· 

Borghi e Castelli della Corrèze

CHATEAU DE TURENNE

Tentando in qualche modo di adattarsi alle infernali temperature iniziamo questa nuova giornata di escursione nella rovente, ma bellissima, terra di Dordogna; Per fortuna la notte, al fresco del bosco che protegge il campeggio, ci regala temperature che ci consentono il giusto riposo, mentre la mattina di fare una colazione senza sudare troppo. Alle preventivamente rilevate attrattive turistiche se aggiungono tante altre che rileviamo direttamente in zona, inseriti in un contesto naturale davvero esaltante borghi e castelli decorano praticamente ogni collina e diversi anfratti fluviali; ma anche il sottosuolo nel Perigord è ricco di stupefacenti manifestazioni naturali dove si possono ammirare le prime espressioni artistiche dei nostri antenati o navigare lungo misteriosi fiumi sotterranei.


VIDEO, MAPPA E GPX DELL'ITINERARIO A FINE PAGINA


Prima tappa della giornata, di un itinerario che dalla Dordogna sconfina nella vicina Corrèze, in un clima ancora sostenibile, in questo suggestivo borgo che un tempo faceva parte del vasto possedimento conosciuto come Viscontea di Turenne, che raggiunse il suo massimo splendore nel XV secolo con una popolazione di circa 100.000 abitanti che animavano circa 1000 distinti villaggi.

Chateau de Turenne

Importante crocevia di genti e di mezzi grazie alla via maestra che univa Limoges a Tolosa e quella del pellegrinaggio verso Rocamadour, sulle quali vigilava lo strategico baluardo della Fortezza di Turenne, fu uno degli ultimi feudi indipendenti del Regno di Francia.

Il Borgo

CHATEAU DE TURENNE

Le prime testimonianze della presenza di un “Castrum” risalgono al VIII secolo ma la storia, per Turenne inizia nel IX secolo con la comparsa della prima famiglia di Visconti e la costruzione all’inizio del XI secolo della fortificazione ancora oggi visibile sull’altura che domina il borgo.

Grazie alla reputazione guadagnata durante la disputa tra Plantageneti e Carolingi (che controlleranno il Regno di Francia per molti secoli, dopo i Merovingi e prima dei Capetingi), Turenne divenne un potente feudo i cui signori riscuotevano tributi, battevano moneta e potevano armare un esercito, pur rimanendo sotto il controllo della corona francese.

 

La formazione di un Regno di Francia degno di tale nome già a partire dal IX secolo con le conquiste di Carlo Magno (Carolingio), anche se di fatto esisteva già da secoli, delineano un contesto storico decisamente diverso da quello presente nella penisola italiana e che siamo abituati a raccontare.

CHATEAU DE TURENNE
CHATEAU DE TURENNE

Le dispute territoriali dei signori feudali e delle signorie medievali e rinascimentali, spesso e volentieri sostenute da attori stranieri come Francia e Spagna tipiche della storia d’Italia, risultano pressoché assenti, sostituite da contrasti di potere tra le famiglie più potenti; un contesto che sicuramente contribuisce al maggiore senso di appartenenza nazionale della popolazione Francese rispetto a quella Italiana che ha conquistato l’unità nazionale solo nel 1861, praticamente mille anni dopo quella Francese. 

Chateau de Turenne
Chateau de Turenne

Sono quattro le casate dei Visconti che si succedono alla guida della Viscontea di Turenne, dai Comborn, ai Comminges, ai Roger de Beaufort e infine i Tour d’Auvergne che portarono la Viscontea al suo massimo splendore grazie al loro più illustre rappresentante, il Maresciallo di Francia Henri de La Tour d’Auvergne, noto come il Gran Turenne.

Il governo della zona demandato ad assemblee locali rappresenta una significativa forma di gestione pre-democratica. 

Il Castello

CHATEAU DE TURENNE

Purtroppo nel 1738 la Viscontea di Turenne fu venduta a Luigi XV per riparare ai debiti di gioco dell’ultimo visconte, questo decretò la fine dei privilegi fiscale e della autonomia secolare; il re nell’intento di affermare il proprio potere fece demolire la fortezze risparmiando solo la Torre di Cesare e il Mastio. Sulle rovine venne costruito un giardino pensile. Acquisito da un privato nel 2023 è stato finalmente aperto al pubblico.

Per la cronaca, quello di Luigi XV fu uno dei regni più lunghi della monarchia francese, diventato re all’età di 5 anni terrà la corona per 58 anni, fino al 1774, anno della sua morte. Inizialmente apprezzato dal popolo tanto da guadagnarsi l’appellativo di “Benamato” diverrà infine odiato quanto e più del suo predecessore, a causa sopratutto della sua debolezza nel prendere decisioni e la costante presenza delle sua amanti, come la celebre Madame de Pompadour. 

