Proseguono le nostre giornate di esplorazione a tappeto delle zone circostanti alla nostra dimora.
Uscite che ci permettono di andare a conoscere anche gli angoli più nascosti della nostra regione o delle regioni confinanti.
Un'esplorazione millimetrica che viene anche e soprattutto gestita grazie alla nostra mappa interattiva, che potete trovare qui nella home, e che ci permette di rilevare quelle che sono le parti di territorio che ancora non abbiamo esplorato o dei quali comunque non abbiamo un report ben preciso.
Emilia Romagna, Marche, Lazio, Umbria e la stessa nostra Toscana diventano il teatro delle nostre uscite di una sola giornata, in attesa di muoversi in uscite di più giorni che ci permettano di allungare il raggio di azione.
Ed è in base a queste considerazioni che partiamo nella giornata di oggi in direzione Umbria; quella meravigliosa regione in grado di regalare numerose emozioni e ricca di attrattive naturali, storiche, architettoniche, della quale si evidenzia sulla suddetta mappa una zona dove non campeggiano i giusti riferimenti colorati; una zona a sud-ovest della ragione, la dove si incastra quasi perfettamente con il confine con la Toscana e quello con il Lazio.
Video, mappa e Gpx a fine pagina
CORCIANO: Il Borgo Troiano
Il "Conto di Corciano e di Perugia" è una leggenda cavalleresca del XIV secolo, scritta da un ignoto autore e contenuta nel Codice Vaticano Latino 4834, che si basa sulla leggenda della fondazione di Perugia scritta indicativamente nel 1293, da Bonifacio di Verona, per incarico del Comune perugino.
Dopo la distruzione di Troia, Ulisse con un gruppo di fedeli seguaci, giunse in Italia fermandosi sul Colle Landrone dove avrebbe fondato la città di Perugia; Coragino, nobile troiano unitosi ad Ulisse, compreso che nella nuova fondazione non ci sarebbe stato posto per lui e la sua famiglia si sposta su di un vicino colle ricco di acqua e dalla lussureggiante vegetazione dove fonderà il borgo di Corciano.
Cornaletto, discendente di Coragino e signore di Corciano, incontrò un giorno nientemeno che il paladino Orlando diretto a Perugia; spinto dall’irrefrenabile desiderio di sfidare a duello un leggendario cavaliere francese, non si fece scappare l’occasione.
L’ovvia vittoria di Orlando obbligò Cornaletto al battesimo e alla conversione al cristianesimo, come pegno della sconfitta; da questo momento, secondo la leggenda, ebbe inizio il percorso religioso della città di Corciano.
In Piazza Coragino, il cuore del borgo, si trova un pozzo circolare con lo stemma comunale, che celebra proprio il leggendario fondatore.
SOLOMEO: Il borgo del Cashmere
Questo bellissimo borgo di origine medievale, seconda tappa del nostro viaggio in terra Umbra, è la concretizzazione di un sogno, di una filosofia, di una idea umanista di un celebre imprenditore della moda: Brunello Cucinelli.
Una filosofia la sua definita "capitalismo umanistico", che pone l'uomo al centro dell'impresa, coniugando profitto, etica e dignità; basata su valori come la bellezza, il rispetto dell'ambiente e il lavoro dignitoso, nell’intento di creare una crescita sostenibile, restituendo valore alla comunità e alla persona.
Un valore quello del profitto, che non va disconosciuto, ma che è tale solo se restituisce qualcosa alla comunità che lo genera.
Filosofia che il borgo da lui riportato a fulgido splendore racconta in maniera straordinaria, regalando suggestioni ed intense emozioni.
La Loggia dei Poeti
Il Teatro di Solomeo
Oltre al profumo intesi della primavera, e al gioioso canto del popolo dell'aria che inneggia alla nuova stagione, è la bellezza delle colline Umbre a scortarci in ogni nostro spostamento e a sottolineare la bellezza dei borghi; un contesto, quello dell'unica regione del centro Italia non bagnata dal mare, che la rende davvero emozionante. Anche senza mare.
La visita a questo piccolo borgo, che improvvisamente si palesa durante il trasferimento verso la prossima tappa, non era previsto; in virtù della regola imprescindibile secondo la quale “resistiamo a tutto tranne che alle tentazioni” deviamo immediatamente dalla rotta per poi parcheggiare il nostro Doblò all’ingresso del paese.
MUGNANO: Borgo dei muri dipinti
Mugnano si erge in un territorio abitato fin dalla notte dei tempi; divenuto importante crocevia strategico in seguito al prosciugamento del lago che occupava la valle ad iniziare dall’epoca romana diviene dimora delle popolazioni in fuga dalle epidemie e dalle razzie barbariche.
