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Lo Scrambler

 

Quant’è bella giovinezza, che si fugge tuttavia!

Chi vuol esser lieto, sia: di doman non c’è certezza.

 

Scriveva Lorenzo il Magnifico nella sua “Canzona di Bacco”.

 

Ed è proprio la sfuggevolezza della gioventù ed il rapido mutare della nostra età che conferisce a questo mio scritto di parecchi anni fa un significato parimenti mutevole.

 

Tristemente mutevole; anche se ho fatto tutto il possibile per “Esser Lieto”

 

 

Lo Scrambler

Ricordo che da ragazzino vedevo spesso passare uno scrambler giallo, pilotato da un signore al tempo già avanti con gli anni, borbottando per le vie del paese e ricordo anche quanto la cosa mi suscitasse curiosita' mista ad emozione forse presagio di quanto il mondo delle due ruote ed tipo di moto poi evolutosi nel tempo, sarebbero diventati importanti nella mia vita o forse e’ stato uno di quei piccoli, determinanti eventi che condizionano la crescita e che poi mi hanno fatto diventare quello che sono.

Il tempo inesorabile ed inarrestabile scorre via, e mentre io crescevo e diventavo sempre piu’ consapevole della mia passione lui , pur continuando a guidare felice la sua scoppiettante moto, invecchiava progressivamente e la gialla Ducati appariva sempre piu’ grande nelle sue mani.

Le sue apparizioni divennero sempre piu’ rare ma in quei brevi istanti potevi leggere nei suoi occhi la gioia di vivere, la felicita’ che quei brevi viaggi davano alla sua anima, strappandolo alla pesantezza della eta’ che lo minava sempre di piu’ costringendolo infine, sempre piu' ingobbito e piccolo sulla moto ormai ingestibile per il suo fisico, a scomparire del tutto dalle strade troppo trafficate, troppo feroci, troppo ciniche,troppo stupide per sopportare la sua lenta, insicura ed anacronistica presenza.

Un po' di tempo dopo quando anche il suo ricordo stava sbiadendo, apparve, quasi magicamente senza la gialla Ducati, si avvicino' a me ,che avevo finalmente coronato la mia passione, e si fermo' guardandomi negli occhi gioioso, complice e consapevole della mia stessa felicita’, memore probabilmente dei suoi tempi giovanili scanditi dalla stessa passione e poi svaniti, poi, lento quasi con dolore, sposto' lo sguardo sulla mia moto, un breve attimo, un cenno di carezza e con gli occhi tristi velati di pianto sussurro': "bella" , mentre per lo stesso istante parve cancellare da se i segni del tempo mentre con la mano seguiva , sfiorandola, le forme della moto.

 


Il tempo che sembrava essersi fermato riprese a scorrere e il vecchio si volto' e senza aggiunger altro si allontano' fino a sparire, lasciandomi li' ,partecipe del suo dolore ma contemporaneamente anche della sua felicita’ per quello che aveva potuto assaporare nel corso della sua vita in sella al suo amato scrambler.

 

 

Non lo avrei rivisto mai piu’, ma il suo ricordo mi avrebbe accompagnato per buona parte della mia vita, il suo e quello del suo giallo Scrambler.

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