· 

La Rocca di Cerbaia

La rocca che si erge solenne su di un colle che domina il fiume Bisenzio e la omonima valle si manifesta a noi quasi casualmente; siamo infatti in quel di Carmignanello (comune di Cantagallo, in provincia di Prato) per un evento sportivo che coinvolge la parte giovane della famiglia, ed è scendendo dall’auto che osserviamo incuriositi per la prima volta il castello in rovina che si staglia contro il cielo azzurro.

Fedeli al detto “resisto a tutto tranne che alle tentazioni” ci prepariamo, poco tempo dopo, ad affrontare il sentiero che conduce alla rocca; il sentiero che risale dal letto del fiume la scoscesa collina inizia dalla strada che va verso Vernio in prossimità di un piccolo slargo riportante l’indicazione del castello stesso.


VIDEO MAPPA E GPX ALLA FINE DELLA PAGINA


Da qui grazie al trecentesco ponte in pietra sopravvissuto allo scempio della seconda guerra mondiale, scavalchiamo il Bisenzio e iniziamo la risalita verso l’antico castello; il cartello del CAI che ci indirizza verso la rocca riporta 50 minuti come tempo di percorrenza, in realtà la rocca si raggiunge ben prima ma il sentiero non particolarmente facile, a causa della elevata pendenza, condiziona molto i tempi in funzione delle individuali capacità.

Nonostante sia relativamente breve, consigliamo di affrontare il percorso con scarpe adatte, soprattutto in presenza di umidità e fango, visti i tratti con forte pendenza lungo i quali e facile scivolare specialmente in fase di discesa.


Due i punti in cui le indicazioni sono mancanti, la prima in presenza di una ampia biforcazione, con la strada a destra che passa sotto una galleria dove occorre tenere la sinistra imboccando il sentiero che inizia a salire (no galleria) la seconda quando dal sentiero principale di dirama un sentiero più stretto e ripido sulla sinistra in presenza di una cabina elettrica (sulla quale sono state incise le frecce che indicano la direzione da tenere) che è quello da prendere.

Siamo a 400 metri di altezza, con lo sguardo che corre lungo la valle del Bisenzio, in ammirazione di quel che resta della fortezza edificata nel XII secolo e che fu dimora dei Conti Alberti, a seguito della concessione dell’Imperatore Federico Barbarossa 

Posta a protezione della “strada di Lombardia” fu uno degli ultimi possedimenti della famiglia Alberti, dopo la perdita di Prato a favore della costituzione di libero comune (vanificate le mire espansionistiche dopo la sconfitta contro le truppe di Matilde di Canossa, alleate con Firenze e Lucca) e la pesante sconfitta della città di Semifonte contro le truppe Fiorentine, con la cancellazione fisica della stessa.

Importante struttura difensiva con mastio centrale ancora ben visibile, e due cerchie murarie concentriche, delle quali restano tracce evidenti solo della più interna, è alta 20 metri ed un tempo fu dotata di diverse torri di avvistamento; nel 1240 fu assediata, conquistata e parzialmente distrutta, dalle inarrestabili armate fiorentine, più volte restaurata venne definitivamente abbandonata nel XVII secolo. 




Numerose le citazioni storiche e poetiche della Rocca, soprattutto quelle legate alla figura di Dante Alighieri.

Il Sommo Poeta ne parla nel XXXII canto dell’inferno con la vicenda dei due fratelli, Napoleone e Alessandro, figli del Conte Alberto degli Alberti che si uccisero tra loro per l’eredità e con l’episodio narrato nel canto VI del Purgatorio che descrive l’assassinio da parte del figlio di Napoleone, Alberto II, del cugino Orso degli Alberti.

Ed è in questa rocca che trascorse i suoi ultimi anni di vita Cunizza da Romano, (sorella del terribile Ezzelino III da Romano) controversa nobildonna dedita agli amori, che parte degli storici definisce “cortesi e poetici” mentre altri preferiscono una versione decisamente più lussuriosa alla quale sopraggiunge ravvedimento solo in tarda età.

Ed è probabilmente in funzione di questo ravvedimento che Cunizza viene inserita nel IX canto del Paradiso dal solito Dante, che la colloca nel Cielo di Venere, sotto l’influsso del «bel pianeta che d'amar conforta".

Leggenda vuole, infine, che Dante in viaggio verso Bologna nell’inverno del 1285, si trovi davanti alla rocca a chiedere ospitalità ai Conti Alberti, ma al loro rifiuto si vide costretto a ripararsi dalla nevosa notte nella capanna di un pastore più a valle, 


Alla fine del XX secolo la rocca è stata acquistata dal comune di Cantagallo che ne ha promosso il restauro e la valorizzazione.

La Rocca di Cerbaia è una delle quattro fortificazioni (Rocca di Montemurlo, Rocca di Melagrana, Rocca di Cerbaia, Rocca di Vernio) che si incontrano lungo il cammino della Via delle Rocche, che unisce Montemurlo alla località di Vernio, in Val di Bisenzio. 


Video, mappa e GPX dell'escursione

Download
Rocca di Cerbaia.gpx
Documento XML 5.2 KB

Scrivi commento

Commenti: 0

Seguici anche tu!