La meraviglia offerta dalle colline del Chianti che oggi assaporiamo lentamente, pedalando lungo le strade che carezzano le celebri colline Toscane ci scorterà in un viaggio che parte e termina in un piccolo borgo medievale ricco di storia e di etichette vinicole.
Da un borgo all’altro, percorrendo sterrati ombreggiati da verdi e fitti boschi, ammirando panorami straordinari, seguendo le vie che copiano le dolci ondulazioni.
Lentamente, molto lentamente.
Per non perdersi assolutamente niente di questa bellissima primavera che colora questa spettacolare ed imperdibile parte di Toscana sotto la tutela del Gallo Nero.
Castello di Volpaia
Il viaggio inizia da qui, da questo bellissimo borgo medievale che fronteggia quello di Radda in Chianti, dalla sua collina adornata di boschi e filari di viti raggiungibile tramite strade adornate da cipressi i suggestiva successione: magia.
Le prime citazioni di questo borgo risalgono al XII secolo; oggi con i suoi vigneti situati sopra i 400 mt slm in un terroir unico produce vini rinomati di 3 distinte crus (se proseguite nella lettura del report) che potrete degustare nelle cantine del borgo.
Ma di Volpaia è obbligo citare uno dei suoi cittadini più conosciuti e apprezzati: Paola, nata e cresciuta nel borgo, che con il suo Bar-ucci allieta il palato di tutti quelli che si fanno tentare dalla sue prelibatezze ormai da decenni; una sosta enogastronomica assolutamente imperdibile. Ma che oggi purtroppo non faremo...
Il percorso abbandona subito l’asfalto per diventare sterrato non appena usciti da Volpaia, contemporaneamente inizia anche la magia che non ci abbandonerà mai durante l’escursione grazie ai continui saliscendi ombreggiati da boschi e infinite terrazze che aprono alla bellezza di questo territorio unico al mondo.
Art message in a Chianti Classico Bottle
Anche nel 2026 torna la mostra diffusa che distribuisce opere d'arte, che rappresentano una visione del Vino Chianti utilizzando come base un bottiglia di 3 metri, nei 7 comuni del territorio chiantigiano.
Oltre a quella da noi ammirata:
- Luchadora, “Le Baccanti” Lamole di Lamole: via Lamole, nei pressi della piazza di Lamole – Greve in Chianti
potrete trovare:
- Andrea Casciu, “Metamorphosi” Castello Vicchiomaggio: SR 222 Chiantigiana, km 18 – Greve in Chianti
- Disegni Sottovuoto, “Disegni (sotto)vuoto a rendere” Casa Chianti Classico: circonvallazione Santa Maria, 18 – Radda in Chianti
- Miles, “Metamorfosi di una vite (dallo stato solido allo stato liquido)” Pomona: SR 222 Chiantigiana, km 51 – Castellina in Chianti
- Olghette, “Chi vuol essere lieto sia” Villa a Sesta: via del Gallo Nero, km 11 – Castelnuovo Berardenga
- Uno, “Onehundred” Ricasoli, SP 484, km 17, Loc. Madonna a Brolio – Gaiole in Chianti
- Testi Manifesti, “Ti porterò nei posti dove c’è del buon Vino” Casa Emma: SP 101, km 8, San Donato in Poggio – Barberino Tavarnelle
Luchadora, “Le Baccanti”
IL GALLO NERO: La Leggenda
L’iconico simbolo del Chianti nasce da una leggenda; e da una contesa, ovviamente tra Siena e Firenze, le eterne rivali che hanno scolpito indelebilmente la storia di questa regione.
Durante la guerra tra Firenze e Siena, le due città decisero di stabilire i confini dei loro territori con una gara: due cavallerizzi, uno fiorentino e uno senese, sarebbero partiti all’alba al galoppo, e il punto in cui si sarebbero incontrati avrebbe segnato il confine, il momento della partenza sarebbe stato quello del canto del gallo.
I senesi scelsero un gallo bianco, mentre i fiorentini un gallo nero; per essere sicuri di vincere, i senesi vezzeggiarono e nutrirono abbondantemente il gallo, mentre i fiorentini tennero a “stecchetto” il loro mantenendolo vigile e reattivo.
All’alba il Gallo Nero cantò con le prime luci, consentendo al cavaliere Fiorentino di partire ben prima di quello Senese, rimasto in rabbiosa in attesa del canto del grasso gallo bianco.
Questo vantaggio consenti a Firenze di estendere i propri domini anche sulle terre del Chianti, che, da allora, hanno come effige quella del Gallo Nero; oggi simbolo del consorzio che tutela e promuove il vino più celebre al mondo.
