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Terre di Lunigiana - Primo giorno

 

Un viaggio in inverno, in moto, in solitaria…

Tutto molto anomalo, ovviamente.

Ma da dove si parte per ipotizzare ed organizzare una uscita invernale di più giorni quando invece sarebbe più “saggio” restarsene a casa al calduccio, o al massimo utilizzare l’auto per spostarsi?

In primis si parte da dove normalmente si inizia sempre, in ogni stagione, ovvero dalla voglia di viaggiare e scoprire cose nuove o approfondire quello che in parte già si conosce; una voglia che mai si placa e che spinge alla ricerca di mete adeguate alla stagione e alle possibilità del momento. 

Ma comunque a muoversi!

 



Successivamente (che non è un successivamente dato che quanto sopra è una condizione perenne) si valuta la situazione meteorologica abbinata a quella territoriale, cercando quindi di trovare una zona da esplorare che prometta una situazione climatica almeno sufficiente ad una esplorazione moto turistica.       Già, ma perché in moto?

Ci arriviamo dopo.

Una volta fatto ciò, si procede con la progettazione dell’itinerario, almeno di massima, evidenziando sulla mappa virtuale di maps (ma utilizzando anche quella cartacea) tutte le possibili tappe interessanti rintracciate sul web o su varie pubblicazioni cartacee come la già citata mappa.

Successivamente non resta che “unire i puntini” per ottenere l’immagine del nostro prossimo viaggio, un sorriso sul volto e l’emozione inestinguibile del pre-partenza.

La moto… perché in moto, non è facile da spiegare, anche perché se è da spiegare significa che siamo distanti concettualmente; in breve perché è il mezzo che riteniamo più adatto emozionalmente e logisticamente ad una certa categoria di viaggi.

Viaggiare su due ruote ci permette di essere parte dell’ambiente circostante, anche e soprattutto nella stagione meno clemente, di respirare i profumi del momento, di affrontare le ridotte temperature e di apprezzare anche la più impercettibile sensazione positiva che possiamo rintracciare.

Il ritrovarsi dagli 0 gradi del mattino, per esempio, ai 7/8 del pomeriggio regala intensa soddisfazione, cosi come un insperato raggio di sole che si fa strada tra le nebbie…

Figuriamoci quindi se il cielo è azzurro e i gradi nel mezzo del giorno arrivano a 16/17!!

E infine siamo agili, leggeri e veloci, possiamo andare dovunque, fermarsi dappertutto anche per cogliere al volo una fugace immagine con la nostra inseparabile reflex, e non essere troppo condizionati dal traffico circostante. Anche quando il traffico… non c’è!  Liberi, davvero.

Come in questa nostra intensa uscita di inizio febbraio 2022 dedicata all’unica zona della Toscana che non possiamo dire di conoscere come le nostre tasche; la bellissima e verace Lunigiana. 


Gole dello stretto di Giaredo

Filattiera

Questo piccolo ed animato borgo è prima vera tappa della giornata, dopo avere affrontato le nebbie padane e avere gridato di gioia all'apparire del sole sulla Cisa, abbiamo rimandato ad altra data l'esplorazione delle Gole dello Stretto di Giaredo, occorre risalire il torrente e non siamo equipaggiati, torneremo con le nostre scarpe da trekking. 


Mentre la nebbia che ancora avvolge i centri più a valle ci immergiamo in quella che sarà la piacevole atmosfera che ci accompagnerà per tutto il nostro viaggio, meno splendente di altre rinomate terre di Toscana ma unica e sicuramente più verace.  

Filetto

Questa invece è la prima sorpresa della giornata, in un viaggio che ne regalerà molte; complice il sole che finalmente campeggia in un cielo azzurro Filetto ci regala le intense emozioni che ci auguravamo di provare.

Questo gioiello architettonico attraversa i secoli, dalle torri superstiti del lontano passato di roccaforte, alle antiche vie della residenza fortificata di possesso dei Malaspina (della Famiglia sovrana delle terre di Massa e Carrara ne parleremo nella parte dedicata a Fosdinovo) fino ai rimaneggiamenti rinascimentali, qui c'è tutto quello che serve a regalare una atmosfera incantata, una magia che solo passeggiando per queste immobili corti si può respirare.


Castello di Malgrate

La fitta densità di castelli e borghi della Lunigiana fa sì che tra una tappa e l’altra siano davvero pochi i chilometri da percorrere, su strade si tortuose ma spesso strette e con asfalto malandato, dove, complice l’umidità residua della notte e le temperature comunque invernali, è bene usare la massima prudenza.

Questo imponente castello, uno dei più scenografici della Lunigiana, faceva parte della linea difensiva del territorio dei Malaspina, un cardine importante dato che dominava la valle del Bagnone e le vie di comunicazione della Garfagnana e della Cisa.

Nonostante i rimaneggiamenti degli ultimi proprietari, non più condizionati da necessità difensive, il castello ha mantenuto la sua rigida e secolare austerità 

Il castello è visitabile ma purtroppo, esclusivamente durante il periodo estivo, condizione che ritroveremo spesso (ma per fortuna non sempre) durante il nostro viaggio. 




