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Semifonte

Quello medioevale in Italia è un periodo molto complesso e ricco di eventi significativi per quanto riguarda il percorso storico che sfocerà poi nel Rinascimento.

Ma prima di arrivare alle Signorie il territorio Italico e, nella fattispecie, quello Toscano si divide tra i vari Comuni che si fronteggiano aspramente sia sul campo di battaglia sia in quello politico; Lucca, Siena, Pisa e, immediatamente dopo, Firenze lottano per la supremazia territoriale in un quadro generale che vede la sempre più ampia conflittualità tra Sacro Romano Impero e Papato.

Ma oltre i nomi più conosciuti e quelli "minori" che si attraversano il medioevo tra alleanze e tradimenti esisteva, e tramanda la sua leggenda ed il suo ricordo attraverso i secoli, anche una cittadina della quale oggi non si trova più praticamente traccia alcuna, contrariamente a quanto accaduto a tutti gli atri comuni medievali.

L'anno in cui si presume che sia iniziata la costruzione di Semifonte è il 1177; per volere del Conte Alberto IV della famiglia degli Alberti, fautori anche della nascita di una città che conoscerà ben altre fortune:Prato.

Il luogo prescelto per la costruzione della nuova città suscita immediatamente l'ira Fiorentina, la zona oltre ad essere centrale e popolata è attraversata dalla via Francigena, importante via di comunicazione in grado di garantire notevoli introti economici, ed è così che nel 1182 Firenze sconfigge in battaglia Semifonte imponendo agli sconfitti di abbandonare ogni volontà di costruzione del Castello.

La pace però durò ben poco, contraddicendo quanto imposto gli Alberti ripresero la costruzione della cittadina fortificata dopo un paio di anni suscitando nuovamente la furia belligerante della città gigliata alla quale gli sconfitti per la seconda volta, giureranno che mai riprenderanno la costruzione di Semifonte.

M anche questo giuramento sarà disatteso e nel 1187 il conte Alberto otterrà dall'imperatore l'appellativo di Conte Alberto di Semifonte e il  riconoscimento imperiale della città adesso sotto la protezione dell'Imperatore stesso; ma questo sarà solo il primo passo verso quella che sarà il cruento epilogo, poco dopo infatti Semifonte entra nell'orbita politica di Siena, acerrima nemica di Firenze, continuando l'espansione cittadina e infastidendo lo stato Pontificio.

Ma tutto questo a Firenze non piaceva affatto.

 

« Fiorenza, fatti in là che Semifon si fa città »

 

Si dice che cantassero sotto le mura Fiorentine i cavalieri di Semifonte in segno di scherno, ma la reazione di quella che sarebbe diventata padrona della Toscana non si fece attendere.


La morte improvvisa dell'Imperatore ed il vuoto di potere che ne seguì sconvolge i già precari equilibri e Firenze ne approfitta per iniziare la conquista della Toscana, sia militarmente a partire dal 1198, che con accordi politici; accordi che porteranno la città gigliata addirittura a diventare legalmente proprietaria di Semifonte  grazie anche al "tradimento" dello stesso conte Alberto preoccupato dal crescente potere Fiorentino.

Quattro anni di guerra non fiaccheranno però la resistenza di Semifonte che si oppone fiera alla conquista, ma nel 1201 Firenze  e Siena stringono un accordo che isola di fatto Semifonte spingendo gli  alleati della città a "farsi da parte" senza colpo ferire.

San Gimignano ultima alleata di Semifonte abbandona impaurita dalle risorse militari messe in campo di Firenze, la città adesso è sola contro lo strapotere fiorentino.. 

Nel 1202 Semifonte capitola definitivamente alla offensiva militare (e politica) della città destinata a diventare dominatrice assoluta dei territori Toscani, ma la rabbia dei Fiorentini non si placa con la vittoria, oltre alla totale distruzione di tutte le costruzioni cittadine viene vietata la edificazione di qualsiasi fabbricato sul terreno che un tempo ospitava la sconfitta contendente.

A perenne monito per chiunque avesse inteso sfidare la potenza di Firenze.

 

Petrognano

Il divieto, incredibilmente rispettato a tutt'oggi, permise in loco solamente, nel 1594, la costruzione della Cappella di san Michele ad imitazione della cattedrale di S. Maria del Fiore a Firenze in perpetua memoria del popolo che arditamente sfidò Firenze.

 

 

Petrognano sfuggi al divieto in quanto all'epoca situato fuori delle mura della città.

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