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Otranto: Le Cave di Bauxite

Tra le varie attrazioni che la meravigliosa Puglia mette a disposizione dei tanti visitatori che ogni anno, soprattutto in agosto, la visitano, ce ne sono alcune che vengono ritenute "imperdibili"; a volte anche sovrastimandole. Soggettivamente.

Questa tendenza alla sopravvalutazione però, spesso ottiene l'effetto inverso a quello voluto, perchè ci si aspetta qualcosa di estremamente emozionante, restando delusi davanti a quello che ci si trova davanti, che invece merita il giusto apprezzamento.

Sempre se si va oltre il "io ci sono stato" dal quale deriva un apprezzamento non personale ma condizionato da quello generale. 

Ed è quello, per quanto ci riguarda, che è successo quando ci siamo trovati al cospetto delle famose Cave di Bauxite situate nei pressi della cittadina di Otranto.

Quello che ci si aspetta è di trovarsi davanti ad un sistema di laghetti colorati contornati da colorate e scoscese pareti di erosa terra; o comunque qualcosa di più di un solo laghetto... che è ciò che ti trovi davanti dopo la breve passeggiata che dal parcheggio (a pagamento) porta alla zona mineraria dismessa. Peccato.

Peccato che l'aspettativa porti e ridimensionare emozionalmente quello che, in effetti, è un contesto straordinario, a prescindere dal numero dei laghi, o dalla estensione dell'area, che lo compongono.

Bellissima infatti è la combinazione coloristica che si osserva, rapiti, dall'alto delle rupi di rossa terra che si erodono progressivamente nelle acque del lago verdi smeraldo; una colorazione che non è facile rendere in maniera ottimale in fotografia, sempre sospesi tra la troppa saturazione e la poca resa tonale.

Uno di qui casi in cui la visione diretta non è replicabile in maniera fedele.

Ma oltre la suggestione visiva, le cave dismesse alla fine degli anni '70 del secolo scorso, rappresentano anche un esempio di come la natura riesca caparbiamente a riprendere possesso anche di territori profondamente modificati ed offesi dalla mano, quasi mai benevola, dell'uomo.

Trasformando contesti profondamente devastati, come quelli delle miniere da sempre sinonimo di inquinamento e sofferenza, in meravigliose gemme la Natura dimostra all'arroganza umana tutta la sua inconsistenza, sopratutto legata alla misera escursione temporale che ci contraddistingue.

 

La Natura ha tempo e pazienza a disposizione per ricostruire quello che noi stiamo velocemente distruggendo, distruggendo noi stessi;

perché noi abbiamo bisogno di ciò che la natura ci dona ma la natura non ha bisogno di noi.

Di noi, farebbe volentieri a meno.

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