Pronti per un nuovo viaggio in sella alle nostre e-bike: dopo aver completato il tracciato che gira intorno al lago Trasimeno, con la suggestiva divagazione sull’isola Polvese, oggi ci apprestiamo ad affrontare un altro giro lacustre, altrettanto affascinante.
Un itinerario che ci porterà a scoprire il lago di Bolsena, il più grande lago vulcanico d’Europa, in un percorso circolare di circa 60 chilometri, che ne costeggia le sponde tra paesaggi naturali mozzafiato e borghi ricchi di storia e mistero.
Partiamo da Bolsena, il cuore pulsante del lago dove parcheggiamo il nostro Doblò per scaricare le nostre E-Bike; Il percorso previsto è a limite massimo della autonomia della e-bike costretta a trasportare quello più pesante della coppia, nessun problema invece per la parte più bella e leggera della stessa, che di autonomia ne ha da vendere.
(e che magari scambierà la batteria… o magari no).
VIDEO, MAPPA E GPX DELL'ITINERARIO A FINE PAGINA
Per la visione integrale del borgo di Bolsena, ma anche degli altri presenti nell'itinerario, vi rimandiamo alla pagine dedicata al giro mototuristico
Bolsena e la leggenda della città sommersa
Qui, tra le stradine del centro storico, si respira un’atmosfera medievale: la Rocca Monaldeschi, che domina il paese, offre una vista spettacolare sul lago, mentre il porto, con le sue barche colorate, è il punto ideale per una pausa rigenerante.
Oggi però non indugeremo lungo le sue suggestive vie, che abbiamo più volte visitato, affrontando immediatamente il primo tratto del percorso.
Non possiamo non menzionare il famoso miracolo eucaristico del 1263, quando un’ostia consacrata sanguinò durante una messa, dando origine alla festa del Corpus Domini, che rese Bolsena un luogo di pellegrinaggio e che ancora oggi attira visitatori da tutto il mondo.
Leggende locali raccontano inoltre che, nelle acque del lago, sia possibile udire il suono delle campane di una città sommersa, o addirittura avvistare una palla d’oro che emerge dalle profondità, simbolo di ricchezza e abbondanza per i raccolti futuri.
Nella realtà esiste un sito archeologico sommerso nelle vicinanza di Bolsena risalente all’epoca Villanoviana, un agglomerato di palafitte del X secolo a.C. denominato Gran Carro e scoperto per caso nel 1958, oggi attrazione irresistibile per gli archeologi sommozzatori.
Bolsena - Montefiascone
Pedalando per un breve tratto lungo la pista ciclabile che costeggia il lago, ci dirigiamo verso Montefiascone, il "balcone sul lago", per raggiungere il quale risaliremo la parte collinare del lago, in un tempo remoto cono dell’attivo vulcano, attraversando boschi e superando torrenti nella parte più impegnativa di tutto il tracciato odierno.
Niente di insuperabile ma che richiede un minimo di esperienza e attenzione, oppure di portare la bici a mano nei tratti più difficili; nella escursione in oggetto abbiamo avuto anche l'aggravante del fango, spesso presente a causa delle recenti precipitazioni, in caso di clima asciutto e strade sterrate compatte la difficoltà di percorrenza scende decisamente.
Montefiascone: Est! Est! Est!
Arroccato su una collina che offre un panorama mozzafiato sul lago e sul contesto circostante, Montefiascone è celebre per il suo vino Est!Est!!Est!!! per la maestosa Cattedrale di Santa Margherita, che svetta con la sua cupola bianca visibile da lontano e la Rocca dei Papi da dove si gode il panorama più spettacolare.
Le strade acciottolate e le piazze nascoste invitano a una sosta per assaporare i prodotti locali, magari accompagnati da un bicchiere del celebre vino bianco.
