In Romagna, ai piedi di Brisighella, la Vena del Gesso Romagnola regala dorsali erosive e grotte misteriose.
Tra le oltre 200 cavità, solo tre sono accessibili senza attrezzatura speleologica.
Il nostro trek, lungo il sentiero CAI 505 ("Dai gessi ai calanchi"), parte dal parcheggio della Tanaccia, ma un passaggio chiuso ci costringe a una deviazione imprevista, senza però intaccare la magia di un paesaggio lunare e selvaggio, dove il gesso brilla sotto il sole e il silenzio domina.
Nel Valdarno Superiore, tra Arezzo e Firenze, un paesaggio scolpito dall’erosione: le balze, formazioni rocciose uniche, nate dall’antico lago pliocenico e studiate da Leonardo da Vinci.
il Sentiero dell’Acqua Zolfina (CAI 951) rivela queste meraviglie geologiche Partendo da Castelfranco di Sopra. Attenzione: una deviazione non ufficiale porta a una terrazza panoramica, ma è impegnativa; meglio seguire il sentiero CAI. Nessun punto d’acqua lungo il tragitto: portarne scorta!
Esplora il Lago di Barrea, gioiello del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, con un’escursione tra natura e storia. Partenza dal Campeggio La Genziana, immerso nel verde, per un percorso che tocca sorgenti, boschi e le sponde del lago, fino al borgo di Civitella Alfedena. Scopri la storia del parco, nato nel 1922 come riserva pionieristica, e vivi un’esperienza unica tra paesaggi mozzafiato e avvistamenti di fauna selvatica, come i lupi dell’area faunistica. Un viaggio tra trekking...
Valvigezzo, splendida valla dell’altrettanto splendida Ossola, in Piemonte; Camping hermitage, nei pressi di Craveggia, ore 10.30, siamo pronti alla partenza.
Dopo avere scartato la possibilità di raggiungere la sovrastante Piana di Vigezzo con la funivia e percorrere uno dei vari itinerari, dato che quelli alla nostra portata li abbiamo già fatti e gli altri sono troppi lunghi per una prima uscita stagionale, decidiamo di affrontare la salita del versante opposto percorrendo il sentiero...
L'isola Palmaria, piccola isola rocciosa di circa 1,6 km di lunghezza e 0,5 km di larghezza, che si trova di fronte a Portovenere, in Liguria, e fa parte del Parco Naturale Regionale di Porto Venere delimitando il celebre Golfo dei Poeti, è la meta della nostra odierna escursione.
Solitamente raggiungibile tutto l'anno in barca da Portovenere o La Spezia, durante il periodo invernale le partenze avvengono solo da Portovenere e in orari limitati.
Quella di oggi è una giornata dedicata al moto-trekking anche se il sottotitolo potrebbe benissimo essere "La Lombardia che Vorrei", e continuando a leggere il report comprenderete bene il perché. È una giornata che di base è improntata alla rilassatezza e che ha come prima metà della giornata il ristorante tipico che abbiamo preventivamente prenotato ai piedi del Passo di Zambla, valico montano ben conosciuto dai motociclisti di zona ma non solo, che mette in comunicazione la val Seriana...
Dopo l'esplorazione del primo tratto dell'escursione che ci ha portato da Macugnaga al Belvedere in una sorta di valutazione del percorso; affrontiamo la risalita al Lago delle Locce.
Escursione non particolarmente impegnativa ma che per la sua estensione ed il tratto finale quasi in arrampicata consiglia una buona preparazione fisica.
Il Tracciato ben segnalato si svolge sotto la incombete e magnifica parete est del monte Rosa, la parete leggendaria delle Alpi, l'unica di carattere Himalayano
Veloce escursione pomeridiana in Val Formazza, una delle valli più belle e ricche di attrattive dell'Ossola;
Partenza dalla bella cittadina di fine valle di Riale ed arrivo alla diga del Toggia che raggruppa le acque dell'omonimo lago.
Un tracciato relativamente facile ma che ha come punto critico lo strappo inziale che impegna parecchio dal punto di vista fisico; è possibile evitare questa ripida salita percorrendo la carrabile che sale più dolcemente ma che, ovviamente risulta più lunga.
Una escursione preventivata, da quando lo scorso anno avevamo affrontato la risalita al lago di Campliccioli, facile escursione in grado di regalare numerosi scorci panoramici decisamente suggestivi.
Oggi percorreremo quindi il tracciato che segue le vicissitudini della sponda del lago di Antrona, con un occhio di riguardo per la cascata Sajont alla quale il tracciato passa sotto, consentendo un punto di vista decisamente diverso ed emozionante
Uno dei motivi razionali a “causa” dei quali andiamo in moto (poi ne esistono altri assolutamente non legati alla razionalità) è quello legato al margine di libertà che il mezzo ci concede, esso infatti è, tra i vari mezzi di trasporto/spostamento, quello che maggiormente consente di muoversi in relativa libertà. Mal sopportiamo infatti l’idea, o peggio ancora l’evidenza, di non poter andare oltre quando ci troviamo a dover affrontare determinate situazioni o a non essere in grado...