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Assisi - Spello: Cicloturismo bici + treno

Assisi: Vista panoramica sulla basilica di san Francesco

Quello di oggi è un viaggio particolare, che non prende in esame solamente le mete e l'itinerario ma parte dalla volontà di verificare una nuova, almeno per noi, modalità di spostamento.

Oggi Infatti siamo qui in stazione per testare la possibilità l'abbinata bici treno, un accoppiamento che ci consentirebbe di ampliare notevolmente le possibilità di esplorazione in sella alle nostre e-bike senza dovere per forza utilizzare l'auto per spostarsi, con un notevole risparmio di tempo energia e soldi. 

Ci rendiamo presto conto che, ad oggi, non tutte la rete ferroviaria è adeguata a sopperire in maniera efficiente a questa esigenza; le prime difficoltà Infatti le dobbiamo affrontare a causa dei gli ascensori normalmente fuori uso in buona parte delle stazioni italiane e che impediscono di usufruire agevolmente dei sottopassaggi.

In sostituzione dei suddetti ascensori basterebbero delle semplici slitte laterali sulle scale, presenti in alcune stazioni, che permetterebbero di salire e scendere anche con le bike senza problemi.


VIDEO, MAPPA E GPX A FINE PAGINA


Ma i problemi non finiscono qui, la successiva difficoltà la rileviamo sullo scalino che spesso abbiamo tra la banchina della stazione e la carrozza dove dobbiamo alloggiare le nostre biciclette che in alcuni casi, come abbiamo potuto verificare a Spello dove la stazione è parecchio antiquata, risulta molto elevato, oltre mezzo metro; una volta a bordo sono le modalità di stoccaggio della bici ad essere problematiche, in questo caso infatti le e-bike devono essere appese, sulla ruota anteriore, a dei ganci verticali di due diverse altezze. 

Bici + Treno

La procedura di aggancio può essere agevolata giocando con il freno posteriore per mettere la bici in posizione verticale e approcciarla al gancio, ma poi va comunque sollevata per agganciare la ruota anteriore, così come dovrà essere sollevata per essere sganciata.

In sintesi, questo viaggio ci ha fatto capire che sì, l'accoppiata bici-treno potrebbe essere molto efficace, ma che purtroppo è molto limitata dalle difficoltà che si possono incontrare (il condizionale è solo d’incoraggiamento) e che non tutti sono in grado fisicamente di affrontare, soprattutto se dotati di e-bike, normalmente non leggerissime, che hanno avuto il pregio di poter attirare nel mondo delle due ruote anche chi non avrebbe potuto/voluto con la cosiddetta “muscolare”.

Occorre quindi far sì che si possa utilizzare appunto il treno con la bici anche se non siamo ventenni e non si va in palestra tutti i giorni.

Le potenzialità

Un accenno doveroso alla direttrice che oggi utilizziamo e che può risultare molto esemplificativa sulle potenzialità di questa accoppiata bici-treno; la tratta infatti è quella che da Firenze arriva fino a Foligno, lungo la quale sono disponibili notevoli attrattive nonché diversi punti di partenza per esplorare i dintorni.

Possiamo citare, oltre ovviamente a Firenze, tutta la parte del Valdarno Superiore che permette anche di esplorare le vicine colline chiantigiane, oppure il Casentino superando la catena montana del Pratomagno; successivamente troviamo la città di Arezzo con le sue bellezze e tutti i percorsi circostanti, ad iniziare da quello della bonifica o quello dell’Arno

La fermate successive di Cortona, Castiglione del Lago con il giro del Trasimeno, Perugia e Assisi e Spello, mete della nostra odierna escursione, offrono infinite possibilità di esplorazione, così come Foligno, capolinea, dalla quale è possibile partire per esplorare la Valle umbra

Assisi

Assisi: Vista panoramica sulla città
Assisi: Vista panoramica sulla città dalla ciclabile

Il nostro viaggio inizia, come detto, dalla città di Assisi, in un giorno infrasettimanale e in un periodo tra quelli meno intensi, turisticamente parlando, condizione questa che ci permette di pedalare nel suo centro storico senza particolari problemi,  fatti salvi i gruppi di asiatici alla deriva lungo la strette vie del borgo.

