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Millecurve Toscana

Come il celebre gioco da settimanale enigmistico dove occorre unire i puntini per ricavare una immagina nascosta allo stesso modo la Millecurve si propone di unire alcune tra le più divertenti strade Toscane immerse in paesaggi e contesti storico culturali assolutamente unici.

Ideata, nella sua forma originale, cioè quella che trovate qui, in una estensione  di circa 400 chilometri ma modificabile in funzione delle esigenze personali sia incrementandone i chilometri sia riducendoli. Attraversa regioni Toscane famose nel mondo per il loro valore turistico e paesaggistico come: Chianti, Crete senesi, Valdimerse, Valdelsa, Colline Metallifere, Valdicecina; senza però arrogarsi il compito di risultare esaustiva. 

Perchè la Toscana è ancora molto altro; molto! 

Il lungo tracciato abbina in modo perfettamente amalgamato il piacere della guida a quello della vista, soddisfacendo così sia le esigenze motociclistiche che quelle culturali senza sottovalutare il lato enogastronomico che nei territori attraversati è in grado di appagare qualsiasi esigenza.

La sua concezione circolare permette infine di abbreviare il percorso in ogni momento interrompendone la esecuzione per ritornare tranquillamente al quel campo base che in questo caso viene identificato con la zona del Valdarno, compresa tra Figline Valdarno e Montevarchi, ma che potrebbe essere stabilito in qualsiasi altro luogo all’interno del percorso stesso in funzione delle esigenze di ognuno.

E’ indispensabile ricordare e sottolineare che questo percorso non è ideato per fini sportivi ma assolutamente mototuristici!


la stessa sua percorrenza in versione solo stradale, senza cioè le soste amene lungo il percorso ma tesa al suo completamento in giornata, non può prevedere una inutile quanto pericolosa corsa contro il tempo ma bensì il piacevole assaporare i tratti tortuosi percorrendoli con costanza e non con rabbia, lasciando ai pur brevi rettilinei il compito di mostrarci l’incantevole paesaggio che fa da cornice al nostro viaggio e che non merita assolutamente di essere violentato, cosi come meritano di essere rispettati luoghi e genti dei centri abitati che attraverseremo a velocità di assoluta osservazione dei limiti stabiliti per legge.

Chianti

Preso il via da Montevarchi (AR) scalderemo le gomme ai nostri mezzi percorrendo la SS408 fino a superare il paese di Gaiole in Chianti per poi deviare pochi chilometri più avanti sulla sinistra seguendo le indicazioni per Monteluco e percorrendo una stretta ma piacevolmente ondulata strada che si inerpica verso la vetta dei monti sotto lo sguardo attento di filari di cipressi, per poi ridiscendere abbandonando il fresco dei boschi di Monteluco, svoltando a destra all'incrocio sulla vetta, a San Gusmè.

A San Gusmè, compatibilmente con gli orari è possibile effettuare una sosta per degustare delle ottime specialità enogastronomiche, all'interno del borgo Medievale,  le varie osterie e negozi di alimentari saranno ben lieti di soddisfare le vostre esigenze con piatti di affettati  formaggi ma anche ottimi primi e squisite carni alla griglia oppure con un veloce panino imbottito.

 

Da San Gusme procediamo alla volta di Monteaperti imboccando la strada di fronte a noi al bivio che ci si para davanti appena scesi dal borgo, superata la località celebre per la sanguinosa battaglia che vide contrapposte le signorie di Siena e Firenze arriviamo in località Casina e poi Taverne D'arbia.

Crete Senesi

IL PROFILO DELLA CITTA DI SIENA
IL PROFILO DELLA CITTA DI SIENA

Taverne d'Arbia, svoltando a sinistra al bivio nel paese, ci introduce in uno dei contesti paesaggistici più belli in assoluto della toscana e forse dell'Italia stessa, le Crete Senesi, morbidi saliscendi inseriti in un paesaggio unico al mondo che cambia aspetto nell'avvicendarsi delle stagioni, che ci conducono affascinati fino ad Asciano.

Poco prima del paese superato il ponte sul fiume Ombrone svoltiamo a destra seguendo le indicazioni per la Abbazia di monte Oliveto Maggiore che raggiungeremo dopo una divertente guida su di un strada che fa del saliscendi improvviso una ragione di vita ma che a causa della sua stretta conformazione richiede assoluta attenzione sopratutto nei cambi di direzione improvvisi al termine di un dosso.


Abbazia di Monte Oliveto Maggiore

 

L'Abbazia merita di certo una visita sopratutto per gli interni, dal Chiostro affrescato da Signorelli e Sodoma alla splendide Biblioteca e Farmacia, proseguendo il viaggio si arriva al cospetto della città di Buonconvento, grazioso borgo medievale posto sulla SS2 Cassia.

Incrociando la Cassia si svolta a sinistra direzione Roma per poi svoltare a destra poche centinaia di metri più avanti seguendo le indicazioni per Murlo.