La storia del borgo inizia con la fondazione della abbazia e del castello da parte dei monaci benedettini nel X secolo, i quali bonificarono la zona grazie anche all’aiuto delle genti accorse per ricevere in cambio protezione.
Successivamente patrimonio dello Stato della Chiesa, godrà di un lungo periodo contrassegnato da una tranquillità che vedrà la vita del borgo, in demografica crescita, regolata dal ritmo del lavoro neri campi e nelle varie attività artigianali del periodo.
Il XX secolo porta la progressiva scomparsa delle attività artigianali mentre il lavoro viene in parte garantito dai due grandi tabacchifici che vengono impiantati intorno al 1950.
La tradizione dei Murales inizia ufficialmente nel 1983 ma con una tradizione artistica che risale invece al 1971 quando furono organizzate delle mostre di pittura all’interno del borgo; da questo evento di successo, ma troppo costoso per essere ripetuto negli anni successivi, nasce l’idea di questa manifestazione a cadenza annuale che si combina perfettamente anche con la volontà di riportare Mugnano alla giusta considerazione arrestando l’emorragia di giovani che dal borgo emigrano verso contesti più ammalianti.
Oggi il borgo con la sua concreta atmosfera che si discosta un po’ da quelle semi-artificiose di altri borghi sicuramente suggestivi ma più dedicati al turista che ai suoi abitanti, conta circa 48 dipinti, numero che ogni anno viene incrementato di una unità durante la festa che si tiene a fine giugno; una colorata tentazione alla quale abbiamo fatto bene a non resistere, e vi consigliamo di non farlo nemmeno voi.
PANICALE: La terrazza sull’Umbria
Borgo umbro dalle origini antichissime, è avvolto da un’aura di mistero e fascino storico; le fonti sulla sua fondazione sono decisamente scarse anche se si ipotizzano le suddette origini, intreccia la sua storia medievale con quella di Perugia, sia dal punto di vista economico che militare per divenire un importante centro di rifornimento e avamposto strategico verso la Val di Chiana.
Lo Statuto di Panicale del 1316, che regola la vita del borgo che gode di notevole autonomia, rappresenta uno dei primi esempi di democratizzazione del diritto; progressivamente aggiornato nei decenni successivi verrà tradotto in volgare nel 1484 per risultare comprensibile anche a chi non conosceva il latino.
Il periodo che vide Braccio da Montone, celebre condottiero, dominare su Panicale, fu il più cruento della storia, trasformando il borgo in punto strategico per il controllo del territorio e oggetto del desiderio delle signorie circostanti.
Il rinascimento con la definitiva conquista da parte dello Stato Pontificio del 1540 porterà quella pace e tranquillità necessarie allo splendore economico e culturale che renderanno Panicale il gioiello che oggi possiamo ammirare.
Un contesto nel quale si muove anche il celebre pittore Pietro Vannucci detto il Perugino che “regala al borgo alcune delle sue opere più suggestive.
Il 15 luglio 1920 durante una manifestazione contadina tesa all’ottenimento di migliori condizioni di lavoro e salariali i carabinieri aprirono il fuoco sui manifestanti, uccidendo 6 presone e ferendone 14, alcune della quali erano semplici passanti.
La Strage di Porta Perugina è una delle pagine più sanguinose e drammatiche della storia di Panicale.
Risalgono invece al periodo delle lotte cruente tra Perugia e il vicinato le leggende che narrano di tesori nascosti nelle mura del castello, di fantasmi di soldati che vagano inquieti nelle vie del borgo o l’immagine della madonna che avrebbe pianto durante uno degli assedi regalando la speranza di un intervento divino.
PAUSA PRANZO
Lungo la breve ma suggestiva strada che conduce a Paciano, successiva tappa del viaggio, offrendo meravigliosi scorci sul lago Trasimeno ed i suoi gioielli, individuiamo la giusta area dove fermarci per il pranzo.
Un spazio pic-nic dotato di tavolo e panchine con vista lago che renderà il frugale (si ,frugale..) pranzo ancor più emozionante.
PACIANO: Borgo antico
Questo tranquillo borgo medievale vanta origini davvero antiche, il borgo attuale che fu fondato nel XIV secolo deriva da quello più vecchio del quale si hanno notizie a partire dal X secolo.
Di Paciano vecchia resta a testimonianza la Torre di Orlando, il cui nome ha origini incerte, ma ci piace pensare che queste siano riconducibili al passaggio in zona del Paladino Orlando sfidato a duello da Cornaletto, signore di Corciano.
L’annessione allo stato Pontificio dopo la parentesi storica di Baccio da Montone garantirà al borgo pace e prosperità con qualche interruzione dovuta alla vicinanza con la Toscana che vide la conquista del borgo nel 1643 da parte delle truppe Granducali impegnate contro Papa Urbano VIII e all’abbandono dello Stato Pontificio per passare sotto la Repubblica Romana nel 1798; periodo terminato nel 1799 con il ritorno sotto l’egida papale ma che sarà di nuovo, brevemente, interrotto dal passaggio Napoleonico.