Per raggiungere il centro di Assisi utilizziamo la comoda strada ciclabile, a tratti segnalata, che ci permette di evitare il traffico giornaliero e di godere di una vista panoramica privilegiata, grazie anche alla giornata praticamente perfetta, meteorologicamente parlando, che ci regala un cielo di un azzurro profondo a fare da sfondo al biancore delle medievali costruzioni.

La risalita lungo le mura medievali lungo la Piaggia di san Francesco ci permetterà l'ingresso in città tramite l'omonima porta trecentesca.

(consigliamo la visione del video, più dettagliata nei particolari)

Assisi: Piazza del Comune

Grazie alla ridotta presenza turistica, della quale abbiamo già parlato, riusciamo a girare tranquillamente, pedalando, per le vie di Assisi; il giro abbastanza improvvisato fra le strette viuzze ci riporta ovviamente in presenza di quella che è la parte più celebre della città stessa.

Basilica di san Francesco

Assisi: La Basilica di san Francesco

Costruita a partire dal 1228 (due anni dopo la morte del Poverello) sul colle ribattezzato “paradisi” dopo la sua originaria infausta denominazione di “Collis Inferni” (perché qui  venivano sepolti i senza legge condannati dalla giustizia) ,si erge non solo come monumento architettonico, ma anche come sacrario eletto del spirito francescano, rappresentando comunque una deroga allo stesso spirito che raccomandava la costruzione di chiese secondo la regola di povertà.

Dal 1230, per volontà di Papa Gregorio IX che lo aveva appena dichiarato santo promuovendo la costruzione della stessa, accoglie le spoglie mortali del Poverello, divenendone l'eterea dimora terrena; il corpo del santo, nascosto all’interno della stessa basilica per evitare che venisse trafugato, verrà fortunosamente ritrovato solo nel 1818.

 

Articolata in due chiese sovrapposte: l'inferiore, tomba del Santo, la superiore, per funzioni liturgiche di carattere ufficiale, è il frutto di un'evoluzione costruttiva che unisce il Gotico al Romanico; nel corso dei secoli, ha ottenuto titoli prestigiosi, da Basilica patriarcale a Santuario nazionale, ed è stata infine inclusa nel Patrimonio dell'Umanità UNESCO, a suggello del suo valore universale e imperituro.

Al suo interno, oltre al sarcofago del Santo, accoglie le spoglie di illustri personaggi, da un re di Gerusalemme ai primi compagni di Francesco, nonostante il suo tesoro abbia subito, nel tempo, ripetute e sacrileghe spoliazioni.

Straordinaria l'impresa decorativa della Basilica di San Francesco, pregevole opera di maestranze succedutesi nel corso di quasi un secolo che hanno dato vita a uno dei capitoli più alti della pittura medievale italiana.

Ad iniziare da Cimabue  a cui si deve la “Maestà” nel transetto destro della Basilica Inferiore, e altre opere oggi andate perdute, per passare da un giovane Giotto che dopo la prima esperienza intorno al 1290 tornerà, ormai maestro affermato, nel 1307, per poi arrivare al completamento del ciclo di affreschi grazie a maestri di senesi intorno al 1338. 

Più volte restaurata durante i secoli successivi, l'intervento più importante si avrà tra il 1965 e il 1983, subirà profondi danni nel terremoto del 1997 che causò oltre alle lesioni alla basilica superiore anche la distruzione di 130 mq di affreschi e la morte di due frati e due tecnici intervenuti per verificare di danni dopo la prima scossa.

Saranno necessari due anni di lavori per riportare la Basilica ed suoi affreschi all'originale splendore.