Valdimerse

Raggiungiamo infine il fiume Merse che da il nome al territorio appena attraversato svoltando a sinistra poco prima di raggiungere il centro di Casciano e giungendo in corrispondenza della SS223, la statale che collega Siena a Grosseto teatro dei caotici esodi estivi dei vacanzieri Toscani che vogliono raggiungere le bellissime coste Maremmane, dove svolteremo a sinistra in direzione Grosseto.

Il tragitto su questa trafficata strada sarà brevissimo, poco dopo il distributore sulla nostra sinistra raggiungeremo l'incrocio per San Lorenzo a Merse e Monticiano visibile alla nostra destra non appena attraversato il fiume.

Murlo

Crevole

Castello di Crevole


La strada inizia subito a farsi tortuosa risalendo lentamente le colline che ci separano dalla valle dell'alto Merse, divertentissima sopratutto nella fase di salita è in grado di regalare emozioni intense a chi saprà interpretare al meglio la sua filosofia, è infatti il ritmo continuo e progressivo che permetterà di assaporare al meglio questa serie di ottime curve recentemente asfaltate che conducono il viaggiatore al cospetto di uno dei luoghi più suggestivi e rinomati della Toscana: l'Abbazia di San Galgano.

Abbazia di san Galgano

Raggiungibile tramite una breve deviazione dal nostro itinerario (svolta a sinistra direzione Follonica, sulla SS441 Massetana) è certamente una meta irrinunciabile per le testimonianze storico artistiche che presenta:  Galgano Guidotti, nobile cavaliere del XII secolo, trascorse da eremita i suoi ultimi anni di vita nella cappella di Montesiepi da lui eretta, la spada conficcata nella roccia ( protetta da un teca in vetro a causa dei continui tentativi di estrazione) che vi si conserva documenta la sua rinuncia alla violenza e il nuovo percorso di vita che lo porterà fino alla santità, l' Abbazia sottostante, oggi scoperchiata, fu fondata in suo onore dai monaci Cisterciensi dei quali aveva abbracciato l'ordine.

Torniamo sui nostri passi terminata la visita per riprendere il percorso originario, proseguendo verso Siena raggiungiamo il piccolo castello di Frosini visibile al termine di due larghi tornanti dopo i quali su di un breve rettifilo in salita, sulla destra, si trova un piccolo bar dove è possibile effettuare una sosta degustando le specialità locali farcite in un succulento panino.

Da questo punto inizia uno dei tratti più divertenti della regione, una serie di curve senza soluzione di continuità, larghe e quasi paraboliche in salita che si alternano senza intermezzi rettilinei e che presentano praticamente lo stesso raggio di curvatura, pur non essendo di raggio stretto esigono velocità di percorrenza ridotte data la loro stretta parentela con i tornanti e una guida costante con la manopola del gas bloccata nel punto giusto con la guida che segue meticolosamente il raggio di curvatura ed il balletto dei cambi di direzione che non ammette incertezze, occorre costanza di rendimento per gustare al meglio il tracciato, ogni sbavatura può penalizzare la guida nelle curve successive impedendo la armonia di esecuzione.

 

Colline Metallifere

Terminato il tratto in discesa, iniziato dopo un breve rettilineo di scollinamento divertente ma non come il suo predecessore, in presenza della Colonna di Montarrenti imbocchiamo la strada sulla nostra sinistra direzione Colle Valdelsa, dopo circa 10 km del praticamente unico lungo rettilineo della giornata svoltiamo a sinistra direzione Radicondoli che raggiungeremo dopo circa 12 km di strada tortuosa.

Superata Radicondoli attenzione al bivio sulla sinistra che indica località Anqua, grazie ad esso potremo ritornare sulla SS441 Massetana seguendo le indicazioni per Montingegnoli, Montalcinello e infine Chiusdino.

 

massetana

Massa Marittima

La Massetana delizierà la nostra voglia di curve fino al suo epilogo nel suggestivo borgo di Massa Marittima pochi chilometri dopo il bivio di Pian dei Mucini da dove prende il via la strada dalle Colline Metallifere verso la Val di cecina e che attraversa la Valle dell'Inferno.

Anche se il percorso non attraversa Massa Marittima, sarebbe davvero un peccato grave proseguire nel nostro viaggio senza prima avere visitato la splendida cittadina Maremmana.

Torneremo quindi sui nostri passi dopo avere assaporato la magia della sua celebre piazza e magari avere anche assaggiato le specialità locali in qualche osteria nascosta nelle strette vie medievali. 

La Valle del Diavolo

Le Colline Metallifere che sconfinano nella valle del Diavolo nei pressi di Castelnuovo val di Cecina e poi Larderello offrono uno spettacolo assolutamente unico, addirittura superbo se si seguono le mille stradine che dalla direttrice principale si diramano alla ricerca di quelle manifestazioni naturali sapientemente imbrigliate dalla mano dell'uomo nei luccicanti tubi che serpeggiano sui colli, visibili nei pressi di Sasso pisano piuttosto che Monterotondo Marittimo, dai colli nelle giornate più terse è possibile spaziare con lo sguardo sul mare Tirreno fino ad incrociare le cime della Corsica.