La cui leggenda legata al celebre vino bianco e alla quale si deve il suo nome, risale al XII secolo quando un vescovo tedesco, al seguito di Enrico V diretto a Roma per farsi incoronare imperatore del Sacro romano Impero dal Papa, mandò il suo servo Martino a cercare il miglior vino lungo la strada intimandogli di marchiare la porta della degna osteria con la scritta “Est!” (c’è!).
Giunto a Montefiascone, Martino fu talmente colpito dalla bontà del vino che scrisse “Est!” non una, ma tre volte sulla porta della locanda; il vescovo, attratto da tanta enfasi, si fermò a lungo tempo prima di ripartire per Roma.
Nel viaggio di ritorno il vescovo abbandonò l’imperatore per stabilirsi qui, dove poco tempo dopo morirà a causa del troppo bere; sarà sepolto nella cattedrale con l’epitaffio: “Est! Est!! Est!!! Propter nimium est hic Joannes Defuk dominus meus mortuus est”
(“C’è! C’è!! C’è!!! Per il troppo c’è, qui il mio signore Giovanni Defuk è morto”)
Montefiascone - Marta
Proseguiamo ridiscendendo velocemente e in modo divertente il cono vulcanico verso un piccolo gioiello affacciato sul lago; Marta, con il suo porto pittoresco e le case colorate, è il luogo perfetto per una pausa pranzo a base di pesce fresco, come la celebre sbroscia, una zuppa tipica della zona.
Il percorso, terminata la discesa, si allinea con la sponda del lago regalando notevoli scorci sulle stesso e sulle isole che lo adornano.
Sull'altro lato della strada, prima sterrata poi asfaltata, si alternano coltivazioni (nel primo tratto) a strutture turistiche ed enogastronomiche (quello più vicino a Marta); in una di queste, "La rimessa dei pescatori" ci concediamo una sosta rifocillante grazie ai gustosi panini gourmet farciti con i prodotti del lago annegati in ottima birra artigianale.
Marta e la leggenda di Amalasunta
La leggenda più famosa legata al luogo è quella della regina Amalasunta, figlia di Teodorico re degli Ostrogoti che assunse la reggenza del regno ostrogoto alla morte del marito Eutarico, poiché il figlio Atalarico era ancora un bambino.
Donna colta e intelligente, cercò di governare con saggezza, ma il suo potere fu minacciato dalle ambizioni del cugino Teodato, che aspirava al trono e che, dopo averla accusata di complotti, la fece rapire e rinchiudere sull’Isola Martana, un luogo isolato e inaccessibile, dove la regina fu abbandonata al suo destino.
Amalasunta, secondo le cronache, fu uccisa il 30 aprile del 535, probabilmente per ordine di Teodato, che voleva eliminare ogni ostacolo al suo potere, ma la sua morte rimase avvolta nel mistero; strangolata o pugnalata da sicari, il suo corpo non fu mai ritrovato.
La leggenda aggiunge dettagli ancora più suggestivi: si racconta che Amalasunta, dopo la morte, fu posta su una carrozza d’oro e sepolta in uno dei sette colli di fronte all’Isola Martana che, nonostante le ricerche nei secoli, non è mai stata trovata.
Ancora oggi, nelle giornate di forte tramontana, i pescatori di Marta giurano di udire urla strazianti provenire dall’isola, come se lo spirito della regina non avesse mai trovato pace, mentre nelle notti di luna piena, il suo fantasma aleggia tra le rocce e le acque, come a ricordare il tradimento subìto.
Al civico 106 di via Amalasunta, si trova ancora la cosiddetta "Casa di Tomao", la dimora del leggendario pescatore che, secondo la tradizione, trasportò la regina sull’isola e mantenne i contatti tra lei e la popolazione locale. Una targa commemorativa sull’Isola Martana, posta in occasione del 1500esimo anniversario della nascita di Amalasunta, ricorda la sua tragica fine e il legame indissolubile con questo angolo di lago
MArta - Capodimonte
Il tratto di strada che ci separa dalla prossima tappa è breve, ma rappresenta quello meno sicuro di tutto il giro del lago, per qualche chilometro infatti segue la trafficata strada provinciale prima di arrivare al bivio per il centro di Capodimonte.
