesa di santa Maria della Pietà il compito di riempire la nostra Memory Card e stuzzicare le nostre sensazioni; solenne osserva i monti e l’altopiano circostante fino alle vette del Gran Sasso e si offre volentieri alle ottiche della nostra reflex. 

Poche centinaia di metri più su, la meravigliosa Rocca sorveglia attenta le valli circostanti e ci attende vanitosa anche grazie al recente restauro che la riporta ad uno splendore quasi originale.



La giornata oggi è veramente straordinaria, il cielo è azzurro è la temperatura dell’aria piacevole, quella che si può definire una Giornata Perfetta per andare in moto e per visitare luoghi come questi;  il tempo a nostra disposizione comincia a scarseggiare e arriva quindi il momento di iniziare a pensare al ritorno verso casa; ma come al solito noi non resistiamo alla tentazioni.

E la tentazione di assaggiare degli ottimi arrosticini seduti ad uno dei tavoli esterni della osteria che ristora nel centro del vecchio borgo è davvero irresistibile, soprattutto a causa dell’ora e del fatto che oggi non abbiamo mangiato; la gentile cameriera ci conferma che la cucina è ancora aperta e quindi non resta che sedersi e godere dell'ospitalità e dei gustosi prodotti locali.

L'Aquila


Puntiamo infine verso la Toscana, in un percorso diretto ma non più di tanto, perché non prevede la percorrenza di autostrade da L’Aquila, alla quale dobbiamo dedicare obbligatoriamente qualche minuto,  punteremo verso Rieti, poi Terni, Perugia ed infine Arezzo.

 

Una veloce sosta nella piazza principale della città che più volte abbiamo visitato prima e dopo il terremoto per verificare che dopo 10 anni qualcosa effettivamente è stato fatto anche se siamo ancora lontani da quello che si può definire un ritorno alla normalità e siamo definitivamente in viaggio.

Mentre percorriamo le strade che portano verso la natia terra, scorrono nella nostra mente i ricordi delle sensazioni di questi intensi tre giorni di viaggio, durante i quali abbiamo sicuramente terminato il nostro apprendistato sulla potente KTM 1190 Adventure che risponde al nome di Atena, straordinario mezzo che ci ha assecondato in ogni nostra esigenza, dall’affrontare i lunghi trasferimenti autostradali al concedersi percorrenze in fuoristrada fino al danzare precisa, leggera e divertente sulle curve montane; offrendo comodità ottima capacità di carico.

Una moto quindi a 360° in grado di aprirci infiniti orizzonti e di riaccendere quel fuoco che in parte si era affievolito negli ultimi anni per riportarci ad una sorta di giovinezza;

Pronti ad affrontare ancora più determinati il mondo in sella 


Il viaggio è iniziato qui:

 

L'Imprinting di Athena: La Toscana

e finisce qui, sul Meraviglioso Gran Sasso

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