Occorre prestare molta attenzione alla guida su queste strade che pure in alcuni tratti si prestano a soddisfare le nostre esigenze, sporco e condensa dei vapori emessi dalle ciminiere spesso tendono a rendere viscido l'asfalto, meglio quindi trotterellare allegramente gustandosi il paesaggio e facendo attenzione ai segnali dedicati ai luoghi di interesse turistico.

Superata Larderello dove è possibile visitare il Museo della Geotermia, proseguiamo alla volta di Pomarance prima e Saline di Volterra poi, località dove incroceremo la statale che conduce da Cecina a Volterra svoltando a destra subito dopo il passaggio a livello verso, appunto, Volterra.

Val di Cecina

ATTENZIONE: Il tratto di strada compreso tra Pomarance,Volterra, Castel San Gimignano, San Gimignano, teatro delle insane gesta di troppi esaltati che troppo spesso pagano pesantemente le loro assurde evoluzioni, è soggetto a frequenti e pesanti controlli da parte delle forze dell'ordine richiesti da una popolazione esasperata soprattutto dal continuo viavai di ambulanze e i frequenti necrologi.

Oltre al mantenimento di un comportamento civile ed al rispetto dei limiti di velocità occorre essere in regola anche dal punto di vista tecnico del mezzo, anche se normalmente i controlli si limitano alla verifica del grado di inclinazione della targa.

Volterra

La città di Volterra merita indubbiamente una visita approfondita, magari anche per uno spuntino, dall'affascinante centro storico all'anfiteatro Romano alle Balze, essa è in grado di catturare la nostra attenzione per lungo tempo, la strada invece che ci conduce verso San Gimignano, svoltando a sinistra al bivio subito dopo Castel San Gimignano, offre scorci paesaggistici incredibilmente suggestivi avvitandosi sui colli che degradano verso la valle per poi risalire improvvisamente scortata da filari di viti, fino ad arrivare alla città famosa per le sue torri alla quale non possiamo non dedicare una sosta più o meno lunga.

Val D'Elsa

San Gimignano


Da San Gimignano raggiungiamo Poggibonsi grazie ad un percorso di nessun valore turistico, poco prima di entrare in città seguiamo le indicazioni che ci dirigono verso la SGC Firenze-Siena imboccando il raccordo situato sulla rotonda compresa tra un grande distributore alla nostra destra e un supermercato alla nostra sinistra, al termine del raccordo prendiamo la prima uscita sulla rotonda che ci riporta verso Poggibonsi, salita e poi discesa al termine dalla quale sulla sinistra si trova il bivio per Castellina In Chianti, da adesso inizia di nuovo il divertimento, questa infatti è una delle strade più belle e divertenti della Toscana tanto da meritarsi l'appellativo di Università della Moto.

Chianti

Circa 30 chilometri di puro divertimento attraversando il Chianti fino a Castellina percorrendo il crinale dei colli bagnati da infiniti filari di viti prossimamente cariche d'uva o protetti da ombrosi cipressi, ondulazioni  con asfalto perfetto che non inducono alla guida veloce ma a quella ritmica e sinfonica che richiede tranquillità e padronanza delle doti tecniche oltre alla perfetta conoscenza del mezzo, marcia giù carezza sul freno e moto che scorre veloce dentro la curva, breve accelerazione , mantenere la traiettoria e via fuori verso la prossima curva, non serve più pensare a quello che dobbiamo fare, l'istinto ricama il tracciato seguendo le indicazioni delle onde emozionali che scaturiscono dal nostro profondo, non verso la prestazione ma verso la soddisfazione egoistica, non per dimostrare ma per divertirsi.

Il borgo di Castellina segnala la prossima fine della nostra lunga escursione, anche se raggiungere Radda In Chianti situata nel cuore del territorio del Gallo Nero può significare tutto tranne che la fine del viaggio.

Se il tempo a disposizione lo permette e non siamo troppo stanchi da dover rientrare subito verso valle, possiamo raggiungere il Castello di Volpaia poco distante da Radda sulla strada che conduce verso Greve (imboccando il bivio a destra subito dopo una curva a circa 3 chilometri da Radda) dove grazie alle premure della Paola, Oste del Bar-Ucci situato sulla destra nella piazza principale, potremo concludere degnamente questa lunga cavalcata assaggiano prodotti locali e assaporando del buon vino mentre il tramonto tinge di (ovviamente) rosso vino i colli del Chianti.

Mappa "cartecea"

Oppure proseguire stoicamente e serpeggiare fino alla amena cittadina di Greve, da qui imboccare la direzione Figline Valdarno e superare il Passo del Sugame, per arrivare infine in valle.

Adesso il viaggio è davvero finto; 400 km di curve e paesaggi meravigliosi vi hanno condotto fino qui, regalandovi una parte importante, ma sempre una parte, del meglio che la Toscana può offrire.

Un percorso che può essere utilizzato così com'è oppure impiegato come tracciato di base per costruirci sopra altri itinerari progettando una vacanza di più giorni.     Buona strada.

 

N.B.

Nella mappa fianco manca la parte che da Radda porta a Greve ed infine a Figline Valdarno, attraverso il passo del Sugame


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