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Sicilia 2022 - La Valle dei Templi

La Valle dei Templi, ad Agrigento, è uno dei siti archeologici più importanti e spettacolari di tutta la Sicilia; è uno dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO dal 1997 ed è considerato uno dei migliori esempi di architettura greca nel mondo.

Il parco archeologico si estende per circa 1.300 ettari ed è composto da una serie di templi e strutture archeologiche risalenti al periodo dorico (VIII secolo a.C. - V secolo a.C.) costruiti su di un altopiano che si affaccia sul mare Mediterraneo, non lontano dal centro storico della città di Agrigento.

Ed è una torrida giornata di luglio quella che ci vede all'ingresso del parco di buon mattino, durante il lungo trasferimento che da Castellamare del Golfo ci porterà fino ad Avola, con sosta, oltre che ad Agrigento, alla Villa del Casale di Piazza Armerina. 



 

 

"Mai in tutta la vita ci fu dato godere una così splendida visione di primavera come quella di stamattina al levar del sol... Lo sguardo spazia sul grande clivo della città antica, tutto giardini e vigneti... verso l'estremità meridionale di questo altipiano verdeggiante e fiorito si vede elevarsi il Tempio della Concordia, mentre a oriente stanno i pochi ruderi del Tempio di Giunone"

 

(Wolfgang Goethe)



Il Tempio di Giunone (V sec. a.C.)

Il primo tempio che incontriamo nel nostro percorso di visita, iniziato dall'omonimo ingresso, è quello "dedicato" a Giunone; in realtà, come accade per buona parte dei templi della Valle non è dato sapere a chi fosse in realtà dedicato, e l'attribuzione alla sposa di Giove deriva dalla errata interpretazione di un passo dello scrittore romano Plinio Il Vecchio, che si riferisce, al tempio di Giunone a Crotone.

Dorico, come del resto quasi tutti i templi della zona, risale al V sec a.C., verrà danneggiato durante la conquista da parte dei Cartaginesi al termine dell'assedio della città del 406 a.C. (guerra tra Greci e Cartaginesi causata dal conflitto tra Segesta e Selinunte, notizie nei report precedenti) per essere poi restaurato in epoca romana; restauri che in epoca moderna sono invece iniziati nel XVIII secolo e che hanno contemplato anche la ricollocazione di alcune colonne a nord.


Arcosoli - Le Tombe Cristiane

Percorrendo il sentiero che conduce al successivo tempio, sotto un sole sempre più implacabile e tra pochi turisti presenti, in un 2022 che risente ancora molto dei danni causati dalla pandemia, si costeggia un tratto delle antiche mura che un tempo, con 12 chilometri di estensione, proteggevano la splendida Akagras (l'antica Agrigento) contraddistinte della presenza di alcune tombe Cristiane dette Arcosoli.

Queste tombe, così dette per la loro struttura superiore ad arco, fanno parte della estesa necropoli Paleocristiana risalente al III secolo d.C. visibile tra il tempio di Giunone e quello della Concordia.  

 


Il Tempio della Concordia - La clemenza del tempo

Anche il tempio più bello e meglio conservato dell'area archeologica deve la sua denominazione ad un errore; una iscrizione riportante una dedica alla “Concordia degli Agrigentini” risalente al I sec d.C. (quindi secoli dopo la costruzione del tempio risalente al V sec a.C.) fu erroneamente messa in relazione al tempio intorno al XVI secolo.

L'ottimo stato di conservazione si deve probabilmente, anche al fatto di essere stato trasformato in una chiesa cristiana, nel VI sec d.C., dedicata agli apostoli Pietro e Paolo.

Un dualismo che potrebbe richiamare la primigenia dedica del tempio ad una coppia di divinità pagane, per esempio ai Dioscuri, ma ciò per il momento resta solo una semplice ipotesi.

 

Villa Aurea

Sul percorso che porta al prossimo tempio si incontra Villa Aurea, dimora di Sir Alexander Hardcastle, capitano dell’esercito inglese di nobili origini, dal 1929 al 1932, quando, ridotto in miseria a causa del crack del 1929 fu costretto a vendere la villa allo Stato italiano.

La villa, edificata nel XIX secolo su parte della Necropoli paleocristiana, è dotata di un giardino che ospita numerose specie mediterranee ed esotiche e permette una vista privilegiata sui templi e sulla campagna circostante fino al mare.

Sir Alexander verrà ricoverato in manicomio a causa di una profonda depressione, dove morirà nel 1933. 

Il tempio di Eracle - Il più antico

 

Raggiungiamo quindi il tempio più antico del contesto archeologico, risalente al IV secolo a.C. è l'unico per il quale si ritiene di avere una attribuzione attendibile.

Questo edificio di ordine dorico è infatti ricordato da Cicerone che parla di un tempio dedicato ad Ercole situato nei pressi dell'Agorà, ovvero proprio in questa area.