Chateau de Turenne

Après moi le déluge! (Dopo di me il diluvio) è al celebre frase a lui attribuita e che avrebbe pronunciato dopo le insistenti pressioni della marchesa di Pompadour affinché si occupasse di più delle questioni di stato.

Curemonte

Curemonte

Del bellissimo borgo e del suo castello che raggiungiamo poco dopo si hanno le prime notizie a metà del IX secolo, successivamente prospererà sotto l’influenza della Viscontea di Turenne. Fine.

A differenza delle italiche terre, dove ogni più piccolo castello vanta una lunga storia a se stante, fatta di guerre, assedi, rivolte, distruzioni, ricostruzioni, ampliamenti e vari passaggi di proprietà quasi mai pacifici, che terminano solo se e quando la zona viene in qualche modo pacificata come nel caso del Granducato di Toscana a partire dal 1569 (anche se qualche guerra fuori dai confini si combatteva ancora), la storia dei castelli francesi non sempre risulta avvincente in quanto legata ad un contesto generale nel quale sono poche le vicissitudini da elencare, che spesso e volentieri si concentrano nel drammatico periodo della Rivoluzione Francese. 

Questo comunque non significa che questo borgo, inserito di diritto nella lista de "Les Plus Beaux Villages de France" non sia degno di una visita, anzi! Oltretutto la scarsissima presenza turistica lungo i vicoli cittadini accresce la suggestione regalata dalle antiche vestigia.

Non sappiamo se ciò sia legato alle elevate temperature oppure ad una normalità dato il periodo che spinge i flussi turistici più verso le coste e le montagne piuttosto che sulle zone collinari interne, ma questa tranquillità è una condizione che ritroveremo spesso, anche in contesti celebri come la precedente visita a Rocamadour, dove la pur intensa presenza turistica non si avvicina nemmeno lontanamente a quella che affligge parimenti rinomate località italiane.

Quello che è certo, anche in questo diversamente dalla confinante penisola italica, è che la Francia è riuscita a distribuire la presenza turistica in maniera più omogenea rispetto all’Italia o alla Spagna, soffrendo molto meno il cosiddetto fenomeno dell’iperturismo.

Dordogne

Arriva infine il momento di concedersi una refrigerante pausa, le temperature elevate raggiungono il loro apice nel tardo pomeriggio aggiungendo una aggravante psicologica alla sofferenza fisica, quando il tuo cervello inizia a sperare in una riduzione delle temperature il tuo corpo rileva una situazione completamente opposta; corto circuito.

Quella della balneabilità del fiume Dordogna è stata una delle potenzialità che ci hanno fatto scegliere questa zona rispetto ad altre ancora inesplorate, oppure bagnate dalla fresche acque del mediterraneo, nella consapevolezza della estiva calura; ma che non immaginavamo a questo livello.

 

 

Le spiagge disponibili lungo il corso del placido fiume sono diverse, che, oltre ad offrire meritato refrigerio, aprono a paesaggi naturali adornati da suggestivi borghi medievali o dominati da imponenti castelli.  

Una ulteriore considerazione riguarda il bagnarsi in acque dolci, che da molto tempo non facevamo escludendo le pozze montane, che rilassa il corpo molto di più della salmastra controparte marittima; in sintesi, complice il caldo esagerato, bagnarsi nelle acque della Dordogna regala un piacere che ancora oggi, a distanza di mesi, resta decisamente percepibile, la stessa visione della foto scatena una sola voglia: tornare! 

Beaulieu-sur-Dordogne

L’eccezione che conferma la regola; contrariamente a quanto affermato fin’ora questo borgo adagiato lungo le rive della Dordogna racconta una storia decisamente più travagliata rispetto ad altri contesti.

Beaulieu-sur-Dordogne
Beaulieu-sur-Dordogne

Il territorio, grazie ad un clima particolarmente favorevole (davvero?) è rinomato per la produzione di fragole, durante la festa ad esse dedicata che si svolge a maggio viene realizzata una crostata di fragole (ovviamente) di 8 metri di diametro utilizzando 900 kg di fragole. 

Impossibile inoltre non citare i “Gabariers di Beaulieu" tradizionali barche che un tempo solcavano la Dordogna trasportando merci (prima della realizzazione delle dighe) e soprattutto legna destinata alle botti di Bordeaux.

Beaulieu-sur-Dordogne

E’ un monastero quello che qui viene costruito alla fine del IX secolo su mandato dell’arcivescovo di Bourges e che prospera grazie al supporto dei Visconti di Turenne ma anche al grande flusso di pellegrini che lungo la strada per Compostela fa tappa a Beaulieu e a quello commerciale sulle vie di comunicazione verso Limoges o Toulouse.

