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Passo Tre Termini

Non ero ancora riuscito in questo 2018 a saltare in sella a Maia, è probabilmente il periodo più lungo di inizio anno che passo senza esordire con un giro in moto ed oggi la voglia è talmente tanta che è impossibile non approfittare dello spiraglio apertosi.

 Ho un giorno libero, è lunedì ed il tempo sembra decisamente favorevole; le temperature sono ovviamente quelle tipiche di gennaio ma il sole splende ed il cielo è azzurro, ed è così che a metà mattinata Maia comincia a borbottare quasi sorpresa dall’essere di nuovo scalpitante; pronta ad uscire dal garage ed a scatenare la sua (mia) mai repressa voglia di viaggiare.

 

 

La meta prevista non è lontanissima, la parte montana viene preventivamente scartata, prima di tutto perché il meteo sulle vette alpine risulta abbastanza inclemente e secondo perché le copiose nevicate succedutesi negli ultimi mesi settimane hanno fatto sì che le strade che salgono verso i valichi siano impraticabili a qualsiasi veicolo ed anche i passi normalmente aperti risultano di difficile percorrenza.

Meglio quindi non rischiare e non esagerare; la zona individuata per l’escursione viene quindi individuata in quella della Franciacorta e di parte del Lago d’Iseo, una volta arrivato in zona come sempre sarà compito mio quello di improvvisare e di inventarmi un itinerario appagante.

Franciacorta

Itinerario che concretizza abbastanza velocemente subito dopo il mio arrivo in Franciacorta ed una breve sosta nei pressi di Iseo, sulla cartina infatti individuo una strada che non conoscevo e che attraverso un nuovo valico, mi porterà direttamente in Val Trompia.

Una volta raggiunta la vallata in questione l’idea  è di risalire la valle per poi ritornare sul lago d’Iseo attraverso una strada  appena visibile sulla mappa e che dovrebbe riportarmi appunto sul lago nei pressi di Pisogne. Sulla carta un itinerario perfetto.

Sulla carta…

 

Non ho idea di quello che troverò dato che sulle vette si intravedono ancora i segni delle nevicate, l’unica cosa che è certa è che andiamo ad iniziare affrontando la prima parte dell’itinerario che porta verso il Passo Tre Termini.


Il percorso dimostra immediatamente la pasta di cui è fatto, fin dai dei primi tratti tortuosi Infatti i cartelli di limite di velocità e di presenza di autovelox chiariscono immediatamente che la strada è teatro delle stupide gesta di chi mette a repentaglio la propria incolumità (e quella degli altri) per dimostrare non si sa bene cosa. Ma questo significa anche che la strada permette di divertirsi se affrontata senza ansia da prestazione.

Passo Tre Termini

Ed e grazie a questo breve ma soddisfacente tratto tortuoso che mi tranquillizzo, scoprendo che, nonostante la lunga assenza motociclistica, sono ancora in grado di far “scorrere” la nera Multistrada e farla danzare fra le curve; complici anche le perfette nuove coperture che accompagnano la danza senza timori nonostante le temperature non proprio non proprio gradevoli.

Guadagno la Valtrompia, ed inizio la risalita immergendomi nel traffico caotico di una giornata lavorativa fino al bivio che dovrebbe consentirmi di ritornare a contemplare le immobili acque del lago di Iseo;  la strada risulta stretta, tortuosa e con una consistente presenza di brecciolino,condizioni che obbligano ad una andatura rallentata che consente di  godere del panorama circostante ma non di divertirsi alla guida.

 

Nei tratti in ombra inizio a trovare i primi tratti di strada con la presenza di neve, diversamente da quanto riscontrabile nel contesto circostante completamente brullo e libero dalla bianca presenza;  confortato da questa valutazione continuo fiducioso la mia risalita superando i facili ostacoli.

Colle di san Zeno

Un ottimismo che inizia a vacillare quando supero un piccolo spazzaneve che sta spargendo graniglia sulla strada, questo significa che da qualche parte c’è ancora della neve; ed infatti risalendo verso la vetta la presenza del bianco mantello si fa sempre più consistente nei tratti non illuminati dall’appena tiepido sole.

Con molta cautela e  spirito di osservazione supero alcuni tratti con una moderata presenza di neve valutando la loro superabilità in caso di obbligata inversione di marcia, fino ad arrivare ad un punto in cui la strada è interamente ricoperta dalla neve per un lungo tratto che scompare dietro una curva.Mi fermo, ed il senso di sconfitta comincia a farsi decisamente consistente, percorro a piedi il tratto di strada osservandola salire verso l’alto sempre ricoperta di neve non riuscendo ad individuare la fine della bianca pista pericolosamente compatta e ghiacciata.

Una condizione  che non Invoglia in nessun modo alla risalita, perché potrei pensare anche di proseguire con un moderato rischio affrontando il tratto con tutte le cautele del caso, ma se dovessi per qualsiasi motivo tornare indietro il rischio diventerebbe troppo elevato.

Oltretutto anche se arrivassi sul passo dovrei poi affrontare la successiva discesa verso Pisogne senza sapere in che condizioni sia la strada in questione.

Le possibilità di cadere a questo punto risultano davvero elevate; mentre rifletto arriva anche lo spazzaneve che sparge sulla lingua di neve i sassolini di graniglia ma che non abbassa la pala per liberere la strada dalla neve, anche perché alla fine la superficie è di uno spessore decisamente ridotto.

Ma per quanto mi riguarda non è un problema di spessore,  3 cm o un metro di neve compatta ghiacciata non fanno la differenza , si scivola comunque.

Svanita l’ultima speranza con la scomparsa dietro la curva dello spazzaneve decido con rammarico (e  probabilmente con un po’ più di coscienza di quanta ne avrei potuto avere vent’anni fa) di invertire la marcia e di abbandonare il gradevole tepore che la montagna mi stava regalando grazie all’inversione termica, per ritornare, sconfitto, nella fredda e poco accogliente Valtrompia.

Intraprendo quindi a questo punto il viaggio di ritorno, serpeggiando ancora un po’ per le strade della Franciacorta e poi puntare la ruota anteriore di Maia verso casa in parte demotivato dalla sconfitta subita e spinto  dalla incipiente sera che promette temperature sempre più rigide e vicine allo zero.

 

 

Comunque per il Colle di san Zeno la sfida è solo rimandata ;-)

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