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Alpe Veglia

Alpe Veglia

L’itinerario odierno ha inizio dal parcheggio di Pontecampo, un crocevia discreto ma essenziale per chi intende addentrarsi nelle meraviglie della Val Cairasca, una delle vallate laterali più affascinanti della Valdivedro, in Ossola.

Questo angolo di paradiso, spesso trascurato dai flussi turistici più affollati, è un importante scrigno di biodiversità e tradizioni alpine, dove il tempo sembra scorrere al ritmo lento delle stagioni e delle antiche consuetudini pastorali.

La Val Cairasca, solcata dall’omonimo torrente, è un luogo dove la natura si esprime con una forza primigenia: le sue acque, cristalline e impetuose, hanno scolpito nel corso dei millenni un orrido di rara bellezza, un canyon naturale che si apre sotto i nostri piedi come un abisso misterioso, capace di rapire lo sguardo e l’anima.

L’Ascesa verso l’Alpe Veglia: Tra Fatica e Meraviglia

Alpe Veglia

Superato il ponte sul torrente Cairasca, il sentiero inizia la sua ascesa, arrampicandosi con decisione sul fianco della montagna, il percorso, seppur ripido, non presenta particolari difficoltà tecniche, ma richiede una buona dose di fiato e determinazione.

La fatica, però, è ampiamente ricompensata: man mano che si sale, lo sguardo spazia su panorami sempre più ampi, dove le cime delle montagne sembrano sfiorare il cielo.


Il tracciato, dopo una prima parte più impegnativa, si ricongiunge con la strada “gippabile”, un termine dialettale che indica una strada carrozzabile, spesso sterrata, utilizzata dai residenti per raggiungere l’Alpe Veglia.

Questa strada, che serpeggia tra i pascoli, è un simbolo della resilienza umana in un ambiente così ostile: costruita per consentire l’accesso ai pastori e agli abitanti dell’alpe, è oggi un’arteria vitale per chi vuole esplorare questo angolo di paradiso.

La Piana di Veglia e il Borgo di Cianciavero: Un Tuffo nel Passato

Una volta raggiunta la Chiesa del Groppallo, una piccola cappella immersa nel verde, il percorso si fa pianeggiante e godibile, quasi a volere premiare il camminatore per lo sforzo compiuto. Qui, la natura si mostra in tutta la sua generosità: i prati si aprono in ampie distese, punteggiate da fiori alpini e attraversate dal mormorio del torrente.

Alpe Veglia

Ma è superando il ponte di pietra che si entra ufficialmente nella Piana di Veglia, un altopiano glaciale che sembra sospeso nel tempo.

Questo luogo, un tempo modellato dall’azione dei ghiacciai, oggi è un paesaggio lunare, dove le rocce levigate dall’acqua e dal vento raccontano storie di ere geologiche lontane.

Alpe Veglia: Cianciavero

Al centro di questa piana sorge il borgo di Cianciavero, un piccolo villaggio alpino che sembra uscito da una fiaba, le sue case, costruite in pietra e legno, sono armoniosamente adagiate ai piedi delle montagne, come a volere fondersi con l’ambiente circostante.

Cianciavero è abitato solo durante i mesi estivi: in inverno, infatti, l’Alpe Veglia diventa irraggiungibile a causa del rischio di valanghe che minaccia la strada di accesso, questo isolamento forzato ha contribuito a preservare intatte le tradizioni e il carattere autentico del luogo, dove il tempo sembra essersi fermato.

Le Marmitte dei Giganti: Un Capolavoro della Natura

Lasciato alle spalle Cianciavero, si segue il corso del torrente omonimo, le cui acque argentate scendono rumorose tra le rocce, il sentiero, dolce e non impegnativo, conduce alle Marmitte dei Giganti, un fenomeno geologico di straordinaria bellezza.

alpe veglia - Marmitte dei giganti

La risalita verso le Marmitte è breve e con una pendenza appena accennata, quello che basta per regalarci il suono cristallino dell’acqua che scorre tra le pietre, è un luogo dove la natura si mostra in tutta la sua bellezza, e dove l’immaginazione può spaziare tra miti e realtà.

Le “marmitte” sono cavità rocciose scavate dall’azione erosiva delle acque, che nel corso dei millenni hanno creato forme bizzarre e suggestive, secondo la leggenda locale, queste conche sarebbero state create dai giganti che un tempo abitavano queste montagne, i quali, nel loro camminare, avrebbero lasciato impronte e segni indelebili sulla roccia; in altre località dove sono presenti queste suggestive formazioni naturali di glaciale origine, si dice che servivano ai giganti per cuocere la minestra, come testimonierebbero i tronchi presenti in in loco utilizzati per accendere il fuoco. E ogni tanto lungo le valli e i boschi capita di sentire odore di minestra...

Alpe Veglia - Marmitte dei Giganti

Alpe Veglia

Ritornati verso il borgo, si attraversa il piano glaciale, un vastissimo altopiano dove il vento soffia libero e le cime delle montagne svettano maestose, immersi in un paesaggio suggestivo dove la luce che filtra tra le nuvole, crea giochi di ombra che danzano sulle rocce.

Il Lago delle Streghe: Un Gioiello incastonato tra le Montagne

Seguendo un sentiero che si inerpica tra gli alberi, si giunge al Lago delle Streghe, un piccolo specchio d’acqua dalle immote e cristalline acque, nascosto come un tesoro tra la vegetazione, il suo nome è avvolto nel mistero: secondo la leggenda, questo lago sarebbe stato il luogo di ritrovo delle streghe che, nelle notti di luna piena, si radunavano per compiere riti e incantesimi e le sue acque, così calme e profonde, nascondano ancora oggi i segreti di quelle antiche pratiche magiche.

Il lago, piccolo ma di una bellezza disarmante, raggiunge il suo apice suggestivo nei mesi autunnali, quando i colori delle foglie si riflettono sulla sua superficie, creando un effetto cangiante che sembra uscito da un dipinto; un luogo dove il silenzio regna sovrano, interrotto solo dal fruscio del vento tra gli alberi e dal canto degli uccelli.

Alpe Veglia

Il Ritorno: Tra Caprette e Serenità

Dopo aver ammirato le meraviglie del Lago delle Streghe, torniamo sui nostri passi per riprendere il sentiero che porta verso la cappella dell’Alpe Veglia, da qui, inizia la discesa a valle, un percorso che si snoda tra prati e boschi, offrendo ancora una volta panorami mozzafiato con una visuale diversa rispetto alla risalita.

L’escursione, seppur non particolarmente lunga o impegnativa, è stata pensata per essere adatta a tutti, compreso il più piccolo del gruppo, un neofita del trekking che ha potuto godere appieno della bellezza di questi luoghi senza eccessiva fatica.

E quale modo migliore per concludere la giornata se non con una discesa scortata da un gruppo di simpatiche caprette?

Questi animali, simbolo della vita pastorale alpina, con la loro allegria e la loro curiosità, hanno reso l’esperienza ancora più indimenticabile.



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