LAMOLE
Nuovo borgo nuovo terroir; castello risalente al XI secolo, parte della lega di Chianti che difendeva il territorio per conto di Firenze (secondo la leggenda, conquistato grazie al Gallo Nero) nonché importante struttura militare insieme alla vicina Panzano, verrà infine assediato e distrutto.
Greve in Chianti
Cuore, nonché capitale, del Chianti Classico e del territorio del Gallo Nero, ci accoglie con la sua bella piazza gremita di turisti ancora in abbigliamento invernale in questo 1 di maggio che non intende aprirsi definitivamente alla primavera.
La raggiungiamo dopo avere abbandonato la sicura strada di Lamole e percorrendo, per fortuna per pochi chilometri, la tortuosa ma trafficata strada SR222 che collega Firenze a Siena passando anche per Panzano in Chianti e Castellina in Chianti.
Montefioralle
L’assedio di Montefioralle non è un episodio della secolare disputa tra Siena e Firenze ma “semplicemente” quello che solitamente succede nei periodi di alta affluenza turistica in quello che è un piccolo borgo abbracciato ad una collina raggiungibile solo tramite strette stradine e dotato di pochissimi parcheggi. Con le conseguenze facilmente immaginabili, conoscendo l’italico automobilista.
Ovviamente senza problemi il passaggio e il raggiungimento del borgo in sella ad una bici, cosi come sarebbe possibile parcheggiare e visitarlo, ma la tanta affluenza e l'averlo più volte visitato (oltre alla possibilità di andarci quando vogliamo) ci fa tirare dritto al verde del semaforo.
Panzano in Chianti
Dopo avere pedalato per sterrati ed asfalti che serpeggiano sui colli regalando viste spettacolari sul Chianti raggiungiamo questo piccolo ma grazioso borgo medievale adagiato su di un colle, (ovviamente) più volte distrutto e saccheggiato nella secolare guerra tra Siena e Firenze (ovviamente).
Panzano è’ il borgo della “Ciccia”; qui nasce e dimora i’ Cecchini, il poeta macellaio; toscano personaggio divenuto celebre oltre che per la bontà delle sue carni, declamatala in termini poetici, anche e soprattutto per il “funerale delle bistecca”, organizzato il 31 marzo del 2001, ultimo giorno di vendita della bistecca con l’osso (la Fiorentina) a causa delle limitazioni al tempo imposte dall’epidemia della Mucca Pazza.
Il Molino di Grace
Lungo la strada asfaltata e moderatamente trafficata arriviamo al cospetto di questa storica nonché eccellente cantina che prende il nome dall'antico mulino ancora ben visibile abbinato a quello della famiglia che oggi lo possiede; una storia vinicola che inizia circa 350 anni fa e che porta la cantina ad essere una delle più rinomate del Chianti, grazie ai suoi vini apprezzati (e premiati) in tutto il mondo.
Vigneti la Selvanella
In questo suggestivo territorio tutto ha una storia da raccontare, e nemmeno questa tenuta, con il più esteso vigneto della zona e con il più grande cru del Chianti Classico, sfugge alla regola.
Nel 1975 l’etichetta 1971 fu scelta, con un assaggio bendato, come vino rappresentativo della Lega del Chianti per poi ottenere qualche anno dopo i “tre bicchieri” dalla guida del Gambero Rosso.
Per “cru”, termine francese, si intende il vigneto di una zona capace di produrre un vino di caratteristiche pregiate e ben definite, si lega al termine “terroir” che descrive l’insieme delle caratteristiche del contesto produttivo del vino, ovvero la singolarità di ogni vigneto, come il terreno, il microclima, la cultura e tradizioni.
Praticamente, ogni etichetta è un universo a se stante.
Castelvecchi - Le madri del Chianti
Sono i colli più alti del Chianti quelli che abbracciano l’antico borgo fortificato di Castelvecchi dove si trova la omonima millenaria cantina, la più antica di Toscana ancora attiva, e dove viene a maturazione il frutto prezioso del vecchio vigneto “Le madri”.
Salita a Volpaia
Con il rientro al Castello di Volpaia termine questo breve ma intenso viaggio nelle meraviglie delle terre del Gallo nero, un territorio unico, composto da tanti piccoli tasselli ulteriormente unici, dove il lavoro dell'uomo e della natura hanno costruito un contesto straordinario dove viene prodotto quello che è il vino più famoso al mondo.
Curiosità: della produzione del vino in questa zona si sono trovate tracce ad iniziare dal periodo Etrusco, grazie ai ritrovamenti in scavi archeologici come quello di Cetamura, nei pressi di Gaiole in Chianti, quello che è oltremodo curioso e che il vino gli Etruschi lo facevano bianco!

































































































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