I primi restauri, compreso il rialzamento di 8 colonne, si devono proprio al succitato capitano Hardcastle, realizzati tra il 1922 e il 1924 precedono i ben più recenti effettuati dal parco Archeologico della Valle dei Templi.

Tempio di Zeus Olimpio - Il più grande

Tempo, natura e uomini hanno rovinosamente infierito su quello che era uno dei più grandi templi dorici dell'antichità classica; non ancora ultimato al momento della conquista cartaginese del 406 a.C. e successivamente provato dai secoli e dai terremoti che hanno colpito la zona, sarà utilizzato come cava nel medioevo e per la costruzione del porto di Empedocle nel XVIII sec.

Diciotto metri di altezza si ritiene misurassero le colonne interne, mentre i Giganti nell'atto di sorreggere la trabeazione del tempio (insieme di l'architrave, fregio, e cornice) adesso distesi e sfregiati dalle intemperie, erano alti 8 metri; e l'immaginazione corre veloce a sognare come sarebbe stato una volta completato, e come si sarebbe presentata tutta la zona nel massimo del suo splendore.


Il Tempio dei Dioscuri - Il falso storico

Anche in questo caso l'attribuzione del tempio che sorge nell'area anticamente dedicata al culto delle divinità Ctonie (divinità femminili sotterranee, e personificazione delle stesse forze come i terremoti), deriva di una incerta citazione del poeta Greco Pindaro a proposito di una festa dedicata ai Dioscuri in quel di Akagras.

I resti del tempio inoltre costituiscono una sorta di falso in quanto frutto di una ricostruzione arbitraria eseguita dalla Commissione di antichità della Sicilia fra il 1836 e il 1852 utilizzando parti di diversa origine e datazione.

Molto probabilmente il tempio originario era invece dedicato a Demetra e Persefone, divinità Ctonie titolari dell'area circostanti.

Il Giardino della Kolymbethra

Nelle immediate vicinanze del Tempio dei Dioscuri si trova il Giardino della Kolymbethra, antico lago artificiale costruito dal tiranno Terone dopo il successo nella battaglia di Himera del 480 a.C. che vide la vittoria di Akagras coadiuvata dalle truppe Siracusane contro le forze Cartaginesi.

Progressivamente interrata diventa un fertile frutteto al quale si aggiungeranno le coltivazioni di agrumi, che varranno alla zona la denominazione di "giardino", come si è soliti chiamare gli agrumeti in Siclia. 


Abbandonato fin dagli anni '80 del secolo scorso verrà successivamente recuperato dal FAI in quanto " esempio di salvaguardia attiva di un paesaggio agrario tradizionale, che include funzioni produttive, ambientali, culturali, etiche ed estetiche."

Oggi il Giardino oltre al panorama agrario tradizionale ci regala anche una tregua al sole cocente e alla calura che contraddistingue questo inizio di luglio; grazie all'ombra dei sui alberi e alla frescura che arriva dagli ipogei, antiche gallerie un tempo utilizzate come acquedotti e che oggi, in alcuni casi risultano visitabili.

Come quello situato subito dietro la biglietteria e che stiamo per esplorare grazie alla guida di "Agrigento Sotterranea" 

L'ipogeo della Kolymbethra


L'ipogeo che stiamo per percorrere è stato scavato nel V sec. a.C., ed è stato aperto al pubblico nel 2017 grazie alla collaborazione tra l’associazione Agrigento Sotterranea e il FAI.

Dotati di caschetto e lampada frontale ci prepariamo ad affrontare gli stretti 180 metri che ci separano dall'uscita, un percorso fresco che ci regala una pausa dalla calura estiva, ma che mette alla prova eventuali claustrofobie, anche se per quasi tutto il tunnel si vede la luce del pozzo intermedio prima e dell'uscita dopo; il tutto alla presenza di fastidiosi insetti soprattutto nella parte iniziale.

Nonostante tutto ciò consigliamo assolutamente l'esperienza, a meno che non si soffra davvero tanto di claustrofobia.

 



LA RISERVA DELLO ZINGARO
LA RISERVA DELLO ZINGARO

Terminata la vista al vasto parco archeologico torniamo verso il tempio di Giunone e il vicino parcheggio; da lì riprenderemo il nostro viaggio verso Marina di Avola dove resteremo per qualche giorno esplorando i dintorni.

Ma prima resta ancora una tappa da fare.

LA VILLA DEL CASALE
LA VILLA DEL CASALE


Scopri le altre tappe del viaggio


Video, mappa e GPX dell'itinerario

Mappa e GPX contengono l'itinerario relativo al giorno di trasferimento da Castellammare a Avola; con tappe ad Agrigento e visita alla Valle dei Templi e a Piazza Armerina con la visita alla Villa del Casale

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