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Cavalieri e Armature

Il valore di un cavaliere si riconosce sicuramente anche dal coraggio, ma sul campo contano anche e sopratutto l’addestramento e la capacità di combattimento.

 

Solo se queste caratteristiche sono uguali o superiori a quelle degli avversari il cavaliere ha buone possibilità di sopravvivere e vincere la tenzone o la battaglia; certo in qualche modo nel combattimento contava anche l’armatura, ma questa era soltanto un qualcosa in più che serviva ad aiutare il cavaliere a sopportare alcuni colpi che poteva non essere in grado di parare. Ma essa non poteva in nessun modo fare la differenza un codardo inetto ed incapace dotato dell’armatura più bella ed efficiente del mondo sarebbe stato soltanto un bel cadavere nel campo di battaglia; se poi sostituiamo alle suddette “attitudini” il coraggio alla codardia otterremo solo una velocizzazione della procedura di suicidio del cavaliere.Un paragone, questo, che stamani mattina mi viene in mente in modo abbastanza spontaneo vedendo il comportamento di molti motociclisti all’interno del traffico, che nelle città risulta molto simile ad un campo di battaglia, che rischiano la loro incolumità centimetro per centimetro con comportamenti che sono difficilmente comprensibili.

 

La maggior parte di essi cavalcano moto stratosferiche sia dal punto di vista dei cavalli che dal punto di vista dell’impegno di guida ma come si può facilmente osservare, molti mancano di qualsiasi tipo di esperienza e di capacità di guida; se sono “codardi” vagano senza cognizione di causa da una corsia all’altra, se invece sono “coraggiosi” sfidano senza timore paraurti, cofani e specchietti in ogni istante.

Purtroppo per entrambe le categorie il rischio di perdere la battaglia risulta drammaticamente (troppo) alto e la frequenza di incidenti di varia gravità assolutamente insostenibile ormai…

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