Strada dell'Assietta e Colle delle Finestre; una serie di (s)fortunati eventi


Fortuna o sfortuna, una serie di sfortunati eventi o una serie di fortunati eventi?

E’ difficile inquadrare in una forma scaramantica determinati avvenimenti,  anche e soprattutto quando sono inseriti in un contesto particolare come quello di oggi: una giornata che da programma si annuncia particolarmente intensa e che prevede la percorrenza di itinerari particolarmente suggestivi, iniziando con una veloce colazione sul Colle del lys per poi proseguire affrontando in “rapida” sequenza:

Colle delle Finestre - Strada dell’ Assietta - Monginevro - Colle della Scala - Colle del Sommelier

e con una piccola (praticamente improbabile) possibilità di affrontare anche lo Jafferau.

Colle del Lys   1314 mt

Ed è con questo programma in testa che mi appresto a partire in questo lunedì mattina, una splendida giornata di sole anche se successiva ad una nottata di intensi acquazzoni che spero non abbiano reso difficilmente praticabili gli sterrati previsti, perché purtroppo le gomme prettamente stradali di Maia nel fango hanno dimostrano drammaticamente i loro limiti strutturali.

Superato indenne il traffico del lunedì mattina di ben due tangenziali, quella di Milano e quella di Torino, raggiungo il Colle del lys percorrendo una strada stretta ma paesaggistica che non offre molto alla guida ma che regala un bellissimo panorama una volta raggiunta la vetta;

Terminata la veloce colazione abbandono il piazzale del passo pacificamente deserto, sono l’unica presenza di vita al momento oltre ai gestori del bar, puntando verso la Val di Susa nella quale brillano i due laghi di Avigliana.

Una volta a Susa , non resta che imboccare lo stretto nastro di asfalto che conduce alla “porta” di accesso allo sterrato del Colle.

Ho già percorso in passato la strada dell’Assietta e quella del Colle delle Finestre ma senza poterne ammirare il panorama a causa della nebbia, oggi a quanto sembra però della nebbia non c’è neanche l’ombra, sotto il cielo intensamente azzurro si scorgono panorami mozzafiato.

Strada del Colle delle Finestre

Percorsi velocemente i tornanti asfaltati raggiungo alla fine la porta che immette sullo sterrato, inizia adesso la vera avventura!

Adesso la presenza umana è un pochino più consistente, ma decisamente sopportabile rispetto a quella di un fine settimana; ciclisti, motociclisti e 3 Jeep probabilmente risalenti alla Seconda Guerra Mondiale percorrono  a diverse velocità la strada verso la cima del Colle.

Foto di rito sulla porta e finalmente sono sullo sterrato; l’ultima volta che ho percorso queste mulattiere ero a pieno carico carico con le tre borse e i bagagli necessari ad una breve vacanza,  stavolta sono in assetto da guerra: una delle pochissime volte in cui la mia nera multistrada è dotata soltanto della borsa serbatoio.

E di tanta voglia di divertirsi!

Rirsalgo lo sterrato relativamente veloce, in alcuni tratti mi godo le derapate di Maia (spesso dovute allo scarso grip delle gomme stradali) in altri rallento per osservare il panorama e mi fermo per scattare foto; intanto tolgo il cellulare dalla custodia dove funge da navigatore e lo metto dentro la borsa serbatoio, in carica,li dentro è più al sicuro….

Immerso totalmente nello spettacolare panorama raggiungo infine l’ultima curva prima della vetta,  dopo la cattura di rito delle suggestioni offerte dallo scenario circostante risalendo sulla moto parcheggiata sul tornante mi accorgo di un particolare drammatico che condizionerà tutta la giornata ovvero il cavo USB Che penzola tristemente sulla fianco del serbatoio.

Ed ecco a questo punto che inizia il calvario, la ricerca ossessiva dello smartphone perduto, perché adesso subentra oltre alla perdita economica

(i dati dati personali sono protetti da password e sincronizzati con il Cloud) , la consapevolezza di essere tagliati fuori dal mondo e di non poter comunicare con nessuno.  Oltretutto in una giornata in cui si è in giro da soli senza poter comunicare a casa le proprie condizioni.  

Ed è qui che si evidenziano i lati negativi del nostro essere sempre connessi,  perché un tempo si partiva e si tornava senza dover comunicare con nessuno e senza che nessuno di fatto si preoccupasse; la preoccupazione era legata al ricevere una telefonata perché significava che c’era qualche problema. Allora lo squillo del telefono generava più preoccupazione che gioia.

Faccio il percorso inverso ma non riesco a trovarlo; sono consapevole che parte del traffico che percorre la strada è lentissimo e quindi se lo smartphone è visibile è certo che qualcuno lo abbia trovato. Resta il problema di comunicare perché oggi  siamo tutti connessi individualmente e non ci sono più gli strumenti pubblici per connettersi, non si sono più le cabine telefoniche e non esistono più neanche i centri che ti davano la possibilità di navigare a pagamento. Dopo varie ricerche riesco, nel pomeriggio, a rintracciare (grazie ad una postazione internet dentro una cartoleria a Susa e al telefono delle gentilissime proprietarie) chi ha trovato il mio telefono e, infine, a recuperarlo.  


Colle delle Finestre   2176 mt

Superato il colle dopo le le foto al panorama, ridiscendo il breve tratto asfaltato che concede una breve tregua alle sospensioni della Ducati, un attimo di  riflessione davanti al bivio per poi spalancare il gas ed imboccare deciso la deviazione sterrata che mi permetterà di percorrere la celebre Strada dell’Assietta

Strada dell' Assietta

Una mulattiera che affronterò In diverse modalità, godendomi il paesaggio soprattutto, ma anche in diversi tratti godendomi la strada.