La Rocca Albornoziana

Assisi: Rocca Maggiore o Rocca Albornoz

Lasciata alle nostre spalle la basilica ci dirigiamo verso la nostra prossima meta attraversando la medievale porta san Giacomo e costeggiando la città esternamente per poi rientrarvi superando Porta Perlici, il più antico accesso di Assisi.

Percorrendo in salita la via della Rocca arriviamo infine al cospetto della Rocca Maggiore che dall’alto protegge Assisi, e quello che un tempo fu il confine dello Stato della Chiesa, per volere del cardinale Albornoz,  realizzatore della catena di fortezze necessarie a riconquistare e proteggere il territorio papale in vista del rientro a Roma del Papa dall’esilio di Avignone.

Siamo nel 1356, la ristrutturazione avviene sulla base della precedente fortezza risalente al 1173.

Notevole il panorama che è possibile ammirare dalla terrazza panoramica naturale che ospita la fortezza, nel quale spicca la vista della basilica di san Francesco, con lo sguardo che vola lontano; foschia permettendo.

Lasciata la fortezza alle nostre spalle, scortati dal suggestivo panorama concessoci dalla Valle Umbra, sulla quale si diradano le ultime nebbie sotto il caldo sole, anomalo per questo periodo; attraversiamo nuovamente parte del centro storico di Assisi, prima di uscire definitivamente ed imboccare la strada che ci porterà fino a Spello. 

La Via degli Ulivi

Ciclabile Assisi/Spello: La Via degli Ulivi

 

Circa 20 chilometri e un dislivello di circa 600 mt sono i numeri del facile, ma suggestivo, sentiero che alterna tratti di asfalto a quelli sterrati correndo sul fianco del Monte Subasio, tra uliveti e terrazze panoramiche sulla Valle Umbra.

Alternativa alla portata di tutti al collegamento tra i due stupendi borghi offerto dal tracciato che invece passa per la vetta del monte Subasio, contraddistinto dalla ripida salita dell’Eremo delle carceri.

 

 

Qui trovate il report fotografico ed il video dell’itinerario del Monte Subasio.  

Spello

Spello è probabilmente uno dei borghi più belli e suggestivi dell’Umbria, regione decisamente ricca di testimonianze storiche ed artistiche di notevole rilevanza, che attira il visitatore dando irresistibile mostra di se a tutti quelli che percorrono la SS75 Centrale Umbra.

Porta Urbica

Spello: Porta Montanara

Oggi diversamente dal solito approcceremo la visita alla antica città con un ingresso anomalo rispetto a quello che normalmente facciamo varcando la medievale porta Montanara in luogo della opposta porta Urbica di romana costruzione.  

Sorta per volere degli Umbri, l'antica “Hispellum” conobbe il suo apogeo in epoca romana, acquisendo prestigio e titoli onorifici sotto Cesare e Augusto; a quest'ultimo, per il sostegno ricevuto durante la guerra di Perugia, si deve una significativa espansione territoriale, che incluse le sorgenti del Clitunno.

 

(delle quali, ma non solo, trovate foto e descrizione nel report dedicato alla Valle Umbra)

 

La città fu annoverata tra i centri più rilevanti dell'Umbria romana, uno status di cui ancora oggi le maestose vestigia murarie e archeologiche serbano testimonianza.

Arco Romano e Torre di san severino

Il declino sopraggiunse con le invasioni barbariche, che ne offuscarono lo splendore, riducendola a umile borgo; il successivo ma temporaneo possesso il Ducato di Spoleto e la sfera papale fu interrotto grazie all’irriducibile memoria dei suoi antichi fasti che la spinsero a risorgere come Libero Comune. 

Dopo un periodo di signoria sotto i Baglioni di Perugia (1516-1648), la città vide infine mutare il suo assetto ecclesiastico: da antica sede vescovile, fu annessa per secoli alla diocesi di Spoleto, per poi essere integrata in quella di Foligno a partire dal 1772.

Intenso quanto artisticamente rilevante il periodo rinascimentale in cui la città si arricchì di capolavori di Maestri come il Pinturicchio, Perugino e l'Alunno.