Teoricamente esiste una alternativa data dal passaggio lungo la spiaggia della Cava, accessibile tramite una scalinata che dovrebbe collegare Marta a Capodimonte, ma per sicurezza abbiamo preferito passare dalla strada.
Capodimonte e la Porta di Agarthi
L’ultima tappa del nostro itinerario è Capodimonte, un borgo che sembra uscito da una cartolina; il paese è anche famoso per la sua produzione di olio extravergine d’oliva, che potremo degustare prima di rientrare a Bolsena.
L’Isola Bisentina, la più grande delle due isole del lago di Bolsena che “galleggia” di fronte a Capodimonte, è avvolta da un’aura di mistero legata alla leggenda di Agarthi, un regno sotterraneo nascosto nelle viscere della Terra.
Secondo antiche credenze, Agarthi sarebbe un mondo inaccessibile, abitato da esseri evoluti, custodi di conoscenze magiche e verità supreme, protetti dal male e dal tempo; questo regno leggendario, menzionato in molte tradizioni esoteriche, sarebbe collegato a luoghi sacri sparsi per il pianeta, come i poli, la Piramide di Giza, il Monte Everest e, appunto, l’Isola Bisentina.
Un luogo del quale, a quanto sembra, in parecchi hanno cercato la porta di ingresso, compresi i nazisti che, in questo caso, ricordano molto quelli presenti in Indiana Jones...
La leggenda narra che, in tempi remoti, l’isola fosse un promontorio collegato alla terraferma da una strada, oggi sommersa a causa dell’innalzamento delle acque del lago e che nelle sue profondità si nasconda un passaggio segreto che conduce ad Agarthi; un varco custodito dagli Etruschi, che consideravano l’isola un luogo sacro.
Sull’isola in effetti esiste una grotta scavata nel tufo che si ritiene si stata opera Etrusca, ma non sembra condurre da nessun parte; ovviamente, come per ogni leggenda che si rispetti, nessuno di quelli che hanno trovato e varcato la porta di ingresso al leggendario regno è mai tornato per raccontarci cosa ha visto...
Nonostante sia disabitata, di proprietà privata e visitabile solo ad alcune condizioni, la Bisentina continua a esercitare un fascino irresistibile, soprattutto per chi crede che, tra la sua vegetazione rigogliosa e i ruderi antichi, si celi l’accesso a un mondo perduto.
Capodimonte - Bolsena
Siamo poco oltre la metà del percorso, a 33 chilometri dalla partenza e a 25 dall’arrivo, un lungo tratto conclusivo dell’anello che non regala particolari emozioni, se non quelle legate al panorama sul lago, le sue isole e le sponde opposte, e al tranquillo movimento delle acque.
Sulla nostra sinistra si alternano spiagge e strutture turistiche ed enogastronomiche, mentre sulla destra scorrono appezzamenti coltivati; in questo tratto di percorso sono possibili deviazioni verso borghi come quello di Latera, Gradoli e di Grotte di Castro che possono costituire una deviazione alternativa al percorso lungolago, offrendo scorci paesaggistici e la possibilità di vistare i suddetti borghi. Variabile che noi oggi non affronteremo.
Bolsena
Il viaggio termina da dove è inziato, con il sole che inizia il suo percorso finale verso l’epilogo che ci regalerà il tramonto; questo giro in e-bike intorno al lago di Bolsena ci ha regalato panorami indimenticabili e la possibilità di scoprire borghi che custodiscono tradizioni secolari.
Un viaggio che, come sempre, ci ricorda quanto l’Italia sia ricca di bellezze da esplorare, anche in sella a una bici!
Orvieto
Non poteva ovviamente mancare la sosta sulla terrazza panoramica che guarda la bellissima Orvieto durante il viaggio di rientro a casa.






















































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