Nel X secolo viene aggregata a Cluny, periodo questo che vede l’avvio di diversi cantieri tesi alla ristrutturazione e all’ampliamento dell’abbazia. Potente, situata in una regione fertile e posta sotto la “protezione” di santi popolari, sono queste le condizioni ideali per lo sviluppo di un insediamento civile che vede la nascita del borgo ad iniziare dalla fine del XII secolo, e la conseguente costruzione di una protettiva cinta muraria.

Lo sviluppo che ne segue rende Beaulieu un importante e ricco centro commerciale subito oggetto delle mire espansionistiche dei signori di Tourenne e di quelli di Castelnau.

Beaulieu-sur-Dordogne
Beaulieu-sur-Dordogne

Contrasti che segnano, paradossalmente, il decadimento dell’oggetto del desiderio ad iniziare dal XIII secolo e che diventa inarrestabile dal XV secolo. Le Guerre di Religione che videro contrapporsi Cattolici e Protestanti praticamente in tutta Europa e che si trascinarono per circa un secolo nella varie sfaccettature, vedono l’abbazia contesa dalle due fazioni che causano, entrambe, saccheggi e distruzioni.

La ricostruzione dell’abbazia avviene nel XVII secolo e la città torna a prosperare, fino a quando le scure nubi della Rivoluzione Francese si addensano su di essa distruggendo tutte strutture tranne la chiesa.

infiniti Castelli...

Château de Loubressac

Anche questo borgo, che raggiungiamo dopo avere invertito la direzione puntando verso il confine con la Dordogna e rientrare alla base per la cena, fa parte de “Les Plus Beaux Villages de France", noto per essere un meraviglioso balcone panoramico sulle colline circostanti, oggi offre una vista decisamente penalizzata dall’afa generata della calura. 

Château de Loubressac

Edificato in una zona abitata da millenni vede la sua prima citazione nel IX secolo, citazione che riguarda però la parte bassa della collina; la costruzione del castello e il borgo che subito dopo nacque attorno ad esso risale al XIII secolo quando la zona venne coinvolta nella Guerra dei Cent’anni che contrappose Il trono di Inghilterra, che rivendicava le terre francesi, a quello Francia.

 

Inizialmente capitale della signoria di Baroni di Castelnau passera sotto il controllo della Viscontea di Turenne; subirà profonde devastazioni durante le guerre di religione del XV secolo per rinascere definitamente a seguito della Rivoluzione Francese.

Il castello, oggi proprietà privata, non è visitabile.

Autoire

Continua con questo borgo che si prepara alla sera situato a pochi chilometri da Loubressac, la scoperta de “Les Plus Beaux Villages de France".

Storicamente segue la storia del vicino castello di Loubressac ma con una minore influenza per quanto riguarda la Guerra dei Cent’anni; non sfuggirà invece alle devastazioni legate alla Guerre di Religione trovando relativa pace solo alla fine del XVI secolo.

Purtroppo, data l’ora, la nostra visita risulta meno approfondita di quanto il luogo richiederebbe, sopratutto per quanto riguarda il contesto naturale circostante, davvero ricco, coronato dalla presenza della suggestiva Cascata di Autoire ed il suo salto di 30 metri, il tutto sorvegliato dalle rovine dello Château des Anglais, antica testimonianza della Guerra dei Cent’anni.

Autoire
Autoire

Provati dalle temperature sofferte ma assolutamente soddisfatti da questa seconda giornata di esplorazione che ci ha, oltretutto, fatto conoscere le piacevoli acque della Dordogna rientriamo al campeggio pronti per gustare una meritata cena sotto un cielo stellato che, finalmente, ci darà tregua, regalandoci anche una notte piacevole, grazie alla adeguata temperatura.


ROCAMADOUR
ROCAMADOUR
CICLOTURISMO IN DORDOGNA
CICLOTURISMO IN DORDOGNA

 

Complice un piccolo, quanto temporaneo, calo delle temperature riusciamo ad utilizzare finalmente le nostre E-Bike per esplorare con adeguata lentezza la bella Dordogna  




Video, mappa e GPX dell'itinerario

La mappa dell'itinerario della giornata comprende anche la città di Rocamadour che può essere inserita nello stesso; per la mappa con tutte le attrattive da noi individuate (ma non esaustiva) consultate l'indice generale

Download
Borghi e castelli della Corrèze.gpx
Documento XML 725.3 KB

Scrivi commento

Commenti: 0

Il Sito non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità regolare.

Esso pertanto non costituisce “prodotto editoriale” ai sensi della Legge 7 marzo 2001, n. 62, né tanto meno ad esso si applicano le disposizioni previste per la stampa, ivi incluse le norme di cui alla Legge 8 febbraio 1948, n. 47.