Spello: centro Storico

Torri di Properzio e Porta di Venere

Spello: Porta Venere e Torri di Properzio

La Porta Venere, una delle sei porte urbiche di origine romana che ornano Spello, nonché uno delle attrattive cittadine più suggestive e riconoscibili, deve la sua denominazione seicentesca alla prossimità con un tempio dedicato alla dea della bellezza, del quale si conservano significative vestigia nel parco di Villa Fidelia.

 

Spello, qual canto palpita nei petti

delle tue donne alzate in su la Porta

di Venere? La Dea che non è morta

l’arco nudo t’adorna di fioretti.

 

Gabriele d'Annunzio - Elettra 1904

Questa seducente struttura, eretta in bianco travertino e abbellita da lesene di ordine dorico, risale all’età augustea; si caratterizza per i tre maestosi archi, incorniciati da due imponenti torrioni dodecagonali di epoca romanica, noti come torri di Properzio, in onore del poeta latino la cui nascita è contesa tra Spello e Assisi.

Spello: Porta Venere e Torri di Properzio

 

In origine, la porta presentava una duplice cortina muraria con patio interno; l’arco destro conduceva a un passaggio sotterraneo verso Porta Urbica, mentre il sinistro permetteva l’accesso al cammino di ronda verso l’acropoli.

Già oggetto di studi nel Cinquecento e, successivamente, da storici locali che ne colsero il legame con l’antico tempio extraurbano, Porta Venere è stata da sempre riconosciuta come luogo sacro; orientata verso l’anfiteatro e il santuario di Villa Fidelia, fu per secoli teatro di processioni verso Assisi e Perugia, nonché di cortei consolari medievali diretti alla sagra di San Claudio. .

Oggi, grazie a sapienti interventi di restauro, questo complesso monumentale si conserva in eccellente stato, ergendosi a silenzioso custode sul suggestivo dedalo di vicoli e palazzetti dell’antico borgo umbro

Spello: Porta Venere e Torri di Properzio

La cinta muraria di Spello,  risalente al periodo 30/20 a.C., si erge come una delle più significative e integre testimonianze dell'epoca romana in Italia; con i suoi 1800 metri di estensione offre la possibilità al visitatore di osservare l’antico perimetro quasi totalmente, anche se un parte della mura a nord-est si è dissolta nel tempo.

Porta Consolare e Porta Urbica

 A delimitare il tracciato, si conservano con eccezionale integrità tre “posterulae”, passaggi pedonali di servizio tra l'interno e l'esterno dell'abitato, e cinque porte monumentali: Porta Venere, Porta Urbica e Porta Consolare a meridione, affiancate da Porta di Augusto e Porta dell'Arce in prossimità della Rocca. 

Spello: Porta Consolare

 L'elevato pregio costruttivo che si manifesta nell'impiego di piccoli blocchi di calcare rosato del Monte Subasio, sagomati in forme rettangolari e squadrati con perizia e l'indiscutibile qualità estetica lasciano supporre che la funzione primaria delle mura non fosse tanto di carattere militare, quanto piuttosto quella di abbellire l'urbe e celebrare, attraverso l'architettura, la nuova era di pace e splendore inaugurata dal Princeps Augusto.

Per questo complesso di elementi sopravvissuti all'usura del tempo, la cinta muraria di Spello si annovera a buon diritto tra le strutture fortificate di età romana meglio conservate sull'intero suolo nazionale.

In finale, affrontata la dura salita sul treno nella stazione di Spello causata dall'elevata distanza tra il piano della carrozza e la vecchi banchina della stazione, possiamo affermare che l'accoppiata bici-treno è un progetto dalle potenzialità enormi per un turismo sostenibile, ma richiede miglioramenti nell'accessibilità delle stazioni e nei servizi di trasporto per le biciclette per essere alla portata di tutti i cicloturisti.


Video, mappa e GPX dell'itinerario

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