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Perigord Noir: Borghi e castelli

Chateau de Castelnaud

Quello che oggi ci prepariamo a visitare è sicuramente uno dei gioielli più sfavillanti della Dordogna, e più precisamente del Perigord Noir.

Inutile sottolineare come, anche oggi, ci aspetti una giornata insopportabilmente torrida, le temperature previste dovrebbero toccare i 44°, valore che non aiuta in nessun modo ad affrontare le escursioni turistiche diverse, l’unica voglia è quella di un tuffo nella Dordogna dove trascorrere buona parte della giornata coccolati dalle fresche acque. 

E invece ci rituffiamo nella storia che in questo angolo di Francia ha lasciato tracce importanti e nel quale hanno camminato personaggi che nella stessa hanno lasciato un segno, con la visita ad uno dei castelli più belli ed importanti di tutto il Perigord.


VIDEO, MAPPA E GPX DELL'ITINERARIO A FINE PAGINA


Chateau de Hautefort

Chateau de Hautefort

Le prime tracce di fortificazione sul colle di Hautefort risalgono al IX secolo, il Castrum de Autafort, fortezza dei Visconti di Limoges, fu costruita sulle rovine di un antico accampamento romano; ma sarà il periodo che vede la proprietà della famiglia Born a consacrare storicamente Hautefort.

Il più famoso membro di questa famiglia fu Bertran de Born (circa 1140-1215), celebre come trovatore (poeta/musico lirico in lingua occitana) celebrato da Dante Alighieri nella Divina Commedia che lo colloca in uno spietato girone infernale. on è la prima volta che Dante cita quello che lui chiama Beltramo di Bornio, come per esempio nel De Vulgari Eloquentia, ma è la prima volta che ne parla male, talmente male da costringerlo a vagare nel girone infernale dei seminatori di disordine tenendo per i capelli la propria testa.

Questo probabilmente è dovuto al fatto che Dante lo ritenesse responsabile della rivolta di Enrico il Giovane contro il Padre Enrico II di Inghilterra.

Del complicato intreccio che contraddistingue il periodo storico citiamo solamente la figura di Eleonora di Aquitania, Duchessa di Aquitania e regina di Francia prima (come consorte di Luigi VII) e di Inghilterra dopo (come moglie di Enrico II, da questo matrimonio nasce Enrico il Giovane); entrambi i matrimoni sono utili all’ottenimento del controllo della regno di Aquitania.

La trasformazione radicale di Hautefort avviene a partire da rinascimento; la famiglia Hautefort infatti acquisisce il maniero nel XVI secolo per iniziare una profonda rivisitazione dello stesso con la demolizione di quasi tutta la fortezza medievale.

Al suo posto una sontuosa residenza in grado di affermare il potere ed il prestigio della famiglia che fu in grado anche di guadagnarsi i favori del popolo grazie a politiche benevoli e non oppressive che, un secolo dopo, torneranno molto utili.

Chateau de Hautefort

Figura emblematica del XVII secolo sarà la Marchesa Marie de Hautefort, dama di compagnia della Regina Consorte di Francia Maria de’ Medici della quale si invaghirà il figlio Luigi XIII che la fece diventare dama di compagnia della consorte Anna Maria d’Asburgo.

Lo scoppio della Rivoluzione Francese mette in pericolo il castello, disprezzato in quanto simbolo dell’ancien regime (termine che usavano i rivoluzionari per appellare in modo dispregiativo il precedente sistema di potere) ma che si salverà grazie alla ferma opposizione della popolazione che, leggenda vuole, fonderà il proprio metallo per forgiare le armi necessarie alla difesa di Hautefort.

Purtroppo la salvezza dell’elegante castello sarà solo temporanea, e la sua distruzione non avverrà per cause militari.. ma andiamo per ordine.

Le sale interne

Per una migliore visione delle sale interne consigliamo il video integrale che trovate a fine pagina

Araba Fenice: Il drammatico 1968

L’inizio del XX secolo vede il castello in stato di profondo abbandono ma l’acquisto intorno al 1929 da parte dei baroni di Bastard vede l’inizio di un profondo restauro che si protrarrà anche dopo il 1957, anno della morte del barone, grazia alla caparbietà della Baronessa di Bastard.

Chateau de Hautefort

Il 1968 è l’anno più drammatico della secolare storia del castello di Hautefort, un violento incendio lo distrugge completamente, lasciando in piedi solo le mura esterne carbonizzate dalla violenza delle fiamme.  Il lungo, paziente e caparbio lavoro della baronessa è andato in fumo, Hautefort non esiste più, una sigaretta incautamente lasciata accesa (durante la visita si può ammirare la coinvolgente ricostruzione del dramma) ha fatto ciò che eserciti e rivolte non erano stati capaci di fare nei lunghi secoli di storia. 

Ma la baronessa non si arrende, sorretta dalla volontà della popolazione e una inaspettata generosità nazionale intraprende per la seconda volta il restauro del castello che riporterà ai precedenti fasti, stabilendosi al suo interno nel 1977 e aprendolo al pubblico. 

Grazie al suo impegno, Hautefort è risorto dalle sue ceneri; i tetti in ardesia, gli appartamenti arredati con mobili d'epoca, le collezioni d'arte e la splendida biblioteca (con oltre 4.000 volumi) sono stati integralmente ricostruiti o ricostituiti. 

