La nostra escursione in sella alle e-bike (trovate il link a fine pagina) termina dove è inziata, nel piccolo parcheggio nascosto ai piedi dello Chateau di Castelnaud, solenne maniero che domina la Dordogna fronteggoiandosi da secoli con lo Chateau de Beynac sulla sponda opposta e nella successiva ansa del fiume.
A nord-est si osservano lo Château de Marqueyssac e, in lontananza, La Roque Gaegac appena visitata pedalando; un panorama sulla Dordogna, quello offerto dalla scoscesa roccia che ospita il castello, che potrebbe offrire maggiori emozioni senza la fastidiosa velatura imposta dalla pesante calura che avvolge questa zona sospesa tra Nuova Aquitania e Occitania.
Il parcheggio, scelto strategicamente, ci ha consentito di effettuare agevolmente l’itinerario ciclistico previsto, mentre adesso, una volta assicurate le bici al portabici e indossato l’abbigliamento adatto di iniziare al visita al suggestivo castello.
VIDEO, MAPPA E GPX DELL'ITINERARIO A FINE PAGINA
La risalita fino all’ingresso del borgo castello è breve ma decisamente ripida, attraversato il bellissimo borgo medievale arriviamo infine all’ingresso dove stamani mattina era presente una lunga e poco invitante coda; adesso la biglietteria è praticamente deserta; la scelta di posticipare la visita si è rivelata decisamente vincente. Anche se adesso fa più caldo… molto più caldo.
Otto secoli di storia, silente testimone della storia del Perigord, turbolenta, contraddistinta da conflitti religiosi e lotte dinastiche che si intrecciano a drammi umani e contese di potere; baluardo della fede prima simbolo del domini feudale dopo. E infine la rovina; prima di risorgere a nuova vita.
La storia drammatica per Castelnaud inizia nel XIII secolo quando la rocca fu contesa, conquistata e distrutta a causa della Crociata Albigese tesa alla eradicazione della cosiddetta “Eresia Catara”dai territori della Languedoc, per poi risorgere ancora più maestoso alla fine dello stesso secolo.
La Guerra dei Cent’anni lo vedrà protagonista schierato con la corona d’Inghilterra; inespugnabile fortezza cambierà più volte bandiera in funzione delle evanescenti alleanze; nel 1442 dopo un assedio di quasi un mese Castelnaud si arrende alle truppe di Carlo VII di Francia (ma solo grazie al pagamento di un consistente riscatto in oro) tornando così sotto il controllo francese.
Il rinascimento porta una pace che spinge i nobili all’abbandono delle austere fortezze a favore di dimore più confortevoli ed eleganti e Castelnaud non sfugge a questa regola, al suo interno infatti resta solo una guarnigione di soldati.
Attraversa illeso le Guerre di Religione grazie alla sua imponenza e alla fama del condottiero che lo difendeva, capace di infondere profondo timore a chiunque pensasse di attaccare la fortezza, ma nulla potrà contro gli eventi che scaturiscono dalla Rivoluzione Francese.
E da questo momento infatti che inizia il periodo più drammatico per il solenne maniero, strappato ai proprietari e venduto, verrà ridotto a cava di pietra, spogliato delle sue torri e abbandonato alla lenta erosione della Natura intesa a recuperare i suoi spazi.
Si dovrà attendere quasi due secoli prima di intravedere una possibile rinascita di Castelnaud, solo nel 1965 viene intrapreso un lungo percorso di recupero e restauro che porterà nel 1985 alla apertura alle visite del Castello che rinasce come Museo della Guerra nel Medioevo, ospitando un'eccezionale collezione di armi, armature e macchine d'assedio che attira oggi oltre 235.000 visitatori l'anno.
La storia di Castelnaud è dunque un palinsesto di pietra, sul quale ogni epoca ha inciso il proprio segno: dalle ferite degli assedi alla pacifica conquista dell'edera, fino all'opera di restauro che lo ha restituito al mondo non più come simbolo di conflitto, ma come luogo di memoria e di conoscenza.
Soddisfatti ma spossati dalle temperature infernali rientriamo al campeggio dove troveremo relativo conforto; domani esploreremo il Perigord Noir, caldo permettendo.




































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