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Parc national des Écrins

Seconda giornata di questo terzo Ego-raduno che riguadagna infine la strade asfaltate dopo l'escursione del giorno precedente lungo la Via Del Sale (trovate link alla pagina principale a fondo pagina).

L'aria è frizzante in questo mattino di fine settembre ma il cielo azzurro promette temperature più miti con il salire del sole ma sopratutto di NON soffrire le pene dell'inferno sotto il casco ed il giubbotto come invece succedeva con l'afa di qualche settimana fa. 

Rispetto al programma ideale siamo in ritardo ma dote le caratteristiche del raduno e quelle dei partecipanti, la cosa risulta totalmente ininfluente, sopratutto per quanto riguarda il morale, decisamente alle stelle. 

Colazione abbondante e via, siamo di nuovo in sella tra le ombre della vallata che si aprono piano al nuovo sole.

Strada dell'Orrido di Elva

La strada è uno strazio, non sto esagerando, l’asfalto è in condizioni pietose e in alcuni tratti ci sono delle frane che ostruiscono in parte la carreggiata mentre i sassi di varie misure sono praticamente onnipresenti.

Questa è una di quelle strade che citavamo precedentemente,  totalmente lasciate all’incuria, a se stesse, che ogni tanto si chiudono per frana e ogni tanto (molto) si riaprono quando qualcuno si degna di togliere i sassi, lasciando comunque la responsabilità a chi la percorre, che spera di non incappare in una frana proprio nel momento in cui transita.

Eppure il paesaggio aspro è molto suggestivo, la strada che si fa spazio tra le rocce con gallerie scavate in maniera quasi artigianale aggiunge fascino a questo panorama “spigoloso”; comprendiamo che in un paese in cui le attrattive si sprecano sia difficile poter pensare di promuoverle tutte e di tenerle tutte In ottimo stato per regalarle alla fruizione dei turisti ma il paesaggio che si gode in questa gola meriterebbe una platea migliore per essere osservato. E forse, dato che il pubblico, non riesce a gestirla tralasciando tutte le polemiche sullo spreco di soldi e di risorse, potrebbe essere il caso di metterla a pedaggio valorizzandola; oppure meglio ancora darla In concessione a qualche privato che ne curi anche la manutenzione. In fondo abbiamo già dato le autostrade in concessione e con una manutenzione che lascia onestamente un po’ a desiderare…

Colle di Sampeyre 2284 mt

Questa che stiamo percorrendo è una strada alternativa per arrivare al da Stroppo al Colle del Sampeyre, ne esiste un’altra in condizioni migliori ma decisamente meno panoramica.

Il Sampeyre rappresenta  il primo volo verso il cielo della giornata;  l’aria dove spieghiamo le ali è ancora frizzante ma il sole che splende nel cielo azzurro inizia a riscaldare piacevolmente il mondo,  il tempo di qualche foto commemorativa e ci lanciamo in picchiata verso la valle, pronti ad iniziare la risalita a quello che sarà il volo più alto della giornata ma anche di questa tre giorni.

Colle dell'Agnello 2748 mt

Il Colle dell’Agnello è stato più volte teatro delle nostre escursioni, ma non per questo risulta meno emozionante, regala sempre un brivido l’arrivare a toccare il cielo con un dito e vedere il mondo dall’alto che si srotola ai tuoi piedi ; è un po’ come avere le ali.

Le Ali per Viaggiare.

Questo imponente valico contraddistingue anche il nostro ingresso in territorio francese. Adesso punteremo decisi verso l’inizio del percorso che ci porterà fino l’Alpe di Huez (secondo la tabella di marcia che di solito non rispettiamo..) utilizzando come punti di riferimento i vari passi che contraddistinguono il territorio conosciuto come Parc national des Écrins. Il tortuoso percorso preimpostato inizierà dallo splendido lago di Serre-Ponçon, artificiale invaso che ammireremo durante la pausa pranzo. 

Lac de Serre Poncon

Sotto un sole sempre più caldo in un cielo profondamente azzurro nel quale vagano poche innocue nuvole, ci godiamo la giornata anche regalandoci una sosta pranzo un po’ più lunga di quella che avevamo preventivato ma sicuramente soddisfacente, grazie al panorama sul lago offerto dalla terrazza del ristorante.