Alla sua morte nel avvenuta nel 1999 subentra nella gestione la Fondazione da lei creata, guidata dal nipote e consorte, che continua nei lavori di recupero e restauro che porteranno all’apertura al pubblico degli appartamenti nel 2008, al completamento del restauro dei tetti nel 2013 e del cortile d’Onore nel 2018.

I Giardini

Capolavoro unico nel loro genere in Dordogna i giardini formali del castello di Hautefort, realizzati inzialmente secondo i canoni estetici del XVII secolo, si evolvono nel tempo grazie agli interventi di restauro e ridisegnatura, come quella del XIX che li trasforma integrandoli sapientemente con il castello, il parco e il paesaggio circostante; una meraviglia che emoziona non appena ci si affaccia dalle terrazze del castello dominanti giardino e paesaggio.

 


Il parco che si estende davanti al castello regala momenti di refrigerio, oltre ad offrire la possibilità di fermarsi sulle diverse panchine dotate di tavoli, magari per gustarsi il pranzo portato da casa, in una logica culturale “EnPlain Air” che in Francia (ovviamente) trova la sua massima espressione.

Lac de Rouffiac en Périgord

Incastonato nelle verdi colline, nel cuore del Perigord Noir questo placido lago artificiale è stato preventivamente individuato ed inserito nell’odierno itinerario per offrire un minimo di refrigerio tra una visita e l’altra, mancando nel percorso l’intersecazione con la Dordogna e le sue fresche acque.

Luogo rilassante e non deturpato da strutture artificiali troppo impattanti, non offre panorami particolarmente esaltanti ma momenti di relax riposandosi sotto il fitto bosco, camminando o pedalando lungo le sue sponde oppure, in estate, bagnandosi nelle sue acque; come ovviamente faremo oggi.

Al seguito abbiamo anche tutto ciò che serve per il nostro pic-nic all’aria aperta, anche qui, come praticamente ovunque in Francia, troviamo ampia disponibilità di ombreggiate sedie e tavoli  

Brantôme en Périgord

Il borgo di Brantome dove arriviamo dopo la rinfrescante pausa lacustre è conosciuto come la Venezia del Perigord, una dei bellissimi borghi bagnati dalle acque di fiumi o torrenti che in terra di Francia si sono meritati questo appellativo; la più celebre è sicuramente Annecy (nella regione alpina), ma nella lista figurano anche Colmar (in Alsazia) e Port Grimaud (Costa azzurra). 

Brantôme en Périgord

Il luogo frequentato fin dal neolitoco come testimonia la presenza di un Dolmen è noto per le origini della abbazia attribuite alla munificenza di Carlo Magno, anche se alcune fonti la fanno risalire all’epoca di Pipino il Breve, padre del suddetto fondatore dell’Impero Carolingio.

L’impero Carolingio, preludio del Sacro Romano Impero, che comprendeva Francia, Germania, Italia centro/settentrionale e una piccola parte della Spagna, nonché illusione della rinascita dell’Impero Romano ; alla morte di Carlo Magno nel 814 la frammentazione del territorio causata dalle dispute ereditarie costituirà la base per la nascita del Regno di Francia, il periodo segnerà anche la fine della stirpe Carolingia alla quale nel 917 subentrerà quella Capetingia.

Piccola curiosità: Carlo Magno è l’antenato di praticamente tutte le Case Reali Europee, come i Windsor i Borbone, i Romanov, i Savoia.

L’abbazia verrà comunque consacrata nell’804 dallo stesso papa Leone III che nel giorno di Natale di 4 annoi prima aveva incoronato Carlo Magno “Imperatore dei Romani”.

Entrata nell’orbita del regno di Inghilterra dopo il matrimonio di Eleonora d’Aquitania con Enrico II (storia di cui abbiamo accennato poco sopra) tornerà sotto la bandiera del regno di Francia nel 1356 pagando a caro prezzo (nel vero senso economico della frase) la colpa del suo passato.

La conquista definitiva dal parte del Regno di Francia avverrà solo nel 1463, dopo alcuni rovesciamenti di fronte e passaggi di potere.

Brantôme en Périgord

Il rinascimento vide un ampliamento e un abbellimento della abbazia, grazie al raffinato giardino cinto da mura e alla costruzione di un nuovo palazzo in stile rinascimentale; bellezza che non sarà sfigurata della Guerra dei Cent’Anni grazie alla abile diplomazia del suo abate in grado di evitare il saccheggio per ben due volte da parte dell’esercito Francese 

La II Guerra Mondiale lascerà un indelebile segno nel borgo con la rappresaglia nazifascista che nel 1944 causerà la morte di 26 persone; per questo sacrifico Brantôme verrà decorata con la Croce di Guerra 1939-1945.

Brantôme en Périgord

Anche questa giornata si avvia alla fine, purtroppo l’eccessiva calura, oggi abbiamo superato i 44° non ci consente di mantenere i ritmi che abitualmente sosteniamo, le visite e le escursioni risultano decisamente ridotte a causa di un senso di spossatezza e di sofferenza che limita nel fisico e nella mente. Rientriamo al campeggio, dopo avere comprato il necessario per una gustosa cena, innaffiata da ottimo vino di Dordogna, da goderci quando le ombre della sera daranno finalmente un po' di tregua.


CHATEAU DE CASTELNAUD
CHATEAU DE CASTELNAUD
PERIGORD POURPRE
PERIGORD POURPRE

 

Il viaggio prosegue all'inseguimento di Cyrano nel Périgord Pourpre (Perigord Viola)




Video, mappa e GPX dell'itinerario

Video in preparazione

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