Prosegue il nostro viaggio che punta sempre più a sud in un contesto panoramico davvero esaltante; un viaggio breve ma che richiede numerose soste che non servono solo a cercare di catturare l'essenza di questa meraviglia ma anche e soprattutto di respirarla, assaporarla..
Un viaggio che avrebbe riservato maggiori emozioni se fatto in sella, almeno una parte di esso, lasciando il doblò come base logistica parcheggiato da qualche parte. Ma purtroppo la mia E-bike è ancora in attesa delle parti di ricambio dopo la recente rottura del deragliatore.
Nell’avvio alla conclusione che passa per questo piccolo ma suggestivo borgo dal nome condiviso con altri borghi parimenti suggestivi, anche della stessa regione, come Monteleone di Spoleto, c’è tutta la filosofia del nostro viaggiare e della libertà di decidere quanto dura e se e quando un viaggio finisce; senza obblighi di nessun tipo, come quello di spuntare una lista. Lentamente, come l’istinto e la soddisfazione ci suggeriscono.
MONTELONE DI ORVIETO: Borgo leone
Delle due ipotesi legate all’origine del suo nome a quella del passaggio di papa Leone IX nell’ XI secolo, preferiamo quella che lo vede come un leone accovacciato sulla collina proteggere il passaggio lungo la Valdichiana.
Perchè questo piccolo borgo situato in provincia di Terni, che chiude insieme a Fabro la Valdichiana Romana che si differenzia da quella Aretino/senese per la sua antica appartenenza allo Stato Pontificio, vanta origini antiche risultando un importante insediamento già in epoca Etrusca, rivestendo una strategica valenza che lo vedrà spesso al centro di militari contese nei secoli a venire.
La fondazione del castrum viene identificata con la fine del XII secolo anche se le prime notizie documentate risalgono al 1243 in un atto di Federico II di Svevia, Imperatore dei Romani, saranno molteplici negli anni successivi le dominazioni sul borgo, causate dalle continue guerre e diatribe tra i signorotti della zona assolutamente determinati ad assicurarsi il possesso di Monteleone.
Passato sotto il domino della Chiesa verrà saccheggiato e distrutto dalle truppe Fiorentine alleate dei Farnese in guerra con il Papa durante le Guerre di Castro; anche in questo caso il domino papale vedrà una ulteriore sospensione durante la parentesi napoleonica.
CARNAIOLA: Il Muro Grosso
Risale al XI secolo la costruzione di questo castello che, secoli dopo dette i natali al capitano di ventura Francesco da Carnaiola che nel 1449 assaltò Città della Pieve; divenne possesso nel XVII secolo dei Conti di Marsciano che lo detennero fino al 1866 quando fu ceduto.
In questo borgo, nato lungo la strada che porta al castello, nacque nel 1264 la beata Vanna, patrona italiana delle sarte, delle ricamatrici e delle lavoranti dell'ago, il cui corpo, prima ad Orvieto venne traslato a Carnaiola durante il giubileo dell’anno 2000.
La nascita e lo sviluppo di questo castello si deve principalmente allo scopo di proteggere il Muro Grosso, opera edilizia di contenimento del fiume Clanis realizzata in epoca Romana con l’intento di mitigare le piene del Tevere mediante il controllo dei suoi affluenti, sconsideratamente ampliato nel XI secolo con il conseguente impaludamento della Valdichiana.
Un disastro che sarà sanato solo dopo un millennio, con la fine delle opere di bonifica intorno al 1950 iniziate concretamente in epoca rinascimentale; opere oggi testimoniate dalla presenza del Canale Maestro della Chiana che insieme al fiume Chiani segue il percorso dell’antico e navigabile Clanis.
Carnaiola dichiara la fine di questo bellissimo viaggio nelle terre umbre, mentre i verdi colli della regione si preparano alla sera noi iniziamo il lento viaggio che ci riporterà a casa, pronti a partire per una nuova escursione che stiamo già pianificando.
Perché, ricordate sempre, “Un viaggio non si misura in chilometri, ma in emozioni che è in grado di regalare, più elevato è il loro numero, più alta sarà la voglia di ripartire una volta raggiunta la meta”, ed oggi di emozioni ne abbiamo provate davvero tante.


















































































































Scrivi commento