In questo caso le fotografie scattate non regalano la giusta suggestione all’invaso, l’esteso specchio d’acqua risulta davvero incantevole e merita un’escursione più approfondita invece del nostro fugace passaggio che non consente neanche qualche sosta in più per catturare immagini davvero suggestive.

Il Lac de Serre Poncon sembra offrire infinite possibilità di svago senza risultare però troppo turistica, almeno in questo fine settimana di inizio ottobre 2018.

Col de Manse 1268 mt         Col Bayard 1246 mt

L'odierna giostra dei passi prende ufficialmente il via con due valichi che però risultano poco più di una formalità, Manse e Bayard valgono poco più del tempo di una foto, e forse nemmeno quello... 

Col de Festreaux 1106 mt

Col de l' Holme 1208 mt

Col de Parquetout 1382 mt

Col d'Ornon 1371 mt

Ci sono due tipi di intoppi che possono verificarsi nella percorrenza di un tracciato ideato a tavolino e  sviluppato su di un navigatore, sia esso virtuale (Google Maps) o fisico (Tom Tom – Garmin), il primo è legato alla effettiva percorribilità delle strade, perché non sempre le chiusure vengono comunicate soprattutto se verificatesi da poco tempo a causa di eventi straordinari; il secondo invece alla assoluta inesistenza nella realtà del percorso che invece  i navigatori dei due sopracitati tipi si ostinano a farti seguire. 

Col de Solude 1680 mt

Oggi, entrambi gli intoppi si presentano in serrata sequenza.

Inzia il Col de Solude a farci "perdere tempo"; la stretta e sterrata strada che dal passo dovrebbe riportarci in valle è infatti chiusa per frana nel punto in cui inizia l'asfalto, a qualche chilometro dallo spartiacque, nel piccolo centro di Villard Notre-Dame; mancano pochi chilometri al fondo valle ma le informazioni raccolte sul posto confermano che non è possibile proseguire.

Con nessun mezzo dato che la strada praticamente non c'è più...

Non resta quindi che invertire la direzione e ripercorrere in salita lo stretto budello sterrato, con tratti a strapiombo che mettono a dura prova le mie vertigini, fino al passo e riguadagnare la vallata che avevamo speranzosamente abbandonato.

I panorami comunque sono risultati davvero suggestivi.

Intanto il sole è sempre più basso all'orizzonte...

Col de Poutran 1996 mt

Raggiungiamo l’Alpe di Huez, con il sole al tramonto che sta per cedere il passo all'oscurita, nell’intento di effettuare l’ultimo passaggio in quota prima di fermarsi per la notte.

Attraversato il centro cittadino completamente deserto della nota stazione sciistica,  talmente vuoto da risultare quasi angosciante, procediamo speranzosi verso l’ultima frontiera per trovarsi però davanti ad un panorama straordinario dove la strada termina inesorabilmente...

Risultano vani i tentativi di trovare l’uscita così come risulteranno vani quelli di trovare un alloggio per la notte in una città completamente abbandonata in attesa dell’inizio della stagione sciistica.

Resta la magica vista dei laghi al tramonto a consolarci.

Pas de la Confession 1542 mt

Dobbiamo tornare verso valle percorrendo la Route de la Confession, superando l’omonimo passo.

Siamo immersi nelle tenebre quando riusciamo finalmente a trovare un albergo aperto, quando ormai avevamo iniziato a perdere le speranze dato che il territorio dedicato essenzialmente agli sport invernali era immerso in un preoccupante letargo.

L’albergo è discreto così come è discreta e la cena che ci propongono, ma quando non si hanno alternative e quando la preoccupazione comincia a farsi sentire tutto quello che riesci a trovare risulta meraviglioso.

 

Anche questo secondo giorno di viaggio è terminato, crolliamo esausti nel letto con un sorriso stampato in volto, è stata una giornata intensa e divertente con le moto che hanno affrontato i percorsi tortuosi che risalivano e ridiscendevano dai passi;  adesso però è tempo di dormire.

Domani si riparte e per qualcuno sarà anche tempo di rientro verso casa; in un’altra intensa giornata…L’ultima!

Scopri le altre tappe di questo emozionante 3° Egoraduno

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