Non in tutti ovviamente, principalmente perché alcuni tratti sono una pietraia fastidiosa e difficile da affrontare, dove bisogna fare molta attenzione ed evitare che la ruota anteriore impatti con qualche ostacolo troppo grosso per la sua indole stradale, un cerchio in lega da 17” non è elastico ed eclettico come un cerchio in raggi da 21” di una moto da enduro.

Ma in alcuni tratti la guida diventa veramente divertente, soprattutto nel tratto finale, gli ultimi km prima del bivio verso Sauze d’Oulx dove lo sterrato è bello scorrevole e presenta numerosi avallamenti e dossi che consentono anche qualche salto alla stupefatta Maia; curva paraboliche affrontate con piglio crossistico alternate da soste per ammirare il paesaggio ed osservare il selvaggio ambiente che mi circonda. 

Atmosfera solitaria sicuramente suggestiva quella odierna, ma a tratti preoccupante, se penso all’eventualità di restare a piedi per qualche motivo su questa strada, senza nessun modo di comunicare verso il mondo civile… ma tant’è, oggi è così.

Come del resto lo era all’inzio delle mie avventure motociclistiche.

In alcuni frangenti spalanco troppo il gas in uscita di curva, condizionato dal comportamento della nera Ducati sull'asfalto, con il risultato di vedere il retrotreno tentare di superare la ruota anteriore, una veloce retromarcia della manopola e la derapata rientra nei parametri terminando la percorrenza delle curva nella giusta modalità.    Una tanto divertente modalità!!!!!  

 Al bivio che porta verso Sestriere o Oulx decido di scendere verso Oulx dato che  poi devo ripiegare su Susa per recuperare lo smartphone; questo è paradossalmente il tratto più da affrontare perché in alcuni tratti in discesa la strada si presenta compatta ma con uno strato superficiale di fanghiglia scivolosissimo sulla quale la mia Mltistrada tende a pattinare come sul ghiaccio.

 Alla fine riusciamo a superare i tratti senza grossi problemi, rimanendo un po’ perplessi per lo sterrato affrontato tra due rifugi dove le si stanno effettuando, senza nessuna segnalazione, dei lavori pesanti e di sistemazione del fondo sconnesso nel quale è come navigare nelle sabbie del deserto con la moto che si intraversa continuamente e che non si riesce a mantenere dritta.

Un rullo compressore sta compattando la strada mentre più avanti c’è un macchinario che sta “arando” il terreno rendendolo friabile è come la sabbia, quella che ci rende complicata la guida e che ci porta con la mente a Dakar…

Il macchinario occupa tutta la sede stradale lasciando libero soltanto un piccolo cordolo laterale a sinistra della primitiva consistenza sul quale riesco finalmente ad approdare e a superare l’ostacolo; strano che tutto questo venga fatto senza nessun tipo di comunicazione e di cartellonistica dato che comunque la strada risulta impraticabile pur essendo aperta la traffico.

Gran Finale

Riguadagnato l’asfalto sento un rumore strano provenire dalla gomma posteriore nelle curve verso sinistra, specie di ticchettio ritmico che invece non si fa sentire il rettilineo e nelle curve a destra; penso quindi ad un sasso che possa essere rimasto incastrato nella ruota, ma è un pensiero che vuole essere confortante e che vuole scacciare altre eventualità ben più realistiche dato che impossibile che nei tagli stradali della gomma possa essere rimasto incastrato un sasso e che ci possa essere rimasto incastrato per un periodo cosi lungo.

La gomma sembra ancora gonfia ma dovendo percorrere circa 250 km per tornare a casa preferisco cercare un gommista e vedere se può essere sistemata; in autostrada con questo caldo così penso proprio che non reggerà 

 

Per riparare la gomma vado dal primo gommista generico (l'unico per moto è chiuso di lunedì) :

"eh, va cambiata, la riparazione ho paura che non tenga, lo squarcio è bello grande, ho qui una gomma usata d'occasione..."

Ma la sua non disponibilità di cavalletto per monobraccio ed i maldestri tentativi di alzarla in modo alternativo:

"Forse se la prendo sotto la marmitta.." “magari faccio perno sul laterale...," mi fanno scappare di corsa..

Il successivo non tratta moto, ma mi manda da un altra officina che dispone di cavalletto per monobraccio (il proprietario ha due Ducati) :

chiedi di Pasquale.

Mentre vado da Pasquale trovo un altro gommista che guarda la gomma e mi dice, qui l'unico che può fare qualcosa è pasquale (ancora!!)

Alla fine trovo Pasquale, gigantesco ma simpatico meccanico; guarda la gomma, guardia il chiodo, prende la pinza et-voilà, la magia è fatta.

In comprensibile dialetto calabro/piemontese sentenzia: se non si è sgonfiata non è bucata.

Rientro verso casa con un paio di soste per controllare la pressione della gomma, riportata ai valori ottimali nella prima fermata; il viaggio si svolge tranquillamente e senza altri colpi di scena. 

Alla fine tutto è bene ciò che finisce bene, non ho potuto fare tutto quanto programmato ma anche solo la bellezza offerta dal Colle delle Finestre e dalla Strada dell'Assietta  in una giornata così solare giustifica una viaggio.

Con il sorriso stampato in faccia, e lo smartphone al sicuro nella tasca della giacca, spingo veloce Maia verso casa.

Aggiornamento

Dopo un paio di giorni scendo in garage nell'intento di portare al moto al giusto lavaggio dopo l'impolverata dell'Assietta

e la trovo con la gomma a terra!

Mi ha riportato a casa e poi si è accasciata; grazie Maia. Ancora una volta! 


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