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La Via del Sale

Non c’è solo il gusto della sfida, della voglia di superare dei limiti e di fare qualcosa che potrebbe non essere alla nostra portata o a quella dei mezzi che abbiamo a disposizione, ma c’è anche e soprattutto la voglia di scoprire di vedere posti nuovi e panorami diversi; contesti dove sia possibile provare nuove sensazioni e nuove emozioni.

Per aggiungere alla nostra conoscenza del territorio un altro importante tassello.

Un tassello che, nel caso di questo viaggio, è da tempo desiderato e che si chiama via del Sale.

La rete di sentieri e strade, più o meno agibili, che mettono in comune vallate oltre la cresta montana con il maree (e per questo denominate Via Del Mare) è molto estesa, una di quelle più conosciute è quella che dalla cittadina di Monesi porta fino al limone Piemonte.

Una strada sterrata che presenta delle difficoltà non insormontabili ma che va affrontata con mezzi almeno in minima parte adeguati al suo stato e con un minimo di esperienza e con la mentalità di godersi il panorama piuttosto che di stabilire inutili record o dimostrare l’indimostrabile.

La Via del Sale è a pedaggio,  le moto pagano 10,00 €, un prezzo che, a nostro giudizio, è assolutamente adeguato a quello che la strada regala ed è un pedaggio che al di là delle solite inutili polemiche ci sentiamo comunque di pagare di buon grado se serve a tenere in condizioni affrontabili una strada meravigliosa come questa.  Obbligo quello dei pedaggi, che forse sarebbe bene estendere anche ad altri contesti e ad altre strade altrimenti lasciate completamente a se stesse fino alla inevitabile chiusura quando il degrado prende il sopravvento con frane e crolli che poi ne comporteranno  la chiusura a tempo indeterminato.

Un vincolo quella dell’abbandono che anche in questo viaggio abbiamo potuto constatare di persona e della quale parleremo più avanti in questo lungo report dedicato a questa straordinaria 3 giorni.

Passo delle Fascette    1200 mt

La mia Via del Sale inizia con subito un intoppo: l’appuntamento con il gruppo, già sul posto dalla sera prima, è per le 9:30, orario da parte mia assolutamente rispettato grazie ad una partenza quasi notturna affrontando il freddo intenso che da poco ha preso il posto dell’afa estiva in questi ultimi sprazzi di settembre.

Purtroppo in quello che sarebbe dovuto essere il punto di ritrovo non c’è nessuno, ed inoltre il piccolo dentro di Monesi, da cui dovrebbe partire la via del Sale è completamente abbandonato; chiuso da reti che e barriere antisfondamento per pericolo di frane e smottamenti.

Raggiungerlo inoltre è stata una impresa, tra deviazioni e rallentamenti dovuti ad improbabili autobus che percorrono strade dove a fatica si scambiano due moto… 

 

Da Monesi torno sui miei passi fino ad un punto poco sopra il Colle di Nava dove il mio telefono ritrova la connessione, ma non riesco a mettermi in contatto col resto del gruppo che risulta irraggiungibile. Il tempo passa ma non so da che parte girarmi.

Torno sul Colle di Nava mentre il tempo scorre inesorabile fino a quando un messaggio WhatsApp riesce miracolosamente ad uscire dall’isolamento delle reti in cui erano immersi i miei compagni.  

Il messaggio spiega perfettamente l’itinerario da seguire per raggiungere il casottino di partenza, un percorso nuovo realizzato a causa della inagibilità del precedente dal paese di Monesi e che inizia praticamente dal piccolo borgo di Upega dopo aver percorso la suggestiva Gola delle Fascette.

Arrivo finalmente al punto di partenza con quasi 2 ore di ritardo, i miei compagni sono già partiti e mi attendono lungo il percorso da come mi conferma l’addetto della biglietteria, dicendo anche che mi picchieranno appena mi vedono!!

Pago il ticket, ingrano la marcia e corro via si, fa per dire, sullo sterrato dando finalmente inizio alla tanto agognata percorrenza della via del Sale con un unico rammarico ed unica negativa di questo viaggio: aver lasciato la telecamera da montare sul casco, a casa, dimenticandola lì dove l’avevo preparata, pronta all’utilizzo con le sue schede e le sue batterie.

Una mancanza davvero pesante visti  i percorsi e i panorami attraversati; ma tant’è, basteranno le foto e le riprese statiche a regalare nuove emozioni post viaggio e a raccontare la via del Sale.

Colle delle Selle Vecchie    2098 mt

Passo di Framargal    2268 mt

Meglio quindi, lasciare il compito alle immagini e alle riprese (quando saranno montate) quello di raccontare che cosa è la via del Sale, ma anche e soprattutto di stimolare la voglia di percorrere e conoscere questo straordinario contesto naturale che presenta  difficoltà di percorrenza non eccessive ma che variano di anno in anno.

Un tracciato dove, per le moto non espressamente votate al fuoristrada,  più che le parti sconnesse a preoccupare sono le parti di rocce fisse al terreno, molto pericolose per cerchi stradali poco elastici. Occorre quindi fare molta attenzione a come si guida e su come si affronta il percorso, quello che possiamo consigliare è di farlo con un mezzo che almeno consenta la guida in piedi, quasi indispensabile in alcuni tratti ; per il resto basta un po’ d’attenzione e un minimo di esperienza ed il gioco è fatto

Col des Seigneurs    2111 mt

Colle della Boaria    2103 mt

Colle delle Perle    2086 mt

Colletto Campanin    2142 mt

I Forti del Tenda

Sara compito poi del Forte centrale e della caserma sottostante, quello di decretare la fine di questa entusiasmante escursione; da qui riguadagniamo l’asfalto che dal Colle di Tenda ci riporta verso Limone Piemonte e verso la prossima tappa prevista in questo intenso viaggio di tre giorni. Una giornata quella di oggi, lunga e faticosa, ma che non è ancora terminata, prima che il sole tramonti e che si cerchi riparo per la notte c’è ancora tempo per un paio di passi…

Col di Tenda 1871 mt

Scopri le altre tappe di questo emozionante 3° Egoraduno

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