Castello di Treschietto

Ridotto a poco più di un rudere, questo castello di proprietà comunale, è stato un importante dominatore delle vallate e dei corsi d'acqua circostanti; fu costruito come residenza e mantenuto dai Malaspina fino alla fine del XVII sec. quando il feudo fu venduto ai Medici.

Una macabra leggenda vede protagonista il marchese Giovan Gasparro Malaspina, detto dalla gente “il mostro" che si rese responsabile di atroci atti verso la popolazione fino alla sua morte avvenuta nel 1678; un'altra credenza popolare vuole che nei sotterranei del castello sia sepolto un prezioso vitellino d'oro, che, nonostante le ripetute ricerche e demolizioni non è mai (ovviamente) stato trovato.   


Borgo e Castello di Bagnone

Da Treschietto si ridiscende verso valle, sono pochi i chilometri che ci dividono dal prossimo borgo anch’esso parte del feudo dei Malaspina che comprendeva Treschietto del quale seguirà la stessa sorte entrando a fare parte dei territori della Signoria Medicea nel XV secolo e successivamente del Granducato di Toscana.

Di questo suggestivo villaggio si hanno le prime notizie a partire dal 963 come possedimento dei Vescovi di Luni, ma i ritrovamenti delle Statue Stele in zona (delle quali troverete tutte le notizie del report dedicato a Pontremoli) dimostrano una presenza umana già nell’età del bronzo.


Il castello che sovrasta il borgo risale al XIV secolo ma a partire dal XVI secolo verrà sostanzialmente modificato in dimora signorile, interventi avvenuti anche nel XIX secolo e in quello successivo. Oggi è abitazione privata e non è visitabile 

Castello di Castiglione del Terziere


Questo piccolo gioiello della Lunigiana fu edificato sui resti di preesistenti costruzioni bizantine, il suo nome deriva dalla terza parte nella divisione dell’eredità che Obizzino Malaspina lasciò alla sua successione nel XII secolo; Importante roccaforte a controllo della Valle del Magra sarà un importante cardine del progetto di Castruccio Castracani, signore di Lucca che, nel XIV secolo, prevedeva la riunione delle terre Lunigiana, Garfagnana, Lucchesia e Versilia in un unico stato.

Nel 1451 passa sotto la Signoria Fiorentina acquisendo sempre più importanza fino a quando, nel XVIII secolo venne amministrativamente abbandonato a favore della vicina Bagnone; una decadenza che durerà fino alla meta del XX secolo, quando iniziarono i lavori di recupero del castello ormai ridotto ad un rudere.


Il borgo che merita assolutamente una visita grazie alla magica atmosfera che vi si respira, è impreziosito anche da palazzi rinascimentali, a testimonianza del florido periodo Mediceo, che purtroppo fino ad oggi non sono stati oggetto di particolare attenzione 


Castello di Tresana

Siamo ormai alle ultime battute di questa intensa giornata, da Aulla abbiamo guadagnato il versante opposto del fiume Magra raggiungendo Tresana dove possiamo osservare i ruderi in parte recuperati del castello che domina borgo e valle. 

Di proprietà di un ramo dei Malaspina divenne possesso dei Corsini, famiglia fiorentina, nel 1660 ma che non risiedendoci, non ne curò lo stato, lasciandolo ad una progressiva decadenza.

Nel 2009 venne acquistato da una fondazione che ne curò il restauro destinandolo a struttura ricettiva.

 

Oggi è visitabile su prenotazione. 

 

Villa Castello di Tresana

Le temperature sono ormai in deciso ribasso, il sole sta per sparire dietro le cime montane, improvvisamente l’inverno torna assoluto padrone delle terre di Lunigiana.

Dopo avere ammirato questo castello trecentesco adibito a villa padronale (e non visitabile) abbandoniamo il progettato itinerario per ridiscendere verso la valle e il nostro alloggio, situato a pochi chilometri da Aulla.

Ci aspetta una serata rilassante e piacevole, grazie a chi ci ospita e a chi allieterà le nostre esigenze enogastronomiche; e che merita un report a parte! 

 

Domani saremo di nuovo viaggio, e sarà di nuovo meraviglia!


Vitto e Alloggio

 

 

 

 

Scopri la nostra piacevole serata in terra di Lunigiana, seguita da una riposante notte.


Terra di Lunigiana - I Report

PRIMO GIORNO
PRIMO GIORNO
SECONDO GIORNO
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TERZO GIORNO
TERZO GIORNO
INDICE PRINCIPALE
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Video, Mappa e File GPX dell'itinerario

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Commenti: 2
  • #1

    Saturnina (giovedì, 10 febbraio 2022 12:54)

    Wow! Bel giro, lho scaricato e lo farò in bici appena fa un po di calduccio
    Grazie per la condivisione

  • #2

    Roberto Nencini (martedì, 01 marzo 2022 17:06)

    bella cosa, conosco la Lunigiana. Avte fatto un gran giro scoprendo gli angoli più belli, bravissimi



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