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Bernina

 

L’uscita era in preparazione da tempo, dopo il trasferimento al nord avevo già individuato quello che poteva essere l’alternativa alle uscite invernali divenute ormai consuetudine durante la mia precedente vita nel centro Italia. 

Una consuetudine che mi aveva portato anche alla ideazione di un raduno invernale denominato “I Falchi dei Sibillini” grazie al quale si era anche ottenuta una sempre più crescente divulgazione delle bellezze invernali che questo territorio è in grado di regalare.


Qui, in terra Lombarda, sicuramente il progetto era per certi versi più ambizioso,  e contestualmente molto diverso;  perché se è vero che i monti Sibillini possono offrire anche contesti rigidamente invernali (Castelluccio è una delle località più fredde d’Italia), è anche vero che le zone immediatamente adiacenti possono offrire contemporaneamente situazioni climatiche decisamente più clementi ed i grado di accoglierti degnamente dopo l’avventuroso, nonché magico, passaggio in quota.

 

La stessa cosa non si può dire per quanto riguarda invece il nordico territorio; almeno non negli stessi termini.

Ovviamente la metà prevista non poteva che essere un passo alpino, uno di quelli aperti tutto l’anno, ma anche uno di quelli più famosi: il passo del Bernina,  2330 mt di meravigliosa attrazione!!


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